Via del Volto Santo, parla il sindaco Campani: “Una opportunità che non possiamo mancare”

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BARGA – Sviluppare un progetto sulla Via del Volto Santo? Sarebbe una opportunità fondamentale per incidere sulla principale risorsa economica per terre come la Garfagnana e la Media Valle del Serchio, ovvero il turismo.

E che il turismo a Barga debba avere diverse sfaccettature, da quello culturale in senso più largo del termine a quello sportivo, fino ad arrivare a quello montano, eno-gastronomico e, perché no, a quello legato al popolo sempre più in crescita dei pellegrini che percorrono gli itinerari storici, Caterina Campani, il sindaco di Barga, lo ha ribadito anche nel primo consiglio comunale di insediamento.

Nel programma politico della sua lista peraltro, alla via del Volo Santo viene dedicato un paragrafo specifico con l’intenzione insomma di fare il possibile per sviluppare questo progetto:

“Quella della Via del Volto Santo è una opportunità da non mancare per l’intera Valle del Serchio.  E per il nostro comune una strada sicuramente da percorrere – dice Caterina Campani  – Da almeno un anno a questa parte si vedono in giro i primi pellegrini, segno di un interesse crescente per un progetto che ancora sulla carta non c’è (penso ad un itinerario vero e proprio con tanto di segnaletica) e che deve essere costruito in fretta.

Ma quali sono le idee della Campani?: “Il nostro territorio – ci dice – costituisce una tappa importante del cammino che collega la Garfagnana e la Mediavalle. L’itinerario permette di scoprire Castelvecchio Pascoli con la casa del poeta, le bellezze e la storia di Barga e la Pieve di Loppia, monumento millenario che col passare del tempo necessita sempre più di interventi strutturali e di giusti mezzi di valorizzazione. Un patrimonio di storia, fede e bellezze naturali costella questo percorso conosciuto come “la via Francigena di montagna”: proprio per sviluppare questo patrimonio e questo tipo di turismo “lento”, vogliamo ora avviare un percorso di incontro ed aggregazione con le realtà specializzate e le istituzioni della zona ugualmente interessate, attraverso l’organizzazione di progetti mirati come convegni, passeggiate, iniziative e approfondimenti. Un turismo lento che sicuramente porterà ad un notevole incremento non solo di visitatori ma anche nell’economia e nel commercio di tutto il territorio”

Importante sarebbe anche reperire le risorse, magari a livello di Valle del Serchio,  per poter  intervenire proprio sul percorso. Va insomma “costruito” un vero e proprio tracciato il tracciato ufficiale ed anche apportare alcune migliorie al percorso che attraversa la viabilità minore, sentieri e mulattiere”.

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