Incendio al Brico,dopo la crisi KME un altro duro colpo anche per l’economica locale

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Un momento del nuovo intervento dei Vigili del Fuoco

A Fornaci non tira una buona aria da un po’ di settimane a questa parte. L’annuncio dei 142 esuberi alla “Metallurgica”, la preoccupazione che in futuro le ripercussioni sullo stabilimento siano ancora maggiori, non sono certo viste con superficialità in un paese che nasce attorno alla più grande fabbrica della valle del Serchio, ma che ha anche una grandissima vocazione commerciale. Una maggiore disoccupazione genera maggiore povertà e tutto il tessuto economico è coinvolto nella crisi.

Ora poi la preoccupazione si è accentuata anche per quanto è successo al vicino centro commerciale Brico in loc. Mencagli, dove non solo si sono persi, almeno temporaneamente, tanti posti di lavoro ma soprattutto si sono fermate attività importanti anche per creare movimento di clienti in tutta la zona.

Conferma questa preoccupazione  il presidente del CIPAF di Fornaci, Guido Santini: “Intanto vorrei esprimere tutta la mia solidarietà agli imprenditori, ai medici, ai lavoratori che sono stati così duramente colpiti dall’incendio – ci dice – Si tratta di un duro colpo per tutti loro e la speranza è che presto dalle ceneri di quel pauroso rogo possano rinascere tutte le attività chiuse.

La situazione in qualche modo si ripercuoterà anche sul tessuto commerciale visto che sulla zona graviteranno sicuramente meno persone che magari erano richiamate dalle attività importanti che si trovavano in loc. Mencagli. Ma quello che soprattutto ci preoccupa è la difficile situazione di KME. La perdita di tanti posti di lavoro che in una Valle già duramente colpita a livello economico ed occupazionale rischia di creare gravi danni. A tante famiglie, ma anche a tutto il tessuto economico, commercio compreso.

[dw-post-more level=”1″] I negozi di Fornaci hanno una storia abbastanza consolidata e tra mille difficoltà sono riusciti fino ad ora a tenere duro, a difendersi, ma tutto quello che è accaduto e che sta accadendo gioca anche contro al nostro tessuto commerciale. E’ una situazione pesante”.

In tanti si chiedono intanto quando e se riaprirà Brico ed il Poliambulatorio. Il patron del gruppo Marco Potenti conferma che appena sarà possibile, non appena ci sarà il via libera dei Vigili del Fuoco a procedere alla bonifica e poi alla stima precisa dei danni e degli interventi da attuare, si comincerà a lavorare per ricostruire.  Ieri intanto i Vigili del fuoco sono tornati ad intervenire. Con la prima rimozione delle macerie, sono emersi infatti piccoli focolai che sono stati domati senza problemi in pochissimo tempo.

I problemi stanno invece proprio nei tempi tecnici e burocratici per sbloccare l’inagibilità e poi procedere alle varie fasi di lavoro. Ci sono precisi iter da seguire, ma la speranza è che la cosa non si protragga per mesi.

Intanto, a quanto si sa, è stata richiesta per i dipendenti la cassa integrazione in deroga, e si starebbe lavorando per ottenere questa misura anche per i dipendenti delle attività del poliambulatorio e del BarLume che aveva aperto i battenti solo pochi mesi fa. Qui lavoravano tre ragazze oltre al titolare Gianni Mascari che lancia un appello anche agli amministratori locali: “I danni sembrano grossi anche nel mio locale, ma per il momenti non ci lasciano nemmeno entrare. Non so di preciso quello che ci aspetta, ma di certo è necessario l’aiuto di tutti – ha detto – anche per cercare di accelerare i tempi che permettano alla proprietà di avviare i lavori. Mi rivolgo anche agli amministratori pubblici. Dateci una mano. Qui ci sono mutui da pagare, tasse e spese che non aspettano”.

Migliore, se così si può dire, è invece la situazione del centro Medico di Fisioterapia di Rocchiccioli e Miglianti, la prima attività aperta nel poliambulatorio già due anni orsono. Il personale del centro si è trasferito sull’altra sede esistente a Castelnuovo, dove l’attività continua. E si starebbe già valutando la possibilità di aprire provvisoriamente a pochi passi dal poliambulatorio in locali attigui a quelli di Brico e Poliambulatorio che non sono stati interessati dall’incendio.

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