Verrà tradotto in inglese il libro sulla “Battaglia di Sommocolonia”

-

La storia della battaglia di Sommocolonia verrà tradotta in inglese e quindi diffusa negli Stati Uniti e fatta conoscere a milioni di persone.Tutti i fatti storici della battaglia del 26 dicembre 1944 a Sommocolonia sono raccolti nel piccolo libro scritto dall’amico Tenente Colonnello Vittorio Lino Biondi (nella foto con il Gen. Fioravanti ex comandante della Brigata Paracadutisti Folgore).Recentemente Biondi è stato contattato dalla signora Anne Saunders, professoressa alla Research Associate Department of Classics College of Charleston (USA) autrice d’una guida in inglese che tratta della Seconda Guerra Mondiale in Italia (“A Travel Guide to World War II Sites in Italy”) e di un importante sito: www.travelguidepress.com. La professoressa ha chiesto al militare di poter tradurre il suo libro pubblicato nel 2007 e che ha già avuto una
ristampa oltre che la pubblicazione all’interno del volume dello storico Davide Del Giudice “Operazione Wintergewitter”.
La Saunders è venuta a conoscenza del libro sulla battaglia di Natale grazie al dottor James Pratt che proprio a maggio si era recato a Sommocolonia a visitare i luoghi dove il padre, capitano del II° Battaglione del 366th (l’unico reggimento con ufficiali afroamericani, ndr) della 92ma Divisione Buffalo, aveva combattuto dal novembre del ’44 all’aprile del ’45.
Ma perché negli Stati Uniti c’è questa grande attenzione per questa piccola battaglia?
Risponde lo stesso Biondi: “La forte considerazione è essenzialmente dovuta al fatto che questa è stata ‘l’unica’ attività operativa di un certo livello che si svolse nel ‘sottosettore occidentale della Valle del Serchio’. Quando si parla della Linea Gotica, si intende essenzialmente la grande battaglia, durissima e sanguinosa, di Rimini che si svolse nel settore Adriatico e che durò tutta l’estate del ’44 fino a ottobre inoltrato con moltissime perdite da entrambe le parti. Da noi, nel settore Occidentale, le battaglie furono assai più contenute e l’unica vera operazione fu appunto la ‘Wintergewitter’ (Temporale d’Inverno), che mise in difficoltà temporanea gli Alleati, costringendoli ad un rapido cambiamento degli assetti e delle forze sul terreno. Gli afroamericani vivono pertanto il ricordo di questa battaglia, che li ha visti in difficoltà, con un forte senso del ricordo e della passione di chi ha condiviso un particolare momento negativo. Hanno combattuto con onore, ma sono stati battuti dall’impeto travolgente delle forze dell’Asse. Anche se è stata una vittoria effimera, durata due giorni: al terzo giorno erano state già riprese le vecchie posizioni. A seguito di questo momento infelice per la 92° Divisione Buffalo, vi fu un deciso riordinamento interno che vide migliorare sensibilmente la policy razziale con la quale dovevano confrontarsi quotidianamente i soldati afroamericani, oltre alla normale contrapposizione contro le forze nemiche come è ben descritto nel docufilm di Fred Kuwornu, ‘Inside Buffalo'”.

Lascia per primo un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.