KME: scioperi ingiustificati e pretestuosi. “Non perseguiamo alcuna dismissione”

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KME risponde con forza ai sindacati ed alle iniziative di protesta e gli scioperi dei giorni scorsi. Lo va alla vigilia dell’incontro (previsto per questo 23 settembre) con i sindacati. Per presentare il proprio piano strategico di riorganizzazione.
KME giudica impropria l’azioen dei sindacati:

“Messaggi allarmistici che in maniera preventiva e impropria sono apparsi sugli organi di stampa, veicolati durante gli scioperi degli ultimi giorni, basati solo su voci infondate e su interpretazioni arbitrarie e immotivate delle azioni organizzative avviate nella completa trasparenza”.

Per l’azienda così, gli scioperi appaiono totalmente ingiustificati e controproducenti rispetto ai numerosi momenti di confronto attivati dall’azienda, caratterizzati sempre da profonda attenzione nei confronti delle possibili ricadute sociali delle azioni intraprese, nonché dall’impegno costantemente profuso da parte dell’azionista, pur nel perdurare di scenari di mercato estremamente negativi.
L’azienda continua ribadendo in particolare alcuni punti:

Il nuovo modello organizzativo conferma una strategia annunciata da tempo, fondata sull’incremento del valore degli assets e la ricerca di competitività nei differenti business di KME, realizzata anche attraverso la ricerca di potenziali partnership;
E’ stato nominato un nuovo management dedicato, leggero e responsabilizzato su ciascun’area, vicino alle specificità territoriali, al fine di incrementare la profittabilità nell’attuale scenario competitivo, che resta molto incerto e instabile;

La direzione, il coordinamento e controllo del board di KME AG, resta composto dalla dott.sa Diva Moriani nel ruolo di CEO del gruppo e dal dott. Italo Romano nel ruolo di CFO;
Non è perseguita la dismissione di attività o siti industriali, ma la ricerca più efficace di risultati fondamentali per la vita dell’azienda, ancora lontani rispetto alle attese; ciò a causa, anche, di una congiuntura economica internazionale sempre più complessa e competitiva, che in Italia tocca punte negative uniche in Europa.
“A tal proposito – continua il comunicato dell’azienda – , è bene ricordare che, dal 2007 al 2013, le attività italiane del Gruppo hanno: prodotto un calo di fatturato di oltre 80.000 tonnellate (-37%); realizzato investimenti per circa 100 milioni di euro;aumenti di capitale per oltre 190 milioni di euro.
Le strutture industriali presenti in Italia – continua KME – devono appropriarsi di un ruolo proattivo volto alla continua ricerca di produttività ed efficienza di costi, senza che permanga un senso d’inerzia, nell’attesa di un ritorno ai volumi produttivi antecedenti alla crisi economica.

L’azienda ritiene fondamentale, in questa fase complessa e delicata, che tutti gli attori coinvolti, comprese le organizzazioni sindacali, mantengano un atteggiamento basato sulla trasparenza, il confronto e improntato alla concretezza e al senso di responsabilità. Considera quindi basilari gli sforzi compiuti fino adesso nella direzione della ricerca dell’efficienza produttiva, ma ritiene imprescindibile che i programmi in essere debbano proseguire con i medesimi effetti benefici per il prossimo futuro”.

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