Come annunciato nei giorni scorsi e approfittando di una tregua dal maltempo in questo maggio decisamente piovoso, domenica 17 la Filarmonica Luporini si è presentata sulla terrazza del museo Stanze della Memoria per incontrare barghigiani e ospiti e presentare loro il frutto del lavoro di un anno di prove, durante il quale maestro e musicanti hanno sudato non poco per allestire un programma degno di questo nome, ritagliandosi un po’ di spazio fra le celebrazioni civili e religiose alle quali la banda non manca mai, come da statuto.
Siamo di parte e non facciamo nemmeno lo sforzo di nasconderlo, ma dal punto di vista della Luporini il bilancio della serata di domenica è senza dubbio positivo: tempo clemente, pubblico attento e amichevole, musicisti rilassati e affiatati, un bel posto in cui suonare e, nell’insieme, un’atmosfera assai confortevole.
Certo, si può sempre migliorare: non sarebbe male, ad esempio, poter suonare in una piazza del centro storico dove stare più larghi e comodi (musicisti e pubblico), così come non dispiacerebbe poter suonare senza le distrazioni rappresentate dai rintocchi delle campane o dal duo con tanto di amplificazione che si esibiva nella piazza adiacente… Però, alla fine, anche queste piccole magagne fanno parte del contesto più o meno paesano in cui si muove la banda, che non è un’orchestra sinfonica per la quale sono necessari ampio palcoscenico e religioso silenzio: la banda è l’espressione genuina di un volontariato regalato senza chiedere niente in cambio, se non un minimo di considerazione e qualche ora di sano divertimento e impegno da parte di chi ha il tempo e la voglia di partecipare alle nostre attività.
Il repertorio della serata musicale si è snodato lungo il percorso tracciato negli anni scorsi: soprattutto musiche da film (Morricone e altri) e temi sudamericani, con la recente aggiunta, degna di nota, di un vecchio brano di Umberto Bindi: “Il nostro concerto”, testimonianza della eclettica sensibilità musicale del maestro Rossano Emili e arrangiato da egli stesso con consueti estro e maestria.
Gran finale per il pubblico, la marcia “Barga” di Pasquale Mastronaldi, inno ufficiale del nostro comune; gran finale per i musicanti, la pizzata al Bar Sport, per trascorrere altro tempo insieme all’insegna di allegria, amicizia e spirito di gruppo: componenti necessari per tenere in vita qualsiasi banda cittadina.
E per tenere in vita qualsiasi banda cittadina, c’è bisogno dell’aiuto di chiunque sappia tirar fuori qualche nota da uno strumento. Per l’ennesima volta, ribadiamo pertanto il nostro appello, rivolto soprattutto ai più giovani: venite a suonare con noi che si impara sempre qualcosa e, soprattutto, ci si diverte. I contatti non li mettiamo: ci conosciamo tutti e sicuramente anche voi conoscete qualcuno che già fa parte della banda. Parlatene con lui e vediamoci alle prossime prove.
Tag: filarmonica luporini, Stanze della Memoria, rossano emili


Frank Viviano
19 Maggio 2026 alle 20:53
Condivido pienamente le parole di Marco Tortelli: sotto la brillante direzione di Rossano Emili, la Banda Luporini di Barga si è affermata come un’orchestra di altissimo livello professionale. I suoi meravigliosi musicisti, così come il loro leader, meritano il nostro sostegno e la nostra ammirazione. Purtroppo, però, concordo con il suo lamento per la cacofonia amplificata nella vicina piazza Salvo Salvi. Ormai è un appuntamento settimanale, trasformatosi in un vero e proprio calvario che inizia subito dopo pranzo e prosegue fino a sera! Il Comune ha autorizzato questa espansione? È stata ottenuta la necessaria autorizzazione per sei ore di esibizioni amplificate ogni domenica? Tutto ciò ha reso impossibile la meravigliosa musica acustica improvvisata, un tempo associata all’indimenticabile Aristodemo Casciani, nel vero e proprio centro della vita sociale di Barga Vecchia, e più recentemente, alla straordinaria band nota come Aristodemos, nonché alla Banda Luporini.