L’autunno in giardino

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Un impulso di aria fredda tempestivamente previsto dal nostro David Sesto ha spazzato via una surreale “estate d’autunno” e ci ha fatti piombare in una premessa d’inverno. E’ ragionevole pensare che a breve le temperature torneranno su livelli accettabili e più consoni all’autunno. Per questo motivo merita riflettere su cosa accade in giardino in questa stagione.

Cadono le foglie, lo hanno detto schiere di poeti e non è certo una novità, ma questo fatto ci pone in una condizione che richiede una certa capacità decisionale. Alcuni alberi, arbusti e rampicanti virano il colore delle foglie proprio grazie ai primi freddi ed è uno spettacolo di gialli, rossi, arancioni, marroni e tutte le possibili sfumature tra questi colori. Mi vengono in mente gli aceri, il Gingko biloba, la quercia rossa ma anche il partenocisso o vite americana. Le loro foglie sono un vero e proprio spettacolo quando sono sulla pianta ma rimangono tali anche una volta cadute a terra. Ci sono luoghi in cui amo tornare in autunno, talora luoghi del tutto insignificanti per gran parte dell’anno, proprio per ammirare la distesa di foglie cadute a terra. Se ne fossi il proprietario cercherei di congelare questo momento, di conservare lo spettacolo in eterno, ma questo non è possibile. Prima di tutto, dopo breve tempo le foglie vanno in progressivo disfacimento e lo spettacolo cessa. In secondo luogo, la copertura di foglie sul prato (siamo in giardino, non dimentichiamolo!) finirebbe per danneggiarlo sia a causa dell’ombreggiamento, sia a causa di un vero e proprio soffocamento. E’ per questo che ad un certo momento dobbiamo decidere di rimuovere le foglie. Facciamolo con uno strumento che non danneggi il prato e spostiamole nella compostiera. Lì diventeranno una risorsa da utilizzare in giardino e nell’orto per arricchire aiuole e coltivazioni. La compostiera potrà essere un articolo disponibile in commercio oppure ottenuto con un pizzico di manualità: una rete da pollaio alta un metro sostenuta da qualche paletto a formare un circolo si presta ad essere riempita di foglie in un angolo del giardino o dell’orto. Il tempo e il lavoro di tanti piccoli insetti, lombrichi e microorganismi ci darà un buon compost. Solo una nota: se le vostre piante hanno subito trattamenti antiparassitari, non è escluso che qualche sostanza chimica residui nel compost. Quindi attenzione all’uso nell’orto!

L’autunno è anche un buon momento per mettere a dimora alcuni bulbi che in primavera – inizio estate ci regaleranno belle fioriture. Tulipani, giacinti, crochi, narcisi e anemoni possono essere messi a dimora in queste settimane. L’inverno vedrà questi bulbi sopiti ma con i primi segnali di primavera le loro foglie emergeranno dal terreno e saranno presagio di colorate fioriture. Quel momento ci ricorderà anche che in primavera si mettono a dimora altre bulbose. Quando formiamo un’aiuola di bulbi è importante ricordare che essi non gradiscono terreni con ristagno d’acqua e che vanno collocati ad una profondità adeguata. I giacinti, per esempio, devono essere piantati più profondi (almeno 10 cm) mentre crochi e i tulipani botanici si collocano tra i 5 e i 10 cm.

Il repentino calo delle temperature avvenuto in queste ore, soprattutto alle quote collinari e montane, ci ricorda che alcune piante hanno bisogno di essere protette dal freddo, sopratutto quando esso arriva improvviso. Le piante che rimangono in giardino stagionalmente, come accade in alcune zone ad agrumi e bouganvillee, devono tornare in posizione protetta in limonaia o in locali in cui il freddo non si fa sentire ma non sono riscaldati. Ricordiamo che è meglio un locale buio non freddo che una serra. Nella serra, infatti, il riscaldamento diurno può favorire una certa attività vegetativa mentre il freddo della notte può essere eccessivo e dannoso. In zone e momenti in cui il freddo rimane moderato una protezione con tessuto non tessuto, magari sostenuto da tutori, può essere sufficiente, soprattutto per piante poste in ambienti riparati, in vicinanza di un muro o di un edificio. Nelle notti più fredde una lampadina (ad incandescenza!) accesa sotto il tessuto non tessuto può fornire il calore necessario a proteggere le piante. Non dimentichiamo, poi, che le sempreverdi, come gli agrumi, vegetano anche in inverno e hanno bisogno d’acqua. A volte la caduta delle foglie viene attribuita alla scarsa luminosità dei locali in cui sono ricoverate le piante ma, in realtà, dipende dal forte stress idrico dovuto alla mancanza di irrigazione. Diamo, quindi, acqua, seppur con moderazione.

Piccole scaffalature addossate ad un muro in posizione protetta e soleggiata, magari coperte col solito tessuto non tessuto o con un telo plastico, possono offrire ricovero alle piante in vaso che dall’autunno cominciamo a ritirare dalla loro posizione estiva. Non dimentichiamo che le piante in vaso sono vulnerabili al freddo perché le basse temperature dell’aria si ripercuotono sul vaso e sul terreno, quindi sulle radici. A volte, quindi, basta proteggere il vaso. In emergenza già mettere il vaso dentro uno scatolone riempito di carta di giornale è una buona protezione. In via ordinaria, invece, mettere i vasi in un angolo riparato e usare un materiale leggero, come paglia, fieno o corteccia di pino per proteggere i vasi dal freddo è una buona soluzione.

Altri consigli verranno in prossimi articoli. Intanto non dimentichiamoci di godere dell’autunno in giardino!

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