Mastronaldi all’attacco. Sono stati Mallegni, Recaldin e Marchetti a far vincere il PD a Barga

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“Mi hanno accusato di aver realizzato una lista civetta per aiutare il PD a vincere le elezioni comunali, una grandissima falsità. Io penso invece che altre liste dovrebbero fare un esamina di coscienza; perché loro sì hanno forse lavorato per far vincere il PD”

Lo dice Luca Mastronaldi in una conferenza stampa convocata per oggi, per riflettere a freddo sul risultato elettorale. Che per lui non è stato ovviamente quello che sparava, con addirittura l’esclusione da tutti i giochi, compreso un seggio in consiglio comunale.

Il riferimento è in particolare  alla lista che ha appoggiato Simone Simonini(con Lega e Forza Italia), come lui rimasto fuori dal consiglio comunale con una percentuale di poco superiore di voti. Mastronaldi dice anche di più:

“Il PD a Barga lo hanno fatto vincere i vari Mallegni, Recaldin e Maurizio Marchetti, da Forza Italia alla Lega, collusi con chi comanda in zona (si riferisce a PD e Marcucci ndr) per uno scambio di voti. Altro che andare al mare come ha detto Simonini: chi doveva aiutarlo ha fatto votare ed ha votato di sicuro non la sua lista, ne ha votate altre.

Dio ci salvi da queste persone che è mia intenzione adesso combattere politicamente perché hanno dimostrato di non fare politica, ma i propri interessi.

Io per quanto mi riguarda mi sono sempre opposto al PD in 15 anni di politica sul territorio e che possa essere in combutta con questo partito e con chilo rappresenta ai massimi livelli come Marcucci,  è lesivo della mia persona e della mia storia personale”

Mastronaldi non risparmia neppure stoccate al PD:

“Il PD per questa vittoria ha comunque poco da festeggiare. Se si sommano i voti ottenuto dalle altre tre liste il PD sarebbe all’opposizione; qui ha vinto solo per la frammentazione dei voti e non per altro. Dunque sarebbe bene che una riflessione del voto la facesse proprio il partito democratico che nel comune di Barga ha sempre vinto a mani basse e adesso ha perso migliaia di voti”.

Mastronaldi dice anche che non è comunque sua intenzione abbandonare la barca: “La mia opposizione non sarà giocoforza dentro il consiglio, ma lo sarà comunque fuori. Cercherò di essere presente il più possibile ai consigli comunali e cercherò di lavorare con i componenti della mia squadra per conoscere le istanze dei territori. Vigilerò sulla maggioranza, specialmente sulle principali tematiche: pirogassificatore, sanità, scuola e viabilità; ma vigilerò soprattutto sull’opposizione che si è presentata come linda e immacolata e che ora dovrà dimostrare se vale veramente”

Infine Mastronaldi ha respinto le accuse che la sua candidatura avrebbe fatto perdere le elezioni alle forze alternative al PD ed al centro sinistra e che gli sarebbero venute in particolare dall’area vicina a Feniello ed a Progetto Comune

Già da giugno 2018 aveva sostenuto, ha detto,  la candidatura di Feniello quando ancora però lo stesso si tirava fuori dalla carica un quanto presidente dell’ASBUC. E nei mesi scorsi se non è stato possibile fare accordi ed unioni con Feniello è stato per le pregiudiziali che prima sono state poste sulla sua persona, in quanto elemento legato alla politica, e poi sui componenti del No al pirogassificatore che invece lo avevano sostenuto:

 

“Gli altri, in special modo alcuni componenti della lista di Feniello, dovrebbero loro domandarsi perché non è stato possibile unire le forze. Da parte mia mai c’è stata alcuna pregiudiziale”.

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