La Natività di Baccio Ciarpi

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La pittura che rappresenta la “Natività”, riprodotta in questa pagina, è dovuta all’arte del pittore Baccio Ciarpi nato a Barga nel 1574 e morto a Roma all’età di ottanta anni.Alcune sue opere realizzate per il paese natio sono andate perdute ma quelle che rimangono evidenziano il suo talento.Il Ciarpi ebbe una buona notorietà nel suo tempo per cadere poi nell’oblio, ma recentemente i maggiori critici italiani ne hanno riconosciuto i meriti.Visse oltre mezzo secolo a Roma dove produsse opere pittoriche sempre di soggetto religioso, per confraternite laiche e ordini religiosi di chiese minori fatta eccezione della chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, di cui fu rettore anche Filippo Neri e della cattedrale di Roma San Giovanni in Laterano.Le chiese minori sono, Santa Maria in Selci, Santa Maria in Monticelli, Santa Maria in Campo Marzio, San Silvestro in Capite, San Martino al Monte, Santa Maria in Vallicella, tutte ubicate vicine alla via Monserrati, ove abitava il pittore con i fratelli, nel quartiere vecchio della città in quel triangolo
compreso fra il vecchio Ponte di Nerone, Santa Trinità dei Monti e l’Isola Tiberina.
Il quadro della “Natività” di cui si tratta fu pitturato con altre opere nel 1614 per la chiesa del monastero delle suore agostiniane di Via Selci dedicata a Santa Lucia.
La chiesa, rimodernata nel 1604 dal Maderno, edificata dal papa Simmaco fra il sesto ed il settimo secolo, accoglie ben sette tele del nostro pittore fra le quali la “Natività”. Tutte le opere, ridotte in tristi condizioni, furono restaurate nel 1976 a seguito delle sollecitazioni della Sricchia Santoro, un critico di notevole spessore♦
La pittura, conosciuta anche come “Adorazione dei pastori”, é stata riportata all’antico splendore, come si vede nell’ immagine, ed é considerata la migliore fra quelle realizzate dal Ciarpi per Santa Lucia.
La devozione del Ciarpi verso il Bambino si rivela nel contrasto fra il buio della mistica scena notturna e la vivida luce che si sprigiona dal pargolo assiso sui candidi panni del giaciglio, una luce che si irradia sulla figura centrale della Madre, su Giuseppe e su quella dei pastori in primo piano mentre fra le nubi gli angeli sostengono il nastro con la scritta che glorifica il Signore nell’alto dei cieli e invoca la pace sulla terra.

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