Asbuc Barga sui tagli boschivi. Nessuno scempio. Un bosco non utilizzato e non gestito è un bosco abbandonato

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BARGA – Non si è fatta attendere la risposta di ASBUC Barga alle accuse di scempio portate avanti dal gruppo dei Custodi degli alberi e del suolo di Barga, circa i tagli boschivi nella montagna barghigiana. Nessuno scempio e nessuna politica scellerata. Un bosco non utilizzato e non gestito, è un bosco abbandonato, con alberi a rischio di crollo nel medio periodo, di degrado e di potenziale pericolo per  dissesti idrogeologici, per la viabilità e per gli incendi.

“I boschi di proprietà ASBUC sono delle faggete da secoli tagliate dall’uomo (antropizzate), in selvicoltura si dice utilizzate, per soddisfare le proprie esigenze, cioè per ricavarne remi, tavolame, legna da ardere, difesa del suolo ecc.” – risponde ASBUC .

La coltivazione dei boschi, spiega ancora il comitato dell’Amministrazione Separata dei Beni di Uso civico diretto da Omero Togneri, viene fatta pensando soprattutto alla loro rinnovazione; quindi per ogni tipologia di bosco le scienze forestali, di cui l’Italia ha secoli di storia, prevedono specifici tagli che consentono una gestione sostenibile del bosco; cioè che ne vengano annualmente prelevati i frutti, ma senza danneggiare il capitale legnoso o provvigione e favoriscano il suo ringiovanimento per una maggiore stabilità.

I boschi dell’ASBUC Barga, spiega ancora il direttivo, sono gestiti in attuazione di un piano di gestione forestale approvato dalla Regione Toscana e dall’Unione Comuni della Media Valle i cui effetti sono stati  sottoposti a valutazione di incidenza ambientale ed approvato in conformità al Regolamento Forestale .

In Italia non esistono foreste vergini, fa sapere ancora ASBUC; i boschi nella sua conformazione sono il risultato delle azioni dell’uomo e la Toscana è la Regione Italiana con il maggior patrimonio del paese, che comprende oltre il 50% della sua superficie totale e i boschi sono in costante aumento a seguito dell’abbandono del territorio.

“I tagli boschivi – scrive ASBUC – sono iniziati nel 2011 dopo un periodo di relativo abbandono e disinteresse generale che aveva portato ad una sensibile riduzione delle aree aperte del bosco, quali pascoli e vaccinieti (o mirtilleti) con conseguente perdita di biodiversità. Si ritiene pertanto infondata la preoccupazione di un eccessivo carico di utilizzazioni forestali in quanto, nell’ 80% dei casi trattasi di diradamenti di fustaie transitorie (derivate da tagli di avviamento all’alto fusto di cedui invecchiati), volti a tagliare soggetti deboli, pericolanti o mal conformati e favorire la crescita di quelli migliori. Nel 15% dei casi si tratta di boschi cedui da trattare a taglio raso con rilascio di 80-90 matricine ad ettaro per creare alternanze alla foresta ed aumentandone così la biodiversità animale e vegetale. Nel restante 5% trattasi di tagli di rinnovazione completa di fustaie mature di faggio, a fine turno, che saranno progressivamente e naturalmente sostituite  da giovani fustaie nate da seme, in tal senso risultano già diffuse molte nuove piantine che andranno a formare  la nuova foresta che sarà ringiovanita e rinvigorita  nel  giusto alternarsi dei cicli vitali del bosco”.

Asbuc Barga spiega ancora che le operazioni forestali in corso di svolgimento sono attuate sotto la direzione e il supporto dell’ Agronomo appositamente incaricato e nel pieno rispetto di tutte le normative del Settore.

Comunque sia: “Il professionista stesso  e questo Comitato sono disponibili ad un incontro pubblico, qualora ritenuto necessario al fine di meglio chiarire le questioni di tipo agronomico e forestale sollevate.

Tale incontro potrà essere anche occasione per confrontarci sugli indirizzi per la formazione del nuovo Piano di Gestione Forestale che dal 2025 (scadenza di quello vigente) e per i successivi 15 anni andrà a disciplinare l’utilizzazione forestale del versante barghigiano”.

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