Contratto aziendale Kme. Siglato l’accordo

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Dopo 13 ore di trattativa è stata firmata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto aziendale di Kme italy e EM molds. Lo rendono noto i sindacati.ed in particolare il segretario per l’area Toscana Nord Giacomo Saisi. Ecco che cosa dicei: “UNA LUNGA trattativa durata 13 ore, dopo settimane di tavoli ed incontri, ma alla fine siamo riusciti a trovare un ottimo accordo per il rinnovo del contratto aziendale di Kme Italy ed Em Moulds. La firma dell’ipotesi di intesa è stata sottoscritta ieri sera da sindacati e azienda”. Giacomo Saisi, è soddisfatto dei punti cardine individuati nel documento e che saranno essenziali anche all’interno del piano di rilancio dello stabilimento di Fornaci di Barga, già presentato da Kme alla popolazione, ai lavoratori e in Regione Toscana. “L’azienda proponeva un integrativo della durata di un solo anno. La nuova intesa – prosegue Saisi – avrà invece una durata di 36 mesi e contiene importanti garanzie occupazionali. Nessun lavoratore, infatti, sarà licenziato. Anche sulla produzione e sugli investimenti abbiamo ottenuto da Kme importanti assicurazioni, messe nero su bianco: è stato confermato il completamento del forno fusorio Loma1 per il raggiungimenti di 40mila tonnellate di produzione annua, con la presentazione agli organi competenti del progetto di piattaforma energetica “Waste to Energy”. Sarà inoltre creato un polo accademico in collaborazione con l’università Sant’Anna di Pisa dedicato all’economia Circolare. Ripresa dell’attività di ricerca in ambito metallurgico”. Per quanto riguarda direttamente i lavoratori, inoltre, hanno trovato spazio tutte le ipotesi di salvaguardia e remunerazione già oggetto dei precedenti accordi del 2016, che di fatto vengono così rinnovati: “Si conferma l’impianto incentivante  dell’accordo del 2016 che ha portato già dal 2017 all’erogazione economica  di una parte del premio. L’azienda conferma le 500 euro di welfare aziendale o equivalente corrispettivo lordo in busta paga, che sarà messa a referendum dei lavoratori che ne determinerà l’applicazione per la totalità dei dipendenti – prosegue il segretario della Uilm -. Per quanto riguarda il ricorso agli ammortizzatori sociali, previsti anche dall’accordo ponte dell’estate con il passaggio alla Cassa integrazione, si andrà in continuità con l’attuale modalità con importanti rassicurazioni per il futuro: tutti i lavoratori che oggi sono al massimo degli ammortizzatori sociali rientreranno nel perimetro aziendale entro i primi tre mesi del 2019, in mansioni non inerenti all’attività produttiva, i giorni di lavoro saranno minimo 8 con l’impegno di incontrarsi ogni 2 mesi per valutare eventuali aumenti del numero minimo. Prosecuzione con l’attività con i Comuni e questi lavoratori matureranno il 60% dei ratei di tredicesima”.  Questi sono i principali punti dell’ipotesi di intesa che hanno messo d’accordo azienda e sindacati e che fanno ben sperare il segretario Uilm Saisi: “L’accordo ci permette di guardare al futuro con un po’  più di ottimismo e di provare ad agganciare una definitiva ripresa  che consenta nel più breve tempo possibile un  ritorno alla una piena occupazione, partendo proprio dal prossimo anno”. L’ipotesi di accordo sarà illustrata nelle assemblee l’8 novembre e per la sua validità sarà sottoposta al voto vincolante dei lavoratori. “Ci  -auguriamo – conclude Saisi – che non ci siano intoppi perché quanto ottenuto è davvero un ottimo risultato”.

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