Poma e il film Mefisto Funk- Per lui cittadinanza onoraria a Fabbriche di Vergemoli

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FABBRICHE DI VERGEMOLI – Il regista Marco Poma ha ricevuto la cittadinanza onoraria del comune di Fabbriche di Vergemoli grazie al film Mefisto Funk, prima opera italiana in elettronica computerizzata girata nel 1986 con la Betacam della Sony (standard Betamax di mezzo pollice) e riversata successivamente su pellicola.

Fabbriche di Vegemoli ha voluto celebrare degnamente il regista che grazie alla grande immaginazione e intuizione aveva già visto nel 1986 come unico il territorio di Vergemoli e Fabbriche di Vallico; le location del film infatti comprendono la Grotta del vento, Il Ponte della Dogana, il paesaggio di Fornovolasco, la Fortezza ecc.

Per il trentennale del film (distribuito nel 1988) liberamente tratto dal Faust di Wolfang Goethe, insieme alla fondazione Ricci Onlus al cui Presidente Arch Cristiana Ricci vanno i ringraziamenti del sindaco Giannini è stato preparato un evento presso il famoso complesso I Romiti, borgo del 1100 sapientemente restaurato e già apprezzata location per diversi matrimoni internazionali. Dopo la presentazione del regista è stato proiettato il film Mefisto Funk, apprezzato dai numerosi presenti. Al termine il sindaco Michele Giannini ha conferito la cittadinanza onoraria del comune di Fabbriche di Vergemoli a Marco Poma, visibilmente emozionato per l’onorificenza concessa.

Si è parte di una comunità perchè vi si nasce o vi si viene ad abitare, ma si è parte di una comunità anche quando si rende questa comunità al suo esterno, apprezzandola – specifica il sindaco Giannini – In questo senso il regista Poma ha reso famoso il territorio di Fabbriche di Vallico e Vergemoli, ovvero Fabbriche di Vergemoli molto prima che noi li fondessimo sotto il profilo amministrativo.

Per questo ci siamo sentiti di conferire a Marco Poma la cittadinanza onoraria, la prima di questo comune, per l’importanza della sua opera sia sotto il profilo cinematografico sia per la lungimiranza nel vedere unito questo territorio trent’anni prima. Come amministratori siamo arrivati in ritardo – conclude Michele Giannini – ma ci fa piacere essere arrivati”.

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