L’albero che brucia annuncia buoni raccolti per il 2018

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CAMPORGIANO – L’albero che brucia la notte di Natale è il rito che si consuma ogni anno: la totale assenza di vento ha fatto sì che le fiamme e il fumo si probagassero verso l’alto in modo verticale, per cui il nuovo – secondo le credenze popolari – il 2018 anno sarà un ottimo anno, la terra sarà feconda e dara’ ottimi raccolti.

Una tradzione che viene da lontano. Oggi la struttura che assume la forma di un albero viene realizzata con ramaglie di abete ma nel passato era rigorosamente di ginepro. Fino a agli inizi del secolo scorso l’albero veniva realizzato nel centro del paese ai piedi della Rocca Estense, mentre ora è il piazzale della chiesa ad ospitare il rito. La sera della vigilia di Natale in diretta su noitv il gruppo di giovani che lo hanno realizzato ha provveduto all’accensione. Da quel momento l’albero che brucia assume significati arcaici, il calore delle fiamme serviva nell’immaginario popolare a scaldare Gesù bambino nella mangiatoia, mentre a seconda di come arde il falo’ si può intuire che annata sarà nel 2018 quanto a raccolto.

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