Primo Piano
I.M.I. Internati militari italiani, come Endro Pedrigi, il sarto di Barga. Per lui la medaglia d’onore
«Vedi quelle sentinelle dietro i reticolati? Sono loro i prigionieri di Hitler, non noi. Noi a Hitler e Mussolini diciamo no, anche quando ci vogliono prendere per fame.» (Sergente Francesco “Ceco” Baroni, internato in Germania, in “Soldati italiani dopo il settembre 1943” di Mario Rigoni Stern (FIAP, Roma 1988, pag. VI) IMI Un acronimo che suona quasi come una brutta parola, sconveniente. I.M.I. “Internati Militari Italiani”. Non si è mai usata nell’ultimo conflitto mondiale, per nessun altro caso, solo per gli italiani; i militari italiani. Soldati, Marinai, Avieri…militari italiani. Internati. Non prigionieri di guerra, come è normale in un conflitto, ma “Internati”. Uno status che non esiste, inventato dei tedeschi per regolarizzare e gestire una massa di militari italiani catturati al domani dell’8 settembre del ’43, in seguito alla scellerata gestione dell’Armistizio, nel quale si stravolge completamente l’assetto di alleanze in corso, senza però darne comunicazione agli ex-alleati che tutt’un colpo diventano nemici, senza saperlo. Per lo…
Svelati i nomi dei lucchesi che si sono distinti all’estero per l’anno 2026: ci sono anche premiati originaridi Barga, Castiglione, Roggio, Vico Pancellorum, Fornovolasco, Camporgiano, Crasciana di
LUCCA – Si è tenuta ieri mattina, nella sede di Lucca della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, la conferenza stampa di annuncio dei 13 cittadini originari del territorio che hanno raggiunto traguardi di eccellenza nel mondo. L’evento ha visto la partecipazione di Valter Tamburini, presidente della camera di commercio della Toscana Nord-Ovest, e di Ilaria Del Bianco, presidente dell’associazione dei Lucchesi nel Mondo. “Questo premio non è semplicemente un riconoscimento al successo professionale, per quanto importante e spesso di livello internazionale -, ha dichiarato Valter Tamburini -. È qualcosa di più, un’occasione per raccontare, attraverso le vicende personali di donne e uomini diversi tra loro, una parte della nostra storia e della nostra identità. Il riconoscimento non va soltanto a chi è diventato famoso, ma a tutti coloro che hanno lasciato un segno, misurabile anche dalla capacità di mantenere un legame vivo con la terra d’origine e con la comunità”. I riconoscimenti di quest’anno celebrano una grande varietà di…

