La vicenda Brico. A rischio 30 posti di lavoro. Venerdì uno sciopero

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Prima la richiesta di concordato preventivo e, pochi giorni dopo, l’immenso rogo che distrusse il negozio di Ponte all’Ania (nell’immagine l’insegna danneggiata dal fuoco); poi l’attesa da parte dei dipendenti, dei proprietari e della comunità per capire il futuro del grande centro commerciale e dell’annesso poliambulatorio Le Fornace (che adesso in parte sta vedendo la ricostruzione di quanto distrutto). Infine, a livello occupazionale, un altro amaro tassello di cui ci giunge notizia in questi giorni e che riguarda in particolare i lavoratori (30) degli uffici direzionali del gruppo, tutti dislocati a Ponte all’Ania.
La denuncia viene dalla CGIL – Filcams con il suo segretario provinciale Massimiliano Bindocci, il quale sottolinea il rischio reale di perdita di posti di lavoro, appunto, per 30 dipendenti ed annuncia per la giornata di venerdì 23 agosto una giornata di sciopero.
Forse è bene prima ricostruire l’accaduto, soprattutto delle beghe societarie che in questi mesi hanno riguardato i negozi e la proprietà di Brico.
Il gruppo Potenti, con sede a Ponte all’Ania, come spoiegano i sindacati, gestiva tramite società distinte quasi 50 punti vendita in Italia ad insegna Brico Io.
La rete di vendita era caratterizzata dall’alleanza tra il gruppo Potenti e Coop Lombardia tramite la società Nuovi Mercati, di cui ambedue facevano parte. La rottura di questa alleanza ha comportato prima la fusione dei vari negozi in un unica società denominata Brico snc, poi l’apertura di una procedura concordataria per la società Brico snc, la cui gestione giudiziale è stata affidata al dott. Marco Terigi nel ruolo di Commissario Giudiziale; ed adesso il passaggio di tutti i negozi al gruppo lombardo nella società Marketing Trend (in provincia di Lucca in questa settimana passeranno i punti vendita di Altopascio e Lucca. Nella prossima, come scrive la Filcams: “Sarebbe previsto il passaggio del punto vendita di Fornaci di Barga, di cui non rimangono che macerie, dato che lo scorso febbraio fu completamente distrutto da un incendio, ma le cui sorti, insieme a quelle del personale, attualmente in cassa integrazione, sono ancora molto incerte e preoccupanti”)
Il problema riguarda però in questo caso gli impiegati del centro direzionale: “A rimetterci – spiega la Filcams CGIL – oltre al gruppo Potenti che esce da questo scontro con Coop Lombardia con le ossa rotte, sono soprattutto gli oltre 30 dipendenti degli uffici del gruppo Brico snc che sono stati messi in una società consortile, il consorzio ABC; perché la società Marketing Trend, che rileva tutti i negozi, non intende avvalersi di queste professionalità, nemmeno in minima parte.
La Media Valle perde dunque altri 30 posti di lavoro, tra cui molte donne qualificate; il lavoro di back office, contabilità, paghe, amministrazione viene portato altrove e resta fuori dal passaggio, cessando la propria attività con la fine della procedura concordataria.
Si tratta di oltre 30 famiglie che si vedono messe in ginocchio da questa situazione.”.
Da qui la protesta dei sindacati e lo sciopero indetto per venerdì 23 con riserva di astenersi dal lavoro anche in altri momenti e
senza preavviso.
Una vera e propria situazione paradossale per il sindacato perché: “Da un lato, queste persone hanno sempre lavorato per i negozi “Brico Io” e non si capisce perché siano state inserite in una società distinta e non in Brico snc; dall’altro, a generare indignazione, il fatto che il gruppo lombardo che rileva i negozi, partecipato da Coop Lombardia, non si sia degnato di incontrare le organizzazioni sindacali a livello nazionale come invece sarebbe previsto dalla procedura adottata e, ad oggi, ha dato disponibilità solo per un incontro successivo al passaggio dei negozi a livello locale e quindi ormai a giochi fatti, per il solo personale dei punti vendita, lasciando completamente fuori i lavoratori del Consorzio ABC”.
“Si fa presente – scrive il segretario di Lucca della Filcams CGIL, Massimiliano Bindocci – che anche nella carta intestata Marketing Trend si fregia del logo di “Coop Lombardia”, richiamiamo pertanto alle pratiche del coinvolgimento ed alla responsabilità sociale di impresa, questa grande catena della distribuzione”.
Per questo motivo, oltre allo sciopero, la Filcams fa sapere che: “sabato prossimo è in programma anche un presidio presso un punto vendita BricoIo, per manifestare contro una struttura che si dichiara fondata su valori etici e sociali, come la Coop asserisce di essere, ma che di fatto in questa situazione sono venuti meno”.
Si parte comunque con lo sciopero di venerdì , senza escludere eventuali azioni successive di protesta, per mettere in risalto la gravità dei fatti, boicottando il passaggio dei punti vendita a Marketing Trend e chiedendo che la responsabilità sociale di cui le cooperative si fanno portatrici, sia rispettata.
Ma anche per richiedere: “L’apertura di un tavolo con tutti gli attori (Brico snc, Marketing Trend) per garantire un futuro a queste persone, che sono le vere vittime dei giochi dei Potenti ormai solo di nome e dei potenti di fatto”.
In questa difficile situazione si inserisce e si collega anche la precaria situazione di cui accennavamo prima e che riguarda il futuro del centro BricoIo di Fornaci. C’è da capire che cosa succederà dopo il passaggio alla nuova società, ma di fatto, fino ad ora, i lavori di ricostruzione, dopo il devastante incendio dei mesi scorsi, non sono ancora partiti ed i dipendenti, come scrive anche il sindacato, sono in cassa integrazione. Diversa sembrerebbe invece la situazione dell’attiguo Poliambulatorio le Fornace, il grande centro medico e di diagnostica, per il quale sembra che siano partiti i lavori di sgombero delle macerie per consentire almeno a breve di intervenire sui locali danneggiati. Unica nota positiva in una situazione veramente preoccupante.

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