Rapporto di sostenibilità KME. Ok per Greening Italia la fotografia dello stabilimento di Fornaci. Per il 19 ottobre a Firenze la presentazione del piano industriale

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C’era molta attesa per l’incontro organizzato per oggi pomeriggio presso l’ex cinema SMI e l’area del centro ricerche da poco rimessa a nuovo (qui dovrebbe sorgere la famosa Academy  per lo studio dell’economia circolare che è uno dei filoni di investimento del piano industriale di cui si discute in questi mesi ndr) per la preentazione del primo bilancio di sostenibilità, uno strumento che KME vuole adottare a livello di gruppo nel prossimo futuro, ma che parte intanto da Fornaci di Barga, in quanto questo stabilimento è oggetto di una fase di rilancio ma soprattutto perché qui sono previsti importanti sviluppi con il nuovo piano industriale ed energetico che passa anche dal gassificatore.

La presentazione è avvenuta alla presenza di istituzioni locali, i sindacati ed anche di una parte delle maestranze. E all’esterno dell’ex centro ricerche, lungo viale Battisti, non è mancato anche un presidio pacifico degli attivisti del no al pirogassificatore con uno striscione e con le mascherine, che hanno atteso in forma pacifica l’uscita dei partecipanti all’incontro per ribadire la propria contrarierà ai progetti di KME passanti dal bruciare il pulper di cartiera.

Tornando all’incontro al cinema SMI, il rapporto di sostenibilità ha fornito, secondo l’ente che lo ha certificato, Greening Marketing Italia, dati di notevole importanza ed assolutamente positivo; che fanno una fotografia esatta di quello che è lo stabilimento fino al 31 dicembre (dal 2013 al 2018). Tra i dati positivi miglioramento dell’efficienza energetica, aumento del materiale da riciclo utilizzato e riduzione dei rifiuti prodotti e dei consumi di acqua. Ma soprattutto, come ha detto Francesco ferrante di Greening Italia, uno stabilimento dove già si è precorso  in modo significativo lo sviluppo di quella economia circolare che sta alla base del piano di rilancio industriale futuro di KME e che parte dall’utilizzo come materia prima del 76% di materiale di riciclo e dallo smaltimento del 76 % dei rifiuti prodotti.

Ai nostri microfoni ha anche detto:

Tra le notizie emerse nel pomeriggio, al di là del rapporto di sostenibilità, quella resa nota dallo stessa AD di KME Claudio Pinassi: la presentazione alla Regione ed agli enti preposti , con molta probabilità iul prossimo 19 ottobre a Firenze; del piano industriale articolato in tutte le sue sezioni che sono in sostanza due: la riconversione all’elettrico di tutti il sistema produttivo ed industriale da una parte e dall’altra, l’autoproduzione di energia attraverso la gassificazione.

Pinassi ha anche annunciato che dopo la fotografia della situazione fino al 2018 entro la fine dell’anno verrà invece presentata una analisi di scenario anch’esso certificato nei dati da un ente terzo: partendo dalle basi del rapporto di sostenibilità e dai dati relativi al piano industriale previsto, una previsione su quelle che potranno essere gli sviluppi  futuri dello stabilimento, la loro ricaduta in termini produttivi ed economici, occupazionali, sociali ed ambientali.

Secondo il prof. Ferrante, tornando al rapporto di sostenibilità, l’azienda si è sottoposta alla verifica di tutti i dati del rapporto  volontariamente, non essendo come altre realtà obbligata per legge e confrontandosi su tutta una serie di valutazioni che si basano non solo sul PIL, ma anche sulla sostenibilità ambientale oltre sugli indicatori  sociali ed ambientali.

Per quanto riguarda i dati del bilancio di sostenibilità, secondo il rapporto di Greening Italia, emerge che tra il 2013 e il 2017, l’azienda ha registrato un miglioramento dell’efficienza energetica (il rapporto tra consumi e produzione) del 22,6%; un risultato ottenuto grazie all’efficientamento degli impianti e dei processi produttivi, dal telecontrollo dei sistemi di condizionamento dei locali al miglioramento delle coperture refrattarie dei forni, fino all’illuminazione al led.

Per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse, la quantità di materiali utilizzati in rapporto alla quantità dei prodotti si è ridotta nell’ultimo triennio da 1,22 a 1,08 tonnellate; su un totale di 23.148 tonnellate di rame entrate nei forni lo scorso anno, il 69,1% è costituito da materiale proveniente da processi di recupero e riciclo, e solo il 30,9% è un prodotto “vergine”.

Capitolo rifiuti: la quantità prodotta nello stabilimento nel 2017 – 4.863 tonnellate, il 75 % delle quali classificate come non pericolose – è la più bassa dal 2013. Solo il 23,5% del totale dei rifiuti prodotti viene smaltito in discarica, mentre il 76,5% viene riciclato: si tratta di materiali che vengono avviati a recupero nell’industria dei laterizi o nei cementifici.

Sono stati forniti anche i dati sulle emissioni di gas serra: la quantità di CO2 emessa per ogni tonnellata di prodotto è passata da 0,33 nel 2013 a 0,19 nel 2017: si sono evitate emissioni pari a 7.403 tonnellate di CO2 equivalenti. Nello stesso triennio, il consumo di acqua si è ridotto del 7,4% grazie soprattutto all’aumento del riciclo, che ha raggiunto il 64% ed evitato il prelievo di 3 milioni di metri cubi d’acqua.

Dunque, è stato sottolineato di nuovo anche dall’AD Pinassi, già un notevole esempio di economia circolare quello portato avanti nello stabilimento con l’obiettivo di KME di rendere lo stabilimento di Fornaci di Barga un protagonista sempre più virtuoso dell’economia circolare. Va proprio in questa direzione, l’azienda lo ha sempre sostenuto e ci ha insistito anche ieri, il progetto di rilancio del sito, che punta ad aumentare i volumi produttivi, a ridurre i costi energetici, a favorire il recupero dell’occupazione e a creare un polo della circular economy che passerebbe anche dallo stesso smaltimento di rifiuti cartari per l’autoproduzione energetica e andrebbe avanti con il progetto previsto – contestualmente al rilancio produttivo ed all’autoproduzione energetica con un piano di rilancio di 90 milioni in tre anni – che comprende anche il polo di studio presso l’ex centro ricerche. La cosiddetta Academy che l’azienda vorrebbe essere il punto di partenza per l’attivazione a Fornaci, negli spazi disponibili nello stabilimento, anche di nuove start up legate al  progetti innovativi di economia circolare.

“Vorremmo che il nostro stabilimento – ha detto tra le altre cose Pinassi – divenisse un polo di attrazione a livello nazionale ed internazionale sul tema dell’economia circolare”.

 

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