Le nuove tariffe sui rifiuti. Ecco un po’ di anticipazioni. Entro il 30 giugno l’approvazione in consiglio comunale

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BARGA – Verso l’approvazione della nuova TARI nel comune di Barga. Da tempo si sa che ci saranno delle modifiche legate alle tariffe, in quanto anche il comune di Barga si dovrà adeguare alle nuove normative previste con la legge 147/2013. Fino ad ora il comune, andando in deroga alla legge stabilità 2014, ha sempre applicato le tariffe sui rifiuti non distinguendo tra quota fissa e variabile e la tassa è sempre stata vincolata ai metri quadrati di abitazioni e attività e solo e soltanto a quella. Una opportunità che in questi anni ha permesso di mantenere le stesse tariffe a tutti gli utenti.

Dal 2021 però questo non è più possibile e per questo anche il comune di Barga applicherà per le nuove tariffe sia una parte di quota fissa ed una di quota variabile; sarà proprio la quota variabile ad avere un impatto diverso sulle utenze, siano esse domestiche che commerciali.

Si pagherà di meno? Si pagherà di più? Alcune tipologie di utenze pagheranno di meno ed altre di più rispetto al passato, sia nel commerciale che nelle utenze domestiche, ma è ancora presto per sapere nel dettaglio le nuove tariffe anche se qualche importante anticipazione, grazie all’assessore Vittorio Salotti che  la scorsa settimana ci ha spiegato un po’ la questione, siamo in grado di fornirle.

Intanto le nuove tariffe, così come il nuovo piano economico finanziario dei rifiuti (PEF) ed anche il nuovo regolamento sulla disciplina della TARI, sarà oggetto di approvazione del consiglio comunale nella seduta che si svolgerà entro il 30 giugno prossimo.

Di sicuro sarà posticipata presumibilmente a settembre la prima scadenza TARI che solitamente era in luglio. In linea di massima le scadenze delle tre rate dovrebbero rispettare i tempi dello scorso anno.

Per il resto la definizione delle nuove tariffe è ancora un cantiere aperto. Gli uffici comunali, d’intesa con i consulenti messi a disposizione da ASCIT (il gestore del servizio) e con la supervisione dell’assessore alle finanze Vittorio Salotti, ci stanno ancora lavorando.

Salotti però qualche anticipazione la fa, partendo da qualche novità relativa alle utenze domestiche.

“D’ora in poi  tassa sarà applicata tenendo conto degli occupanti della abitazione e questa sarà la quota variabile  legata appunto alle unità familiari presenti e sarà uguale indipendentemente dal tipo di abitazione (se in una casa, piccola o grande che sia, ci stanno tre persone, quella parte della tariffa sarà sempre uguale per le tre persone. La quota fissa invece sarà applicata come in passato sempre sui metri quadrati dell’abitazione . Posso per il momento anticipare – spiega Salotti –  che sarà una quota fissa leggermente più bassa per le case con meno occupanti. Che insomma un singolo individuo, a parità di metri quadrati, pagherà senza dubbio meno rispetto a nuclei familiari maggiori).

Questa applicazione di quota fissa e quota variabile che effetto produrrà in generale? Inevitabilmente – continua – avranno una riduzione le case più grandi per le quali ora si tiene conto anche del numero degli abitanti e non solo delle dimensioni, mentre le piccole abitazioni, indicativamente dai 110 metri quadrati in giù avranno quasi sicuramente un aumento indipendentemente dal numero degli abitanti.  Ovviamente essendo comunque la quota fissa ancorata sempre al metro quadro, le case più grandi continueranno a pagare di più delle case più piccole, pur avendo però, questo lo possiamo già dire, una riduzione rispetto al passato.  E’ indubbio però che alcuni cittadini un aumento della tariffa lo vedranno in bolletta a seconda dei parametri di persone presenti e metri quadrati, ma non saranno comunque aumenti o riduzioni da capogiro se non per le piccole abitazioni abitate da un nucleo familiare con un elevato numero di componenti.”

