KME, gassificatore e osservazioni: “La strada del progetto comincia a farsi in salita”

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A Barga, presso l’aula magna, ieri sera si è svolta l’assemblea pubblica convocata dal movimento La Libellula, per fare il punto della situazione e soprattutto per illustratore le osservazioni presentate dalla stessa Libellula nell’ambito delle possibilità offerte dal processo partecipativo riguardante il  progetto del gassificatore di KME.

Le osservazioni sono state presentate dagli stessi esperti che avevano redatto gli studi da parte della Libellula. Il tutto, e non poteva essere diversamente, davanti ad un pubblico tra cui non sono mancati i candidati a sindaco per il comune di Barga oltre che il sindaco, Marco Bonini.

Per quanto riguarda glie esperti nominati dalla Libellula, il dottor Marco Caldiroli (intervenuto in video conferenza con Skype), tecnico della prevenzione ambientale e presidente di Medicina Democratica che ha presentato le osservazioni per la parte delle ricadute ambientali e che ha contestato le affermazioni dell’azienda circa il rapporto tra economia circolare ed il progetto gassificatore: gli inceneritori – ha detto – non fanno certo parte dell’economia circolare. Per l’esperto comunque sarebbero inammissibili i rischi per l’aumento delle emissioni.

Riprendendo un tema che lo stesso comune di Barga aveva sottolineato nelle osservazioni a sua volta presentate, è stato l’avvocato Giacomo Muraca, dello studio legale Amante per la parte urbanistica e paesaggistica, a dire inoltre che c’è una sostanziale carenza nella documentazione presentata da KME riguardo al proprio progetto e che poco chiara è anche l’esatto concetto di cosa si intenda per piropgassificatore (se impianto destinato a smaltire rifiuti o a produrre realmente solo energia), mentre e il geologo dell’Università di Pisa Roberto Balatri che ha illustrato  gli aspetti problematici dal punto di vista idrogeologico e che ha evidenziato una documentazione spesso anche contradditoria, quella presentata dall’azienda, come nel caso delle assicurazioni circa la non presenza di falde acquifere che poi viene smentita nella stessa documentazione con la dichiarazione circa la presenza di una falda d’acqua. Lo stesso ha poi lanciato l’allarme circa le condizioni di inquinamento del suolo sia all’interno che all’esterno della fabbrica che sarebbero preoccupanti. Un punto su cui deve essere fatta chiarezza, ha aggiunto.

Altre incongruenze sono poi state evidenziate anche dal fisico  Mario D’Acurto, peer lui l’idea generale è che sono documenti superficiali che non tengono conto delle ricadute sulla popolazione ed i dati che vengono utilizzati non solo legati a misure effettuate dall’azienda. Ci vorrebbe insomma unì’analisi dei dati molto più approfondita.

Tra gli interventi della Libellula quello di Paolo Fusco e di Francesco Bertoncini con le valutazioni del movimento stesso in merito anche alle osservazioni riscontrate e presentate. In particolare, dopo le osservazioni presentate in Regione, secondo La Libellula c’è la conferma che le analisi e le documentazioni presentate dall’azienda sono assolutamente superficiali. Non tornano per la Libellula, tra le altre cose, le condizioni di risparmio energetico con le quali l’azienda giustifica la realizzazione dell’impianto dato che i consumi della fabbrica sono in linea con quelli del settore. Comunque sia le varie osservazioni presentate hanno portato la Regione a richiedere all’azienda di integrare e completare la documentazione presentata.

Tra gli interventi finali anche quello del coordinatore della serata Mario Betti Betti secondo il quale l’Amministrazione comunale che verrà dovrà farsi carico del problema gassificatore. A quel punto è intervenuto anche il sindaco di Barga, secondo il quale così dovrà essere per il futuro, ma così è stato anche in questi mesi difficili. Il sindaco ha ricordato che infatti la stessa amministrazione comunale ha presentato alla regione delle osservazioni che hanno prodotto già i suoi effetti; non ultima quella relativa alla invariante urbanistica che pone dubbi sulla possibilità di utilizzare i terreni su cui dovrebbe sorgere l’impianto,  che hanno portato la Regione a richiedere all’azienda delle integrazioni circa il suo progetto con la richiesta di alcuni chiarimenti; tra queste, quella di specificare se l’impianto che si vuole realizzare a Fornaci è un impianto di pura gassificazione oppure di riutilizzo e riciclo di materiali e da tale valutazione potrebbe dipendere tanto nella valutazione circa appunto l’incongruità del terreno scelto.

Per Bonini tante osservazioni dalla Libellula, si ritrovano poi con quelle di ARPAT e ASL, come quelle del controllo dei terreni e dell’acqua che va nel fiume che sono quanto richiedono appunto anche gli esperti della stessa Libellula:

“Tutta una serie di verifiche che fanno tornare a quanto si diceva fin dall’inizio del processo partecipativo – ha detto il sindaco –  ovvero che il progetto non era completo ed esaustivo.

Grazie al lavoro di tutti comunque – ha concluso Bonini – per la prima volta forse vediamo che la strada per Kme inizia ad essere in salita. Per la prima volta questo progetto comincia a far segnare dubbi ed a fare i conti con più di un paletto.”

 

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