Sabato il gemellaggio tra Barga e San Mauro Pascoli, nel nome del poeta

-

CASTELVECCHIO PASCOLI – Sabato 6 aprile, anniversario della morte di Giovanni Pascoli, sarà firmato un patto di gemellaggio che lega le due città pascoliane per eccellenza: San Mauro Pascoli, paese natale del poeta, e Barga, sua dimora elettiva nell’età matura.

Negli scorsi giorni i consigli comunali delle due cittadine hanno approvato il gemellaggio, che assume un valore fortemente simbolico per due comunità geograficamente distanti ma unite per sempre attraverso la poesia di Giovanni Pascoli.

Il gemellaggio si inserisce sul solco di una collaborazione tra i due Comuni sempre più cresciuta negli ultimi anni: si pensi, tra le varie realizzazioni, a quella del “Lessico critico pascoliano”, volume che raccoglie in sé i contributi dei più autorevoli studiosi a livello nazionale, volti a raccontare la straordinaria contemporaneità dell’autore. Il patto impegna i due Comuni a condurre reciprocamente e in sinergia la valorizzazione della figura del poeta e la promozione dello sviluppo culturale e turistico delle due comunità.

I due sindaci Luciana Garbuglia e Caterina Campani firmeranno l’accordo questo sabato alle 11.30 nel giardino di Casa Pascoli a Castelvecchio di Barga; la cerimonia, aperta alla cittadinanza, sarà preceduta alle ore 10.00 dalla celebrazione della S. Messa davanti alla cappella dove riposano il poeta e la sorella Maria.

Grande soddisfazione proviene anche da chi ha sostenuto sin dall’inizio questo accordo: l’Accademia Pascoliana e la sua presidente prof.ssa Daniela Baroncini, e la Fondazione Giovanni Pascoli, il cui Presidente Alessandro Adami ne è stato primo propositore.

“Due case, Casa Pascoli a San Mauro e Casa Pascoli a Castelvecchio di Barga, idealmente si uniscono in una sola Casa Pascoli” dice Adami, “una casa del cuore, dove Giovanni ha vissuto un’esistenza speciale, unica, di grandi gioie, ma anche di grandi dolori. Una vita da cui è scaturita una delle più belle produzioni poetiche della letteratura italiana, se non internazionale. Pascoli nel 1900 a Messina si definì con queste parole: ‘Io sarei dunque, se fossi un vero poeta, idoneo all’uffizio di esploratore e narratore dell’avvenire’. Spetta a noi raccogliere questa missione e trasformarla in un progetto di impegno comune”.

Lascia per primo un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.