“Vorrei che fosse chiaro – continua Salotti – che alla fine non si tratterà di un maggiore introito per le casse comunali. Il totale della spesa per i rifiuti che viene addebitato sempre in toto ai cittadini, sarà infatti nel 2021 inferiore di qualche decina di migliaia di euro rispetto agli anni passati. In particolare la spesa per la gestione del servizio nel 2021 si assesta sui 2,230 milioni di euro, rispetto ai 2,255 della previsione del 2020”.

Salotti aggiunge che anche con le nuove tariffe saranno confermate per le utenze domestiche tutte le riduzioni ed esenzioni precedenti: confermata la riduzione del 10% per le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale da residenti in Italia;  confermata la riduzione del 15% per i soggetti che risiedono all’estero; confermata la riduzione del 30% per i fabbricati rurali ad uso abitativo; tutti i locali adibiti a uso cantina, garage, soffitto continueranno ad avere una riduzione del 30% della superficie imponibile. Sono confermante tutte le esenzioni già in essere in base alla fascia ISEE su richiesta annuale da parte degli interessati aventi diritto. E’ inoltre confermata la riduzione del 5% per chi fa il compostaggio domestico e ci sarà ugualmente un abbattimento della tariffa del 60% per le utenze (in generale per i residenti della montagna) che hanno una distanza dal cassonetto superiore ai 500 metri. Le riduzioni saranno sia per la parte fissa che variabile.

Gli aumenti maggiori comunque si registreranno per alcune categorie di utenze non domestiche: “Purtroppo – dice l’assessore –  le tariffe previste dalla normativa parlano chiaro e parlano di un aumento per alcune categorie non domestiche e di una diminuzione per altre. Siccome viene consentito agli enti locali un piccolo margine di manovra cercheremo però  di limare al massimo tutti quelli che potranno essere gli aumenti. Proprio su questo stiamo portando avanti anche in queste settimane un importante lavoro”

Salotti anticipa che ci sarà comunque una rimodulazione delle utenze con l’istituzione di 30 categorie:

“La tariffa – continua – avrà un massimo ed un minimo a discrezione dell’amministrazione comunale e ci saranno alcune categorie che avranno comunque, anche in caso di applicazione della tariffa massima, una diminuzione della tariffa (officine, attività industriali, quelle artigianali ad esempio) .

Purtroppo per altre categorie non sarà così. Il parametro utilizzato è quello relativo al tipo di rifiuto da smaltire ed in base a questo registreranno sicuramente aumenti della tariffa alberghi con ristorante, ristoranti, bar, pasticcerie, pizzerie ed in particolare gli aumenti riguarderanno gli ortofrutta e le pescherie ed anche la vendita di piante e fiori. Il lavoro che con gli uffici ed ASCIT stiamo portando avanti è proprio per limare al massimo questo tipo di aumenti. Di rendere la tariffa per queste categorie il più possibile in linea con quella che è stata in questi anni, ma alla fine il costo totale del servizio dovrà essere coperto come da normativa.”

L’assessore fa sapere che anche quest’anno ci saranno attività che potranno comunque beneficiare di riduzioni ed in questo senso il comune ha voluto incrementare la percentuale rispetto allo scorso anno perché purtroppo tale riduzione sarà applicata alla sola quota variabile in quanto la quota fissa deve essere coperta anche in assenza di conferimento di rifiuti:

“Abbiamo incrementato, per i negozi del centro storico, l’abbattimento della tariffa portandolo dal 30 al 50% per la quota variabile. Per gli aderenti al banco del non spreco  ci sarà una riduzione sulla quota variabile che passa dal  10 al 15%.

Inoltre anche per il 2021 applicheremo d’ufficio una riduzione sia sulla quota fissa che variabile per le attività (come ristoranti, bar, alberghi, agenzie di viaggio, ecc) che durante questi mesi di emergenza Covid-19 sono dovuti restare chiusi o hanno subito limitazioni del lavoro. Queste attività non dovranno fare niente e troveranno la riduzione già inserita nelle cartelle che riceveranno. Per questo abbattimento delle tariffe stanzieremo ben oltre 100 mila euro. Di quanto sarà la riduzione? “A fronte di una riduzione che lo scorso anno è stata del 20%, conclude Salotti, siamo certi di poter garantire ugualmente il 20% con l’impegno a fare il possibile per incrementarlo al 25%”.

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