ALLA RICERCA DELLE RADICI BARGHIGIANE

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Nella cittadina la riunione dei membri della Barga Research Genealogy Group

IN 60 ALLA RICERCA DELLE RADICI BARGHIGIANE

BARGA – Come già annunciato nello scorso numero, dall’8 al 12 settembre si è svolto a Barga l’incontro di oltre 70 membri dell’Associazione Barga Genealogy Research Group, che raccoglie figli, nipoti e pronipoti di barghigiani uniti alla ricerca delle loro radici.

Provenivano unb po’ da tutto il mondo e con particolare riferimento dagli Stati Uniti dove tra i promotori del gruppo figura anche Peter Tonacci, figlio della cara amica Alberta. Lo scopo del gruppo era quello di promuovere l’interesse attorno a Barga e soprattutto di aiutare i membri a ricostruire il loro albero genealogico, attività che suscita molto interesse soprattutto in America.

Quello che si può definire come un vero e proprio raduno del gruppo, era iniziato lo scorso 8 settembre con l’inaugurazione di una mostra sulla lunga storia di figurinai della famiglia Caproni; famiglia ampiamente rappresentata nel raduno con oltre 30 membri.

Il Museo “Le stanze della Memoria” in via di Mezzo, nel centro storico, ha ospitato per una settimana documenti, cataloghi, lettere, fotografie, pregiati e antichi pezzi in gesso prodotti nei lavoratori dei Fratelli Caproni; una mostra che si lega proprio alla visita a Barga di 30 esponenti della famiglia Caproni alla scoperta di quanto i loro antenati hanno fatto per la cittadina. L’esposizione è stata curata da Roger Max Griffin, e ha ripercorso la storia di Pietro e Emilio Caproni che aprirono la loro attività di “figurinai” in Boston nel 1892.

A proposito della famiglia Caproni, il comune di Barga ha per loro organizzato una visita presso l’edificio che ospita gli uffici amministrativi dell’azienda USL e dell’ospedale San Francesco, un tempo il reparto maternità dell’ospedale di Barga ovvero il cosiddetto “Padiglione Caproni”.

La visita, svoltasi l’11 settembre, è legata al fatto che il reparto maternità nacque proprio per una donazione che fu fatta dalla famiglia ed in particolare dalla signora Gertrude Brinkhaus Caproni che nel 1929, quasi 80 anni orsono, volle l’istituzione di uno speciale reparto per le partorienti come omaggio alla memoria del marito Pietro Paolo Caproni, originario di San Pietro in Campo, che nel 1928 era venuto a mancare a Brookline nel Massachussets. Il reparto maternità, il padiglione Caproni, fu costruito, attrezzato e funzionò a spese della signora Caproni e divenne un punto di riferimento sicuro per tutte le partorienti della Valle del Serchio. Per la Valle rappresentò un grande passo verso la sicurezza e la difesa della maternità e dell’infanzia.

Pietro Paolo Caproni, colui a cui era dedicato il reparto maternità di Barga, fu assieme al fratello Emilio una delle più illustri figure del mondo dei figurinai italiani a Boston.

Aprirono la loro attività di “figurinai” nel 1892. Con il loro lavoro hanno fornito ai musei americani, alle università e alle scuole d’arte riproduzioni a grandezza naturale delle più importanti statue del mondo. In breve il loro nome negli Stati Uniti fu sinonimo di qualità; creavano vere e proprie opere d’arte, riproduzioni di capolavori della Grecia, dei Romani, del Rinascimento. Le loro opere si trovano in tutta l’America; nei loro studi hanno avuto origine grandi opere come il Lincon Memorial a Washington, il Paul Revere a Boston.

I discendenti della famiglia Caproni sono stati accompagnati nella visita dal sindaco di Barga Umberto Sereni e dall’assessore Gabriele Giovannetti. A riceverli è stata la dott.ssa Michela Maielli responsabile dei presidi ospedalieri della Valle del Serchio per l’ASL 2. I Caproni erano accompagnati anche dalla signora Laura Gonnella, anche lei appartenente ad una delle famiglie più importanti dell’emigrazione negli Stati Uniti, quella dei Pieroni. Peraltro, il padre, dott. Giovanni Gonnella, poi emigrato con la moglie Leonella Pieroni in America, fu uno dei primi medici ad operare presso il reparto maternità.

Lo scorso 12 settembre, infine, si è svolto in Comune a Barga il saluto ufficiale da parte del sindaco che ha salutato i partecipanti al raduno con alcuni doni e con parole di sincero benvenuto per questi figli di Barga che ancora una volta, ha detto, hanno dimostrato l’amore e l’attaccamento alle proprie radici.

Durante la loro permanenza nella cittadina, molti di loro hanno dichiarato di essersi innamorati di Barga, della sua gente e del suo tenore di vita ed in molti casi hanno potuto incontrarsi con i parenti ancora presenti e mai conosciuti e trovare altre notizie sulle proprie origini.

Tra le altre attività che hanno caratterizzato il loro soggiorno, alcune visite alla zona, ricerche genealogiche negli archivi delle chiese, una visita guidata a Barga, ed incontri gastronomici con le specialità locali, tra i quali la partecipazione ad una delle serate della Sagra della Polenta e Uccelli di Filecchio.

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