Fiume di plastica

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BARGA – Si chiama Fiume di Plastica e mai nome poteva essere più indicato per un gruppo che dalla plastica, che lo invade, vuole salvare il Fiume Serchio.

E’ un gruppo nato spontaneamente e che si impegna appunto sul territorio per la pulizia del Serchio, sempre più inquinato da rifiuti di ogni genere con la plastica, purtroppo, sempre più protagonista. Tutto nasce dalla spinta di due ragazzi di Borgo a Mozzano, ma ora un gruppo di volontari di Fiume di Plastica si è costituito anche a Barga ed ha già effettuato due “fruttuose “ uscite nel tratto del fiume Serchio tra Mologno e la zona del Ponte di Gallicano.

La prima lo scorso giovedì e l’ultima domenica scorsa, ultimo giorno possibile prima della zona rossa. Vi hanno partecipato una trentina di volontari ed alla fine, nel pieno rispetto delle regole e dei distanziamenti, sono stati messi assieme ben 120 sacchetti, suddivisi in plastica, indifferenziato e vetro. Le uscite vengono organizzate tramite un gruppo whatsapp, ma c’è anche la pagina di Facebook che pubblica le varie iniziative

L’impegno di questi volontari vede anche la collaborazione di ASCIT; che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio del comune di Barga, ma il lavoro lo fanno tutto i volontari ed in queste due uscite hanno peraltro dimostrato quanto siano inquinate le sponde del Serchio.

In questa zona, purtroppo, prima della pandemia fu scoperta in riva al Serchio, lato Barga, anche una discarica risalente a decenni orsono e che non era conosciuta.  Le piene del Serchio con la continua erosione della sponda barghigiana, l’avevano riportata alla luce e le piene del Serchio, se la sono praticamente portata via con un notevole inquinamento  in questa area, come dimostrano i quantitativi di rifiuti raccolti; alcuni, come testimoniano le foto sul gruppo di Fiume di Plastica, davvero molto datati; vecchi rifiuti risalenti agli anni ’80 o a prodotti che si commercializzavano anche prima, attorno agli anni ’60…

Sulla pagina social scrivono: “Non sono più scarti del consumo senza forma né identità. Ci sono delle date. Una boccetta molto probabilmente contenente un medicinale, riporta la data 1982. Un altro frammento di plastica, quello che sembra un rimasuglio di un involucro del medicinale Poliplacen, è datato addirittura 1977. Ciò significa che parte dei rifiuti raccolti oggi potrebbe essere ospite indesiderato del letto del fiume da almeno 40 anni. Stiamo parlando di una mole di rifiuti gigantesca, molti dei quali ospedalieri, alcuni di essi sotterrati nella sabbia da decine e decine di anni.”

Fiume di plastica è una iniziativa civica, senza nessun fine politico e ovviamente è aperta a tutti coloro che abbiamo a cuore la pulizia del fiume. C’è anche una mail da contattare fiumediplastica@libero.it oltre che ovviamente la pagina Facebook.

Ora, causa la zona rossa, tutto è fermo, ma l’intenzione è quella di organizzare altre uscite, anche e soprattutto nel tratto di Serchio della zona di Mologno che ha ancora bisogno di “cure”.

 

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