Eutanasia o non eutanasia? La gente si schiera: la maggioranza dice sì

-

(Articolo per il giornalino scolastico dell’ISIS Leopoldo II di Lorena)

Dopo quello di Matteo Rosellini, pubblichiamo anche il secondo laboro vincitore della sezione per le scuole del premio Giornalistico “Arrigo Benedetti”. E’ l’articolo scritto da Chiara Bracci dell’ ISIS “Leopoldo II di Lorena” di Grosseto.

Ieri, 22 febbraio 2015, alle ore 16,00 alla sala Eden di Grosseto, si è tenuta una conferenza sulla pratica dell’eutanasia. In molti sono intervenuti con foga sulla negatività di questa pratica dato che ritengono la vita, un diritto inviolabile. Sono state ricordate le parole che Papa Francesco ha pronunciato nel settembre 2013 in occasione dell’udienza ai medici cattolici : “La vita umana è sempre, in tutte le sue fasi, ed a ogni età, sacra ed è sempre di qualità. E non per un discorso di fede, ma di ragione e di scienza!..” .

In molti hanno apprezzato questo discorso “anti aborto/ eutanasia”. É vero, la vita è sacra, ma è corretto nei confronti di una persona malata terminale, non permetterle di “uscire di scena” senza soffrire? A chi è in una situazione senza ritorno, non è giusto permettere di trovare serenità?

Nel 2006 ve ne è stato un esempio: Piergiorgio Welby, attivista, politico, pittore, scrittore e giornalista malato di distrofia muscolare progressiva che fin dal 1997, quando la malattia lo aveva completamente immobilizzato, aveva chiesto di poter staccare il respiratore che lo teneva in vita.

Ciò avvenne nel dicembre del 2006, ma il medico che staccò il respiratore, venne processato e poi assolto. Purtroppo l’ipocrisia non ebbe fine: a Piergiorgio Welby vennero negati i funerali cattolici, come invece avrebbe voluto la moglie. Per il signor Welby l’eutanasia è stata la salvezza, la libertà dalla situazione in cui si trovava. L’oncologo, ex ministro della sanità, il professore Umberto Veronesi ha definito, infatti, l’eutanasia come “la forma più alta di libertà”.

Forse queste sono parole forti per chi, come familiare o come amico, vive un’esperienza similare. L’uomo è egoista e molto spesso, pur di tenere accanto a sé una persona cara, fa di tutto, anche se a scapito dell’interessato. Nessuno vorrebbe veder morire una persona che si ama e spesso, chi sceglie di intraprendere una scelta generosa e coraggiosa come questa, viene poi considerato un assassino. Ma è davvero così sbagliato? Eutanasia significa “buona morte” e nei pochi paesi in cui è riconosciuta legalmente, consiste nell’immettere nel corpo del paziente un liquido mortale che agisce con “dolcezza”, mentre il paziente è sdraiato in un letto in una stanza, dove ascolta della musica da lui scelta. Il primo paese che ne ha riconosciuto la sua validità è stato l’Olanda, il 1 aprile 2002. L’Italia, invece, fa parte della maggioranza dei paesi dove viene considerato un crimine punita dai 6 ai 15 anni di reclusione poiché viene comparata all’omicidio volontario secondo l’articolo 575. Anche in caso di consenso del paziente si incorre nel reato ‘omicidio del consenziente’, previsto dall’articolo 579 del c.p.p. Secondo l’articolo 32 della Costituzione, ‘nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge’ ed è stato questo particolare articolo il fondamento giuridico della battaglia di Beppe Englaro o Piergiorgio Welby. Perchè invece non legalizzarla o per lo meno approvarla in alcuni casi particolari? A questo scopo sono nate delle associazioni schierate a favore, come quelle formatesi dopo le vicende di Luca Coscioni e degli Englaro.

In Lombardia, il 6 febbraio del 2009, il signor Beppino Englaro richiese la sospensione dell’alimentazione e idratazione artificiale che tenevano in vita la figlia Eluana, da 17 anni in coma a seguito di un incidente stradale. Eluana morì il 9 febbraio alle ore 20.20. Tutt’oggi il padre è sotto inchiesta per aver interrotto la vita di sua figlia anche se ormai in uno stato vegetativo. Moralmente si tende a rifiutare l’eutanasia, ma ad accettare l’idea dell’aborto, quando il principio è più o meno lo stesso. In entrambi i casi una vita viene interrotta: con il primo si tratta di una persona che non vuole più vivere, e decide di mettere fine alle sue sofferenze, mentre nel secondo si uccide una vita non ancora nata, rappresentando per molti genitori (adulti e/o ragazzi) la possibilità di “cancellare” un “errore”. Se guardiamo dal punto di vista giuridico, invece , l’aborto non è contro la legge poiché si considera vita solo al momento in cui il bambino emette il suo primo vagito.

A questo punto, ognuno di noi, con la mano sul cuore, scelga secondo coscienza

Chiara Bracci

L’EUTANASIA

DOCUMENTI:

1. Il significato letterale di eutanasia è quello di buona morte. Un dibattito sull’eutanasia è comparso negli ultimi decenni del XX secolo: principalmente per il perfezionamento delle macchine con cui si può tenere in vita un morente per tempi lunghissimi e per l’allungamento della vita. Lo scontro etico-giuridico si delinea tra coloro che ritengono che la fine della vita umana sia un evento a noi disponibile e coloro che ritengono che la vita umana sia un valore inviolabile. – http://www.associazionelucacoscioni.it

2. Il percorso dell’eutanasia, accidentato e contestato, ha attraversato in questi anni l’Europa e l’ha spaccata in due tracciando una linea tra Paesi che ne hanno riconosciuto la validità e Paesi che hanno continuato a bandirla come omicidio. È stata l’Olanda, il primo aprile del 2002, a legalizzare – primo Paese al mondo – l’eutanasia diretta. Da allora, secondo dati della Società reale di medicina olandese, circa 4.000 persone l’anno sono state aiutate a morire: in particolare malati terminali di tumore, ma anche pazienti colpiti dalla malattia di Alzheimer in stadio avanzato. www.corriere.it

3. No ad aborto ed eutanasia“. È la dura condanna che Papa Francesco ha pronunciato nell’udienza ai ginecologi cattolici. “Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente a essere abortito – ha affermato Bergoglio – ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare!”. …Il Papa ha sottolineato, inoltre, che “la vita umana è sempre, in tutte le sue fasi e a ogni età, sacra ed è sempre di qualità. E non per un discorso di fede, ma di ragione e di scienza! Non esiste una vita umana più sacra di un’altra, come non esiste una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra. http://www.ilfattoquotidiano.it/

4. La scelta dell’ eutanasia può essere vista come la forma più alta di libertà». Parole di Umberto Veronesi, oncologo di fama ed ex ministro della Sanità.. L’ ex ministro appare ben consapevole della forza della sua presa di posizione, mai così esplicita, tanto che si affretta ad aggiungere: «Mi rendo conto, sono parole forti, sono sentimenti difficili da accettare, è una dura presa di coscienza di un traguardo che tutti dobbiamo attraversare. Scegliere per chi amiamo la “dolce morte” può essere un gesto di coraggioso amore, una dimostrazione che il nostro amore per la sua vita, ora sofferente, va oltre il nostro bisogno della sua presenza» http://archiviostorico.corriere.it/

Tag: , , , ,

Lascia per primo un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.