Storia della chiesina di villa Gherardi a Barga e l’opera degli Alpini

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Per parlare della chiesina di villa Gherardi occorre partire dalla sua presunta costruzione che si vuole avvenisse in concomitanza con la costruzione dell’omonima villa (primi tre decenni del secolo XVII), che non è da iscriversi alla ricordata famiglia Gherardi, bensì a un ramo dell’antica famiglia Angeli di Barga, che dal 1330, esule da Pisa, si era stabilita in questo castello. Nel mezzo tra queste due padronanze ce n’è un’altra, quella della famiglia Paffetti-Pepi sempre di Barga, quindi occorre ritessere anche la storia di quelle famiglie che la costruirono e poi possedettero sino alla pubblica padronanza.

Premesso ciò, intanto va detto che secondo i racconti storici di Lodovico Verzani, precisamente raccolti nei suoi articoli, “Alcune notizie sulla famiglia Gherardi”, editi sul giornale di Barga La Corsonna nel 1924, la famiglia Gherardi, che impone il nome a tutto il complesso, entrò in possesso della villa qualche anno dopo il 1845 tramite l’avv. Jacopo Pepi. Questo avvenne alla morte del canonico del Duomo Francesco Pepi, la cui famiglia ne era entrata in possesso con tutti i possedimenti sul finire del secolo XVIII, momento dell’estinzione in loco dei precedenti possessori, il predetto ramo degli Angeli.

La villa, su cui spiccavano due enigmatiche torrette sul tetto, era circondata da una vasta terra, con le case che si affacciano ancora sulla via dell’Acquedotto, nel cui centro spicca il grande cancello contornato da stipiti di pietra serena bugnata con arco, detto “il cancellone”, nel cui architrave spicca l’espressivo stemma della famiglia Angeli. Oltre a quanto detto l’affascinante chiesina dedicata a Santa Maria Assunta, ora tenuta in grande considerazione anche dalla famiglia Gherardi che la abbelliranno con un altare ligneo di buona fattura su cui posero il loro stemma gentilizio, certamente costruito da qualche legnaiolo intagliatore di Barga.

Uscendo dal portone d’ingresso della villa, la chiesina, i membri della famiglia Gherardi la vedevano, come noi oggi la possiamo osservare, là in fondo al giardino e la potevano raggiungere, girando intorno alla vasca zampillante acqua, tramite il dritto viale che si contornava dello stesso giardino, dei campi e dai finali cipressi. Lungo il tragitto, potevano ammirare verso est anche la bella fontana, detta “pompeiana”, che costruì sempre la famiglia Angeli circa gli anni 1635-36. La fontana, ancora esistente e restaurata dal Gruppo Alpini di Barga, fu fatta forse per un fortuito accadimento, mossosi quando il Comune di Barga, dopo il 1619 del progetto dell’acquedotto per il castello, era alle prese con la conduzione dell’acqua proveniente dalle Rupine, il monte a est di Barga. L’acqua, per raggiungere i finali archi posti sul Ponte di Macchaia, era indispensabile, per non fare un tragitto troppo accidentato, che dovesse passare nei possedimenti della villa Angeli, a poche decine di metri dalla facciata della stessa villa. Ci fu una trattativa e gli Angeli accettarono che passasse nei loro terreni, con la clausola che fosse lasciata a loro tanta acqua quanta ne passava in un tubo del diametro di due soldi e così fecero la fontana, utile anche per irrigare giardino e campi. Infine fu fatta la filanda per la seta, probabilmente costruita dai Gherardi, che ne fecero una delle maggiori attività della famiglia, un’industria allora, secolo XIX, molto fiorente in Barga sin dall’antichità, che andò esaurendosi agli inizi del XX secolo.

Prima di andare avanti crediamo sia opportuno capire chi era quel ramo della famiglia Angeli di Barga che fece la villa, la chiesina e tutto il resto in quel loro vasto possedimento, poi passeremo a vedere chi fossero quei Gherardi che ne furono gli ultimi privati possessori.

