Disabili: il sostegno della Provincia nei settori dell’avviamento al lavoro e dell’istruzione

-

Azioni per favorire il collocamento obbligatorio; incentivi alle imprese locali (sia quelle che devono assumere i disabili, sia quelle che, per legge, non ne sono tenute); progetti, stanziamenti specifici e fondi di solidarietà per aiutare i soggetti deboli non solo nel settore del lavoro, ma anche dell’istruzione.

E’ un impegno a 360° quello messo in campo dalla Provincia di Lucca per sostenere i disabili sul fronte occupazionale e didattico-istruttivo. Un sostegno che colloca l’amministrazione provinciale guidata dal presidente Stefano Baccelli al 2° posto in Toscana per numero di collocamenti obbligatori dopo Firenze (che ha un bacino di utenza, però, enormemente maggiore) nelle aziende e negli enti pubblici. Un dato che testimonia, da una parte, la ‘sensibilità’ di alcune aziende di medio-grandi dimensioni e, dall’altra, l’azione virtuosa della Provincia che verifica e “promuove”, a termini di legge, le assunzioni nelle imprese con contratti sia a tempo determinato che indeterminato.

L’assessore provinciale alle politiche del lavoro e alla pubblica istruzione Mario Regoli, pur prendendo atto del buon lavoro svolto finora, non nasconde la sua preoccupazione in prospettiva futura, anche in virtù dei dati degli ultimi anni e dell’ultimo periodo che rispecchiano gli effetti negativi prodotti dalla crisi economico-occupazionale (vedi TABELLA allegata).

Il nostro impegno in questo particolare settore – spiega Regoli – è mirato a favorire l’inserimento delle categorie più svantaggiate, che rischiano di pagare il prezzo più alto della recessione. Basta vedere come i collocamenti obbligatori siano progressivamente calati dal 2009. Attraverso gli ultimi bandi emanati nella scorsa primavera abbiamo stanziato copiose risorse di cui sono ancora disponibili, in cassa, ben 1,1 milioni di euro in totale, perché le aziende sono restie ad elaborare progetti specifici di assunzione dei disabili. Ma senza le proposte formali la Provincia, per legge, non può erogare gli incentivi. Anche per questo stiamo contattando le aziende per lettera e per telefono per sollecitarle ad usufruire delle opportunità di collocamento”.

Ecco, nel dettaglio, quali sono i bandi su cui le aziende possono ancora chiedere ed ottenere incentivi economici messi a disposizione dal Fondo regionale disabili fino al 31 maggio 2012: progetti di inserimento: 120 mila euro; interventi per la trasformazione del posto di lavoro e per l’abbattimento di barriere architettoniche: 120 mila euro; programmi per la creazione di posti di lavoro (coop di tipo B): 120 mila euro; interventi per il telelavoro: 20 mila euro; integrazioni dei contributi del Fondo Nazionale Disabili: 241 mila euro; percorsi formativi mirati nelle aziende: 196 mila euro; assunzioni a tempo determinato: 154 mila euro; assunzioni a tempo indeterminato 151 mila euro.

Si tratta di risorse stanziate per l’assunzione dei disabili che potranno essere utilizzati sia per favorire l’occupabilità e la stabilità dei lavoratori tramite percorsi formativi su misura, sia per semplificare il loro inserimento con l’adeguamento dei luoghi di lavoro alle esigenze dei diversamente abili.

Fondi che si affiancano ai provvedimenti già varati in passato per promuovere la qualificazione professionale dei lavoratori ed incentivare la creazione di nuove imprese.

Un’altra voce che indica un’ulteriore serie di interventi della Provincia riguarda l’integrazione del Fondo Nazionale per il Diritto al Lavoro dei Disabili, come  ad esempio i contributi alle imprese (13 le richieste ammesse nell’ultimo bando) che, avendo assunto disabili tramite le convenzioni della Legge 68/1999, hanno avuto ridotto l’arco temporale di incentivazione contributiva a causa dell’insufficiente dotazione finanziaria del Fondo Nazionale. Per questo scopo Palazzo Ducale ha stanziato circa 285 mila euro.

“A tal proposito – conclude l’assessore Regoli – negli ultimi 3 anni sono stati distribuiti da questo Fondo nazionale in provincia di Lucca 1 milione e 121 mila euro che ora, purtroppo, si sono ridotti a zero, visto l’abbattimento completo del Fondo da parte del governo Berlusconi con la finanziaria dell’agosto scorso. Un vero e corretto sostegno ai lavoratori svantaggiati non dovrebbe permettere l’azzeramento di queste risorse solo per fare cassa”.

Lascia per primo un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.