La tradizione che resiste

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VAL DI VAIANA – Il sole che ancora non è sorto, l’aria è gelida ma non troppo, condita però ogni tanto da qualche sferzata di tramontana. E’ tempo di macchiatura di castagne in uno degli ultimi metati della Val di Corsonna, quello che da anni, grazie soprattutto alla passione ed alla lungimiranza di alcuni uomini della montagna nel ricordo dell’indimenticato Giovannino di Val di Vaiana, qui portano avanti la lavorazione delle castagne per la farina dolce, come si faceva una volta. Con la tradizionale lunga essicazione a metato, per oltre 40 giorni, e poi con le successive ed anche faticose fasi della pulitura.

In Val di Vaiana si è iniziato con la battitura con un notevole ritardo rispetto agli altri anni. Le piogge delle settimane scorse hanno rallentato la raccolta e così si è arrivati al 10 dicembre per procedere con la fase della macchinatura. Che è ancora oggi una tradizione, ed è stato un momento importante nella vita della gente di montagna, così’ come in passato lo è stata la trebbiatura del grano per i contadini del fondovalle.

Una robusta colazione con il coordinamento dell’Ademara e delle donne del gruppo ha aperto come da tradizione la mattinata

Dopo il fuoco tenuto costantemente acceso per tanti giorni sotto il metato, stamattina, prima dell’alba le fiamme sono state spente dal Michele e dal Luigi e dopo colazione è iniziato il lavoro.

E’ un rituale. che da decenni e decenni si fa utilizzando questi macchinari e questi metodi, seguendo momenti ben precisi che vanno dallo svuotamento del cannicciato con lo scarico delle castagne, alla ripulitura dello stesso, al conteggio delle “misure” che corrispondono a quante castagne sono state portate dalle varie famiglie nel metato; fino a procedere alla pulitura, (la prima di una lunga serie) ed all’insaccamento delle castagne ripulite che poi, secondo i sacchi stabiliti per ogni famiglia, devono passare sotto l’attenta selezione e ripulitura, lunga e faticosa, che si fa a mano. Sarà questo l’ultimo passaggio prima di inviare le castagne al molino per la macinatura a pietra e per produrre quindi la magnifica farina dolce dal sapore inimitabile che si produce in queste vallate.

Il metato che vi mostriamo (e anche questo è un omaggio alla tradizione), è anche quest’anno  quello che fu del Giovannino Giovannetti, portato avanti con lo stesso impegno dalla moglie Ademara e dagli amici di questa piccola comunità montana, che in questo metato ha raccolto oltre 27 quintali di castagne giunte dai castagneti di tutta la zona, dalla Palazzina a Carpinecchio, da Renaio fino alle coste di Albiano.

Ce ne sarebbero molte e molte di più ogni anno di castagne da raccogliere n, ma le forze e le persone che portano avanti la raccolta sono sempre meno ed è già un miracolo ed una magia che accada ancora tutto questo. Ed è bello essere lì, ad assistere a questo momento antico e bellissimo ogni anno..

Quando te ne vai, insieme al suono del motore a scoppio che manda la macchina per la pulitura,. Alle voci degli uomini, ti rimane nelle narici, il profumo della pula di castagne, il sapore dell’affumicatura, che ti fanno pregustare quello che sarà poi il prodotto finale, da attendere ancora per qualche tempo, come si fa per tutte le cose buone e belle.

 

 

 

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