Abbiamo detto che una famiglia Angeli nel secolo XIV mosse da Pisa per Barga e tralasciando i passaggi familiari che avvennero nel secolo XV, vediamo una famiglia Angeli in Barga all’inizio del secolo XVI, quella di ser Niccolò che ha tre figli maschi: Jacopo, Francesco e Cristofano prete.

Jacopo e Ermellina Turignoli genereranno il celebre poeta Pietro Angeli e altri fratelli, mentre il fratello Francesco, futuro giureconsulto, sposando Agnese Balduini di Barga, insieme avranno vari figli: il prof. medico Giulio Angeli (Barga ? – +Roma +1602), Il Vescovo di Cortona Cosimo (+1603), Niccola (+1602) e il Prof. di Diritto Pubblico e Civile Jacopo Lettore (+1608, altri +1609). Da quest’ultimo nasce la famiglia che costruirà la villa Angeli oggi Gherardi.

Fu professore in Pisa e Siena e fu ancora un insigne giureconsulto. Cittadino pisano, l’anno 1605 fondò una Commenda dell’Ordine di Santo Stefano sotto il nome di Priorato di Volterra e Piombino in Terra Ferma.   L’anno 1608 fu designato oratore ufficiale nel Capitolo dell’Ordine di Santo Stefano tenutosi in San Lorenzo di Firenze, alla presenza del granduca Ferdinando I, che poi vide anche le stampe. Ebbe anche incarichi da parte della Comunità di Barga, specialmente per il riacquisto della padronanza sulla Pieve di Barga. Da questi il figlio:

Professore e Priore di Volterra Francesco di Jacopo Angeli (Pisa +1664), che sposò Eleonora Princivalle. Insegnò Diritto Civile all’Università di Pisa. Da questo Francesco pare prendesse avvio la costruzione della bella Villa suburbana Angeli di Barga. Questi fu padre di Jacopo (1610- Barga + 1695), Cardinale in Santa Maria in Ara Coeli. Altro fu il Priore Cosimo di Francesco Angeli. Infine, il Priore e Pittore Niccolò di Francesco di Jacopo Angeli (Pisa 1607 – Pisa 1668), che da ragazzo fu uno dei paggi del Granduca di Toscana e poi Operaio del Duomo di Pisa dal 1658 al 1668. Al momento della morte, nel testamento, si notano tre luoghi di abitazione: una casa in Pisa, due a Barga tra cui il Palazzo al Giardino, l’attuale Villa Gherardi.

Questo ramo della famiglia Angeli fu dichiarato estinto in Barga l’anno 1770, con la morte del Priore Francesco Maria e qui s’innesca il possesso dei Paffetti-Pepi di Barga.

La famiglia Gherardi che entrò in possesso della villa, seguendo il citato storico Lodovico Verzani, fu quella di Luigi di Giovanni, che aveva sposato Anna Poli di Barga. Insieme ebbero due figli maschi: Francesco (1837 – 1878) e Gherardo (1827 – 1892) e una femmina Elena. Il più importante di loro, se non già il vero possessore della villa, fu Gherardo. Infatti, sopra il portone del palazzo, nella rostra di ferro battuto, possiamo vedere le sue iniziali, mentre nell’architrave di pietra serena, lo stemma della famiglia: elmo piumato contornato da quattro stelle, mentre una cometa sale al centro dal basso.

Gherardo, repubblicano e massone, ornò i soffitti della villa con delle bellissime pitture aventi per tema elementi tipici del suo credo, oggi andate perse e così ornò anche il giardino. Sposò Cleofe di Luigi Fiesoli, e insieme ebbero dieci figli, tra cui Michele (1856 – 1876), decorato di medaglia al valore per aver perso la vita a Partinico (Pa) con i Bersaglieri durante un’azione di repressione del brigantaggio. A lui fu dedicata una via nei pressi dell’altro Palazzo Gherardi che si trova nel centro storico di Barga, mentre tramite il padre ne andò eternata la sua memoria in una lapide che pose all’interno della chiesina e che fu poi rimossa, si dice per sconvenienza politica. Così recitava il testo:

A Michele Gherardi

Figlio di Gherardo e di Cleofe

Sergente nell’ottavo Bersaglieri

Insignito della medaglia dei prodi

Appena ventenne

Moriva in uno scontro con Briganti

A Partinico (Sicilia)

Il dì 7 marzo 1876

La famiglia gli amici della Patria

Piansero l’amara morte

La vil turba sovventrice

Dei sicari fratricidi

Gioì!

