Fantasma d’Oriente (diciannovesima puntata)

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  1. ULTIMI GIORNI AD ISTANBUL

Fuori dal cimitero di Fanan il Greco ferma una carrozza.

GRECO

Al Pera Palace Hotel!

Il Greco e Pierre salgono e si accomodano nella carrozza.

GRECO

Mi spiace signor Loti. Non so cosa dire

Pierre tace pensieroso

Posso … chiedervi … se avete ancora bisogno dei miei servigi?

PIERRE

No, penso di no.

GRECO

Allora, al Pera Palace ci lasceremo.

PIERRE

Sì, è così.

IL GRECO

Ci sarebbe da regolare …

PIERRE

Quanto vi devo?

GRECO

500 lire turche! Ehm … per voi, 450. E, se posso darvi la mia opinione… vorrei dirvi che la vostra amata vi ha perdonato, in vita e nella morte. Datevi pace.

PIERRE

Ero venuto ad Istambul con l’idea di ottenere il suo perdono. Mentre ho capito solo ora che, più di tutto, ciò che desidero sempre e ancora, è il suo amore. Dovevo indossare questo abito quando fossi tornato. Un sontuoso abito da cerimonia. E sono qui, per cosa? Per una cerimonia funebre. Non doveva finire così, non così. Il perdono non mi basta, l’amo più ora che prima.

Arrivati al Pera Palce Hotel, i due si salutano con una calorosa stretta di mano. Il Greco prosegue a piedi, ha una commissione urgente da fare.

Imbocca una via stretta, poi un’altra, attraversa una piazza e si ferma davanti all’Hotel Mariel.

In una stanza dell’albergo pulita ed ordinata, Aslan cammina avanti indietro, impaziente. Sente bussare alla porta, apre. Il Greco gli sta davanti con il cappello in mano e lo osserva allibito: Aslan è vestito nel suo costume tradizionale di Cavaliere Circasso, completo di pistola, cartucciera e spada. Gli intima di entrare e di fare presto a dirgli ciò per cui è venuto.

IL GRECO

Sono qui a riferirvi che Pierre Loti ama quella donna più della propria vita.

ASLAN

Devo esserne sicuro oltre ogni dubbio. Ma voi non capite, non potete.

IL GRECO

Ah, no che non vi capisco, nessuno dei due. Uno corre dietro ad una morta e l’altro corre dietro ad un matto! Ci rinuncio caro signore.

Aslan va verso il Greco con passo deciso e lo prende per bavero della giacca.

ASLAN

Voi non dovete parlare così. Non sapete niente, niente!

IL GRECO

Certo signore, certo, io sono solo un traduttore. Solo questo.

Aslan lascia la presa e va verso la finestra, voltandogli le spalle.

ASLAN

Quanto costa il vostro servizio?

IL GRECO

Sarebbero … 500 ma, per voi, 450. Ecco, 450 lire turche.

ASLAN

Siete caro, Greco.

Aslan butta sul letto quattro banconote da 100 lire turche e cinque pezzi da dieci. Le mani del Greco raccolgono i soldi nervosamente.

ASLAN

Quali sono le sue prossime mosse?

IL GRECO

Parte stasera, con l’Oriente Express.

 

In quel momento, al Pera Palce Hotel, Pierre si sta preparando per partire, torna in Europa. Finisce di vestirsi e chiude i bauli. Lascia appeso al letto a baldacchino il suo sontuoso abito turco, ormai fa parte di un capitolo della sua vita finito, concluso, da dimenticare.

Apre la porta ed esce in corridoio.

PIERRE

Fattorino?

Si fa portare un caffè turco in camera e si assicura che il bagaglio raggiunga la stazione di Sirkeci. Sulla terrazza sorseggia la bevanda calda con estrema calma, come usano fare in tutta l’Asia Minore, vivendo la sua malinconia fino in fondo, fino all’ultimo sorso. Quella città lo ha stregato e cambiato per sempre.

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