Misericordia, appello a Prefettura e USL: “abbiamo bisogno di risposte certe ed immediate”

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Incontro interlocutorio e non certo risolutivo per una situazione di giorno in giorno più critica, quello avvenuto stamattina a Lucca tra i rappresentanti d ella Misericordia del Barghigiano e quelli di Prefettura e Azienda USL 2.

Accompagnati dal sindacalista Michele Massari della CGIL, i portavoce della Misericordia, con il Governatore Elena Venezi, hanno fatto presente la delicata e difficile situazione di crisi finanziaria che sta vivendo questo importante sodalizio della comunità barghigiana. Ad ascoltare la richiesta di aiuto il Vice Prefetto aggiunto dott.ssa Stefania Concetta Maria Trimarchi ed il Direttore Dipartimento Tecnico Amministrativo dell’ASL Franco Bocchi.

Come ci racconta il Governatore Venezi, è stato fatto il punto della situazione con le difficoltà concrete di non poter più garantire a breve sia i servizi ordinari che quelli legati all’emergenza. Il problema della mancanza di liquidità è legato principalmente ai ritardi dei pagamenti dell’anticipo dei primo quadrimestre 2013 che l’ASL deve pagare alla Misericordia per i servizi resi. I soldi dovevamo arrivare a gennaio ma alla data odierna e non è dato sapere quando arriveranno.

“I soldi non ci sono ancora – ci ricorda la Venezi – e siamo già in ritardo grave con i pagamenti  degli stipendi. Nei giorni scorsi ci sono arrivati pochi spiccioli relativi al conguaglio dei servizi del 2012, ma siamo riusciti a mala pena a pagare i debiti relativi alle spese per il carburante.

[dw-post-more level=”1″] Ormai i margini di manovra sono ridotti all’osso e se i soldi del primo conguaglio non arriveranno entro pochi giorni c’è il rischio concreto che dovremo sospendere ogni tipo di servizio. Mi preoccupa soprattutto il fatto che oltre all’attività ordinaria a rischio sia anche il servizio che svolgiamo all’interno del 118. Vorrei ricordare che grazie alla competenza<a ed alla preparazione del nostri personale forniamo un servizio sanitario di eccellenza e che per l’urgenza copriamo una vasta area che comprende i comuni di Barga, Fabbriche di Vallico, Coreglia, Gallicano e che spesso si allarga alle aree limitrofe.

Abbiamo fatto presente a Prefettura e USL che entro breve si può anche decidere la chiusura per mancata liquidità e non so proprio chi potrebbe sostituirci nel coprire il servizio. Chi potrebbe garantirebbe il soccorso nel settore dell’emergenza. Il danno sarebbe insomma notevole e  non solo per la sopravvivenza della Misericordia del Barghigiano”.

USL e Prefettura hanno preso nota delle difficoltà della Misericordia ed hanno riconvocato un nuovo incontro per il 26 marzo. Nel frattempo coinvolgeranno anche la Regione Toscana nel tentativo di sbloccare i pagamenti in ritardo e di rispondere alla richiesta di aiuto della Misericordia in tempi ristretti. Si ipotizza che il pagamento venga erogato entro la fine di marzo

“Per le difficoltà che abbiamo- spiega però la Venezi -la fine del mese potrebbe essere già troppo tardi e proprio per questo abbiamo richiesto di velocizzare il pagamento,;  almeno un anticipo che ci potrebbe permettere una piccola boccata di ossigeno”.

“Il paradosso di questa situazione è che i soldi sono già a disposizione – aggiunge il Governatore – .  La Regione li ha già erogati, ma manca la delibera  che sancisca il definitivo via libera. Non capiamo perché non si possa quindi intervenire per rispondere alle  nostre difficoltà, almeno con un  anticipo.

Speriamo comunque che presto i soldi arrivino, anche se questo risolverebbe solo temporaneamente la situazione economica della Misericordia. Abbiamo necessità di risposte certe ed immediate anche relative ai pagamenti dei prossimi conguagli per poter programmare servizi e pagamenti. Non ci possiamo infatti permettere che anche le successive scadenze slittino di mesi come è successo per questo primo pagamento. Solo con pagamenti erogati alle loro regolari scadenze potremmo infatti arrivare a mettere in ordine i conti. Altrimenti la fine della Misericordia – che comunque per il momento è ancora un rischio reale – sarebbe solo rimandata”.

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