 

La chiesina fu usata dai Gherardi anche come sepolcreto di famiglia e da loro, imparentatisi con i Togneri della villa Buenos Aires, tramite gli eredi di questi ultimi passò per acquisto in proprietà del Comune di Barga nei primi anni ’50 del Novecento.

Come appena detto, oggi tutto il patrimonio di villa Gherardi, dai possedimenti terrieri, alla chiesina, alla fontana “pompeiana” è di proprietà del Comune di Barga. Nelle terre agli inizi degli anni ’60 del Novecento vi dette l’avvio al progetto nuove scuole, superiori, allora Magistrali, e le Medie inferiori, mentre la villa, inizialmente affittata a degli inquilini, poi, agli inizi degli anni ’70, fu decisa di renderla a pubblico utilizzo dando avvio a dei restauri finalizzati a casa per ferie e oggi ospita anche la Biblioteca Comunale. In una parte di terreno a ovest che sta sopra l’acquedotto, il Comune vi costruì una serra che dismessa, poi è stata data in comodato d’uso al Gruppo Alpini di Barga che l’ha restaurata a sue spese, inaugurandovi lo scorso anno la Baita al nome dell’artigliere alpino Giampiero Gonnella.

La chiesina, situata nei confini del neo plesso scolastico, fino al 1979 rimase di solito chiusa, seppur vi si celebrasse all’interno anche un matrimonio tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento, finché non fu deciso di riaprirla come chiesina dello studente e per far capire cosa stiamo dicendo riprendo un commento da Facebook fatto a una foto della chiesina lì postata da parte della barghigiana Miriam Moretto, era il giugno 2018. Lei ci dice che come insegnante elementare partecipò a un progetto di riapertura della chiesina che finì felicemente con l’apposizione anche di una scritta all’interno che recitava:

Chiesina dello studente – Quest’antica chiesina è stata riaperta il 21 dicembre 1979, grazie all’interessamento delle classi quinta A e Quinta D della Scuola Elementare di Barga, con l’aiuto del sindaco Ing. Roberto Ceccarelli e del presidente della Proloco Cav. Pietro Marroni. Divenga oggi un luogo di preghiera e di conforto per tutti gli studenti.

 Questo stato durò assai nel tempo e poi chissà, forse per toglierla da un utilizzo non consono alla sua spirituale natura, fu richiusa sino alla definitiva sconsacrazione. Continuava il commento di Miriam Moretto con questa particolare incitazione:

Ricordo che in quel periodo (1979), all’interno, fu fatto un bellissimo presepio e Mons. Giannini vi celebrò la messa, ricordo che c’erano ancora diversi ” arredi” antichi. Sarebbe proprio auspicabile che chi di dovere se ne prendesse cura, vediamo se qualcuno si fa vivo.

 Ovviamente da questi ricordi sono passati quarant’anni ma l’incitamento di prendersene cura è solo del 2018 ed è proprio in quel tempo che il Gruppo Alpini di Barga ricevette da parte del Comune di Barga in affido la chiesina con un comodato d’uso stilato e approvato in Consiglio sul finire del 2017.

Il comodato ha come punto qualificante il restauro della chiesina con il fine di renderla utilizzata, data la sua sconsacrazione, e secondo la richiesta del Gruppo Alpini, quale sede propria ospitante anche il Museo della Memoria dell’Alpino di Barga. Il Comune si convinse all’affido ben consapevole, quasi una certezza, che avendo il Gruppo Alpini di Barga felicemente ultimato da qualche anno il restauro della chiesina della Madonna della Neve alle Palmente, che anche questa, ora concessagli in comodato d’uso, avesse il buon esito di una nuova vita.

