Bolla covid e riabilitazione. La parola alla sindaca Caterina Campani

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La decisione presa dall’azienda Sanitaria di trasformare il reparto di riabilitazione per ospitare posti letto covid ha suscitato fin da quando è uscita la notizia, pareri contrastanti; feroci polemiche, ma anche condivisioni della scelta. Sui social i commenti sono stati numerosissimi.

Ma che ne pensa la sindaca Caterina Campani di questa decisione che per sua stessa ammissione, è arrivata anche dopo un confronto con l’Azienda?

“La situazione si è evoluta nel tempo. Del coinvolgimento dell’ospedale di Barga ormai si parlava da due settimane e vorrei precisare che non c’è stato un cambio di direzione, come qualcuno sostiene, di questa amministrazione comunale. Non ci piaceva la scelta iniziale dell’ASL di sacrificare per intero il reparto di Medicina; era una  scelta fortemente penalizzante dal punto di vista sanitario per una Valle con una notevole popolazione anziana e che soprattutto di inverno vede come essenziale un reparto medico operativo al 100%. Non potevamo  rinunciare a questo reparto.

Abbiamo così chiesto ed ottenuto di aprire un confronto costruttivo con l’azienda che portasse ad una soluzione condivisa e condivisibile. L’azienda ha fatto le sue verifiche peraltro in una situazione di forte e crescente emergenza ospedaliera. Non c’era purtroppo la possibilità di utilizzare in tempi rapidi il Campo di Marte, soprattutto per la carenza di personale ma anche per gli adeguamenti e Barga ha dunque offerto la possibilità di trovare una sistemazione adeguata e con personale disponibile; che alla fine ha portato a scegliere per il reparto di riabilitazione.”

 

“Anche voi avete lavorato su questa ipotesi?

Sì, abbiamo fatto la nostra parte ed in particolare su due fronti: nell’assicurarci che l’utilizzo del San Francesco fosse riservato a pazienti non acuti, come invece era nelle primarie intenzioni e nell’assicurarci che comunque la Riabilitazione potesse continuare a garantire la propria assistenza ai propri pazienti, che sono quelli del cosiddetto codice 56 (ictus ecc). Questo secondo noi è stato ottenuto nella migliore maniera possibile in questa situazione di emergenza, e tale soluzione non solo ci ha permesso di salvaguardare la continuità della riabilitazione, ma di fare in modo che l’Ospedale di Barga potesse fare la sua parte in questa difficile guerra che stiamo combattendo ogni giorno.”

 

Ma non ha timore che, finita l’emergenza, la riabilitazione non venga riaperta?

“Questa, e vorrei sottolinearlo, non è una riorganizzazione aziendale. Si tratta solo di un piano di emergenza; un piano straordinario. Una volta finito tutto, torneremo alla normale funzionalità di questi reparti. Su questo la popolazione può stare tranquilla; su questo vigileremo.”

 

Il contributo di Barga all’emergenza ospedaliera non è anche un’occasione per ridiscutere sull’importanza e sul ruolo che possono svolgere i piccoli presidi nella sanità provinciale?

“Assolutamente sì. Gli ospedali della Valle in questa lunga emergenza hanno fatto la loro parte e dimostrato l’importanza sul territorio di questi presidi. E’ chiaro che di questo andrà discusso a tempo debito con l’azienda, con il coinvolgimento di tutti i sindaci della Valle. Dovremo metterci velocemente ad un tavolo di lavoro congiunto per individuare le principali deficienze dei nostri ospedali dal punto di vista di strutture, personale e diagnostica e su questi intervenire, in un progetto di rilancio complessivo. Con questa emergenza, per il potenziamento degli ospedali, devono arrivare fondi importanti dal Governo; una parte di questi devono essere investiti anche per i nostri ospedali”

 

A proposito di potenziamento dell’ospedale di Barga. Ma la famosa palazzina che ospita gli ambulatori non poteva essere ristrutturata per i posti covid?

“E’ stata una delle ipotesi che avevamo proposto all’azienda ma anche per questa vale lo stesso discorso del Campo di Marte: tempi di allestimento e di recupero di nuovo personale non in linea con l’attuale, stringente, emergenza. Chiaro che in futuro anche questo edificio potrebbe comunque essere valorizzato ed utilizzato in un processo di miglioramento dei servizi ospedalieri.”

 

A livello personale come ha vissuto questi giorni legati alla questione dell’ospedale di Barga?

“E’ ormai da più di una settimana che stavamo duramente lavorando a trovare una soluzione idonea e positiva. E’ stato un periodo complicato, difficile, faticoso e che mi ha messo a dura prova anche emotivamente e personalmente. Devo dire che però tutto, anche il momento più difficile e complicato, serve a farci crescere, a fortificarci. Credo che tutto questo sia riuscito a rendermi più forte come del resto credo che abbia fatto crescere tutti noi questa lunga emergenza. Da mesi si vive in mezzo a tante preoccupazioni, timori, incertezze sul futuro; decisioni e giorni straordinari e che non avremmo mai pensato di vivere.

Come persona, come sindaco, come amministrazione, posso però garantire che noi ci siamo e cercheremo di fare sempre il meglio per il nostro territorio, nella consapevolezza che prima o poi ne usciremo.

Tornando alla delicata questione riabilitazione e bolla covid, mi permetta di chiudere con una riflessione; pensando al ruolo che ognuno di noi deve svolgere in questa emergenza, sono rimasta davvero colpita dalla serietà e dall’umanità del personale medico ed infermieristico, dei fisioterapisti della Riabilitazione di Barga;  mi hanno commosso per l’immediato senso di responsabilità dimostrato; per la disponibilità a fare da subito la propria parte ed a mettersi in gioco con la massima serenità. Senza nemmeno un se; senza nemmeno un ma. Un esempio di professionalità e di spirito di abnegazione da seguire per tutti noi.”

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