Poste, dal 19 il recapito a giorni alterni. Ora è ufficiale

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Ora c’è la certezza: il 19 febbraio prossimo partirà il servizio di recapito postale a giorni alterni nei comuni di Barga, Borgo a Mozzano, Coreglia, Pescaglia, Bagni di Lucca, Fabbriche di Vergemoli, Molazzana e Gallicano,

Ce lo conferma lo stesso sindaco di Barga, Marco Bonini che a nome di tutti i sindaci dei comuni coinvolti esprime preoccupazione per gli eventuali disservizi che si potrebbero venire a verificare. Tanto che a Poste era stata chiesta una proroga che però non è stata accolta. Dal 19 febbraio prossimo il recapito a giorni alterni partirà. Se questo poco tempo basterà per organizzare al meglio il servizio non è dato saperlo, ma qualche dubbio in proposito lo esprimono anche i sindaci.

“Di ragioni per preoccuparsi – spiega Bonini – ce ne sono almeno due: la prima è a livello occupazionale per la riduzione dell’organico; l’altra è che già adesso il recapito postale non funziona e la posta arriva da una a due volte alla settimana, con notevoli ritardi quindi anche per la consegna di bollette, fatture, scadenze di pagamento. .

Abbiamo pertanto chiesto a Poste Italiane, prima di partire, di organizzare al meglio il nuovo servizio così da non incorrere in ulteriori disagi, ma la risposta è stata negativa; il servizio partirà con l’unica garanzia da parte di Poste che tutti i portalettere saranno messi in grado di far funzionare l’apposito palmare che servirà anche per poter ricevere pagamenti dagli utenti.

Non ci bastano queste rassicurazioni; la  preoccupazione di un peggioramento del servizio rimane quindi alta. Per questo  abbiamo richiesto a Poste  di fare un attento monitoraggio degli eventuali disservizi;  ma soprattutto abbiamo informato poste che il monitoraggio lo faremo noi,  come sindaci e  chiediamo a tutti i consiglieri comunali ed alla popolazione stessa che ci segnali  ogni eventuale disagio ulteriore rispetto al servizio attuale. Se il servizio non  funzionerà come Poste invece garantisci chiederemo con tutti gli strumenti possibili di ripristinare l’attuale situazione”.

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Commenti

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  1. Come altre aziende, anche poste italiane non guarda al servizio pubblico per cui è nata ma solo al profitto. E’ privata, di fatto, e quindi va abbandonata e il servizio pubblico affidato ad altri, attraverso gare di appalto che tanto piacciono, più efficienti e performanti in termini di servizio. Che ci sono, basta cercarli. Oppure farne a meno, oggi si può, visto che il 90% di ciò che ricevo per posta, almeno io, è materiale pubblicitario. E in questo modo farli chiudere del tutto (anche se mi spiace per i dipendente, sia chiaro, ma non certo per i capi)

  2. Graziello Togneri


    Hai perfettamente ragione Valtre, puntuale e sagace come sempre nei tuoi commenti. Visto appunto che Poste Italiane pensa ai propri interessi, soprattutto adesso che e’ anche una banca, dovremmo fare altrettanto, rivolgendoci a operatori privati e chiudendo i conti correnti e i depositi. In questo modo chiuderebbero sicuramente o quanto meno ritornerebbero sui loro passi.


  3. Anche altre aziende hanno una storia importante alle spalle, ma quando voltano le spalle al territorio che le ha fin qui fatte diventare grandi (non certo e solo noi, ma quanto qui lo fanno ovunque) il popolo deve voltargli le spalle e abbandonarle al loro destino. Personalmente ne ho bisogno solo se qualcuno le utilizza verso di me, io già da anni utilizzo i servizi di operatori privati, comodi, puntuali e più economici.

  4. Graziello Togneri


    Giusta osservazione quella di Valter. Vedi Tinto Franco, anche se l’azienda ha una storia importante, quando non rispetta le esigenze degli utenti questi la devono abbandonare. Il passato per quanto importante rimane passato.

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