Certamente il Gruppo Alpini di Barga è diretto senza indugi in questa direzione ma perché si possa realizzare il sogno di rivedere riaperta la chiesina, a vantaggio del decoro di Barga, della sua storia e della memoria dell’Alpino (si pensi alle decine di giovani morti e dispersi in Russia), occorre non solo la loro buona volontà ma anche quella di tutti i barghigiani che senz’altro gioiscano nel salire la via di Loppia e vedere a nuovo quello che sino a ieri era ormai un rudere: la chiesina delle Palmente.

Per tale fine è stata predisposta sin dagli ultimi mesi del 2019 una lettera indirizzata a diverse attività locali affinché giunga un sollievo economico al Gruppo Alpini di Barga, il cui testo si ripete a seguire.

Il Comune di Barga ha assegnato in comodato d’uso al nostro Gruppo due strutture esistenti nell’area di Villa Gherardi a Barga: la vecchia serra e la chiesetta sconsacrata già della stessa famiglia Gherardi.

La prima, completamente rifatta a cura degli Alpini, è stata inaugurata il 23 agosto 2019, dedicandola al defunto Artigliere Alpino Giampiero Gonnella “Popi”, che per diversi anni fu nostro Capo Gruppo. Questa struttura per essere abitabile ha previsto lavori di non poco conto da parte del Gruppo, così come si prevedono alla chiesetta, dopo che abbiamo già rifatto il tetto, lavoro eseguito da una ditta locale e già saldato.

Di seguito, alla chiesetta, si è quindi provveduto, dopo il nulla osta della Soprintendenza delle Belle Arti, al rifacimento dell’intonaco e relativa tinteggiatura. Questo lavoro ha richiesto una spesa non indifferente che il Gruppo al momento non è in grado di sostenere.

Ci rivolgiamo pertanto a codesta Spettabile Istituzione/Ditta affinché voglia prendere in considerazione questa nostra richiesta di un Vostro contributo. 

A lavori ultimati, che prevedono anche gli interni della chiesetta, qui troverà sistemazione il Museo dell’Alpino e della Memoria.

Da notare che la chiesina si trova proprio all’ingresso del complesso scolastico I.S.I. e ogni mattina dà il buongiorno a tutti i professori e alunni, e già sin da ora non è cosa da poco quanto già attuato dal Gruppo Alpini, perché certamente con l’esecuzione del restauro esterno, ogni transito lì in fronte è già di per sé più decoroso e accogliente.

Per altro così si chiudeva un articolo su questa testata del 31 dicembre 2017, dal titolo Un nuovo regalo dagli Alpini di Barga.

Da anni, come detto, si propongono di ripristinare anche la cappella esistente presso le scuole di Via dell’Acquedotto, dedicata alla Vergine assunta: una chiesina del seicento, edificata dalla famiglia Angeli, da tanti e tanti anni abbandonata a se stessa.

Ora vorrebbero portare avanti questo progetto e forse adesso sarebbe il caso che tutti noi facessimo un pensiero a dare stavolta una mano ai nostri alpini. Non hanno mai chiesto niente, ma stavolta forse avrebbero bisogno di essere aiutati perché l’operazione che intendono realizzare è importante e anche onerosa (e siamo certi che la realizzeranno, con la loro proverbiale forza, tenacia e positività).

Non lasciamo soli questi “ragazzi” che in generale, ad eccezione del presidente Andrea, di lustri sulle spalle ne portano ormai diversi, ma che non hanno perso lo smalto e l’energia di quando furono chiamati a servire la patria con in testa il cappello con la penna nera.

 

Fonti:
Lodovico Verzani: Alcune notizie sulla famiglia Gherardi; il giornale La Corsonna. Anno 1924.
Antonio Nardini: La villa dei Gherardi dai Marchesi Angeli al Comune; Istituto Storico Lucchese Sezione di Barga, 2012.
Il Giornale di Barga e della Valle del Serchio: Un nuovo regalo degli Alpini di Barga; 31 dicembre 2017.

 

 

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