Sciopero alla KME per un licenziamento. RSU all’attacco, replica l’azienda

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La Rappresentanza sindacale Unitaria di KME all’attacco dell’azienda per il licenziamento di un lavoratore, che sarebbe avvenuto, come scrive la stessa RSU: “dopo averlo fatto pedinare durante i giorni d’assenza per infortunio sul lavoro, riconosciuto sia dal pronto soccorso dell’ospedale di Castelnuovo Garfagnana che dall’INAIL”.
Secondo la RSU:
“Questo atto è scandaloso perché a nostro avviso, le attività contestate e descritte nella lettera consegnata al lavoratore, non hanno allungato in nessuna maniera i tempi di recupero dell’infortunio, giustificandone il licenziamento.
Dove sono finiti il coinvolgimento e la partecipazione sul tema prevenzione salute e sicurezza, sbandierati in ogni sede istituzionale e giornalistica attraverso iniziative quali EHS-DAY? – si chiede la RSU di KME – Dopo questa vicenda, pensiamo siano solo state operazioni di facciata, perché se poi un lavoratore si fa male veramente sul posto di lavoro e viene pedinato come un delinquente, diventa chiaro come l’azienda vuole raggiungere l’obbiettivo infortuni zero, attraverso diffidenza e intimidazioni”.
Secondo la RSU, si è colpito ingiustamente sul diritto alla salute un lavoratore dal comportamento esemplare, che in 21 anni di servizio non a mai ricevuto provvedimenti disciplinari e con moglie e figlio a carico. Da qui la decisione assunta oggi dai lavoratori e dalla RSU: lo sciopero di 4 ore lavorative previsto per domani 8 maggio”.
Immediata la risposta di KME:
“Senza voler commentare eventi di natura disciplinare riguardanti singoli lavoratori, l’azienda, ribadisce di essersi come sempre mossa nel pieno rispetto delle leggi vigenti a tutela dei propri diritti.
La vicenda specifica nulla ha a che vedere con le politiche di sicurezza sul lavoro portate avanti dalla Società e si respinge come inaccettabile qualsiasi strumentalizzazione della vicenda sul tema di tali politiche e del diritto alla salute dei lavoratori.
L’impegno indubitabile profuso dall’azienda e dai lavoratori, attraverso iniziative concrete e quotidiane, ha infatti portato In Italia negli ultimi 5 anni ad una riduzione frequenza degli infortuni del 80% e ad una altrettanto rilevante riduzione della loro gravità. La concretezza e la serietà della politica aziendale in materia di salute sicurezza e ambiente sono inoltre testimoniate da un livello costante di investimenti in impianti di prevenzione, negli ultimi anni ben superiori, in termini di valore, al 35% del totale complessivo degli investimenti. In particolare nel 2013 sono stati investiti in Italia circa 3,4 Milioni di euro per il miglioramento degli impianti e dei sistemi di prevenzione di cui 2,6 circa a Fornaci di Barga e, nonostante la difficile congiuntura economica, stesso livello di investimenti è previsto per l’anno in corso”.

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