Celebrata la memoria del sacrificio degli Alpini.

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Foto di Sergio Togneri, Claudia Bilia e Giuseppina Bechelli.

 

BARGA – Sabato 27 gennaio presso il Parco degli Alpini, di fronte al monumento ai Dispersi e Caduti del Gruppo Alpini di Barga, si è tenuta la commemorazione dell’81° dalla Battaglia di Nikolajewka, quella pagina della storia degli Alpini che ancora si ricorda come la più terribile mai vissuta dai più nei cento cinquant’anni dalla fondazione del Corpo.  

Come tutti sanno il Parlamento Italiano sin dal 2022, riconoscendo il grandissimo sacrificio di vite umane del Corpo degli Alpini, ha voluto dedicare il 26 gennaio a giorno nazionale dedicato alla memoria del sacrificio dell’Alpino. Il giorno è quello che ricorda la vittoriosa Battaglia, che permise ai nostri combattenti di poter iniziare la ritirata durante la drammatica Campagna di Russia. La volontà parlamentare conferisce al ricordo il valore di una cerimonia non solo degli Alpini ma di tutta l’Italia.

Ieri, assieme al locale Gruppo Alpini diretto dal capogruppo Andrea Bertolini, per il Comune di Barga, presente con il suo gonfalone, c’era l’assessore Lorenzo Tonini, figlio di un alpino reduce dalla Russia, oggi defunto.

L’alpino Bruno Pieroni reggeva il gagliardetto degli Alpini di Barga, il cui Gruppo è intitolato alla Medaglia d’Argento al V. M. Tenente Franco Leo Lombardini, che eroicamente lasciò la sua vita a Valniki nel febbraio 1943 durante la Campagna di Russia. Presente anche la bandiera dell’Ass. Nazionale Combattenti e Reduci, retta dall’Artigliere Alpino Andrea Mazzolini. La cerimonia ha visto la presenza delle forze dell’ordine con due Carabinieri della locale Stazione, dei Vigili Urbani e delle delegazioni dell’Associazione d’Arma, assieme all’Associazione. Marinai d’Italia. Erano presenti anche i componenti dell’ANPI di Barga.

La cerimonia ha preso avvio con l’Inno d’Italia e l’alza bandiera, per poi passare alla deposizione della corona d’alloro al monumento al suono della Canzone del Piave. Dopodiché, l’Alpino Maurizio Bertagni ha letto la Preghiera dell’Alpino, con a seguire l’intervento del segretario del Gruppo Alpini Pier Giuliano Cecchi, il cui intervento chiuderà questa nota; poi la parola è passata all’Assessore Lorenzo Tonini, infine il saluto a tutti del capo gruppo degli Alpini di Barga Andrea Bertolini.

 

L’intervento del segretario del Gruppo Alpini di Barga Pier Giuliano Cecchi.

 


NELLA GIORNATA NAZIONALE DELLA MEMORIA E DEL SACRIFICIO ALPINO

Stamani siamo qui ancora una volta davanti a questo monumento che s’inaugurò in quel lontano 28 settembre 1952, per rendere omaggio a tutti i Dispersi e Caduti Alpini, specialmente a quei nostri Alpini che lasciarono le loro vite durante la terribile Campagna di Russia 1942-43.

Era ieri, 26 gennaio, il giorno della Memoria del sacrificio Alpino, istituita con voto del Parlamento Italiano a larghissima maggioranza, il 25 giugno 2019.

Due le motivazioni che hanno deciso quest’annuale giornata di memoria: la prima, si lega al giorno 26 gennaio 1943, Nikolajewka, che ci riporta all’immane tragedia della Campagna di Russia. La seconda per ciò che gli Alpini in tempo di pace hanno dato e ancora offrono alla Patria, che noi vorremo si eternasse.

Si è detto della Battaglia di Nikolajewka, combattuta duramente proprio il 26 gennaio 1943, il cui vittorioso esito, lo sfondamento della sacca in cui erano stati rinchiusi i combattenti italiani, consentì alle truppe alpine di poter iniziare la ritirata.  

Noi oggi non siamo qui per inneggiare alle guerre: Dio ce ne liberi! Già ci opprimono quelle assai lontane come l’Ucraina, poi il Medio Oriente, e speriamo che si trovi e si ricerchi con forza la pace.  

No, l’Alpino non è qui sperando in altre guerre. È qui per porgere un riverente omaggio a chi di loro e degli altri corpi militari, mai più poté fare ritorno a baita da quella terribile Campagna di Russia. Combattendo solo perché la Patria glielo aveva chiesto, per non dire ordinato, altrimenti non avrebbero mai lasciato la loro bella Valle. Con loro si fa largo l’omaggio a tutti quei nostri Alpini che dal lontano anno di fondazione del corpo, hanno lasciato la loro vita sui drammatici campi di guerra.

Nikolajewka, la ritirata, il dramma immane, questo è il motivo della giornata dedicata al sacrificio dell’Alpino. Oggi, quindi, siamo qui a ricordare 69 figli di questa nostra Terra di Barga che mai avrebbero pensato di dover finire così la loro vita. Sessantasei di quei giovani erano Penne Nere, altri tre di corpi diversi, ma tutti uniti li sentiamo ancora vivi nel nostro cuore.

Intorno a noi infuriano e s’incendiano guerre che a dismisura rapiscono moltitudini esseri umani, nella grande maggioranza neppure ricordati, ingoiati nel buco nero di un’umanità che andrebbe ripensata. Se dovesse quel Dio rifarci ci vorrebbe l’ultimo sopravvissuto degli esseri precedenti che gli dicesse: questa volta facci più concordi tra noi, perché l’altra volta è stata un disastro.

L’Alpino par che dall’aver imbracciato un fucile, dopo averlo riposto, abbia imparato a darsi a diffondere una cara parola, una buona azione, un aiuto al prossimo. In sintesi, collaborando l’Alpino a un’umanità diversa.

Questo si pensa sia il valore che, in fin dei conti, di là dalla terribile memoria, abbia deciso il voto positivo al giorno italiano del ricordo.

Che Dio possa mantenere ogni Penna Nera sempre fedele al suo buon cuore. Con loro, chi gli vuol bene e collabora.   W la Repubblica Italiana e W gli Alpini.  

Commenti

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  1. Onore agli alpini, specie a quelli deceduti in terre lontane in guerre volute da altri! È stato autorevolmente affermato che in guerra si uccidono persone che non si conoscono per gli interessi di persone che si conoscono! Purtroppo, a mio modesto avviso, già artigliere da montagna, non è l’ ANA la più titolata a celebrare e commemorare certe ricorrenze! Chi scrive è stato vittima dell’ operato illegittimo dell’ ANA, come da sentenze della magistratura e tanto solo per avere preteso, come suo diritto, di visionare i documenti di spesa, che non avevano! W gli alpini, abbasso l’ ANA e i suoi rappresentanti!

  2. Paolo Comentale


    Parole di alto valore politico e civile.
    Viva l’Italia una e indivisibile !
    Paolo Comentale

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