Sono passati pochi giorni dal lutto che ha investito la mia famiglia, dalla morte del mio amatissimo babbo. Un niente, soprattutto per una vicenda che scuote profondamente ed attraversa , lacerandoli, non solo i sentimenti ma anche i confini del tempo. Senza obbligatoriamente sconfinare nel concetto di eterno, sebbene ce ne sia tutto il diritto e la pertinenza, ossia rimanendo su un terreno agnostico, come mi pare essere proprio, anche per eredità paterna, è comunque un tempo che non si esita a definire infinito.
Un tempo che è stato tutta la sua vivace vita di 82 anni, tutta la mia di 50, e, ovviamente ancora maggiore rispetto a me, quello della mia mamma, per la quale sono stati 58 gli anni vissuti in sua compagnia.
Quindi un tempo infinito ed intensamente vissuto quello di noi con lui ed un battito di ciglia quello senza la sua presenza. Ma è un battito di ciglia denso di significato, che fa cadere l’ennesima lacrima ma che muovendola di essa si avvale per rendere lo sguardo animato da un caledoscopio di emozioni non solo dolorose. Fra queste, quelle consolanti, amorevoli, piene di vitale memoria ed affetto, che sono arrivate a me, alla mia mamma e a tutta la nostra famiglia, attraverso la spontanea e sincera dimostrazione di vicinanza al nostro dolore, alla nostra perdita, da parte di tantissime persone. Questo ci fa sentire accumonati con tutti alla preziosità della vita che il Giangio ha sempre tenacemente,gioiosamente ed intelligentemente testimoniato nella sua esistenza e il cui ricordo è un lascito indelebile.
Voglio ringraziare tutti di cuore a nome mio, della mia mamma, di Yenisei che è stata la sua “bimba” e di tutta la nostra famiglia.
Grazie.Simone.


Sergio Giannini
17 Maggio 2026 alle 11:36
Grande giangio un amico fraterno