Le memorie della Grande Guerra nel comune di Barga (seconda parte)

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Continuiamo il nostro percorso alla riscoperta delle memorie della Grande Guerra che ancora oggi si possono vedere nei vari paesi del Comune di Barga. In quest’articolo si prendono in veloce esame cinque ricordi, iniziando con Renaio, poi Sommocolonia, Tiglio, Castelvecchio Pascoli e San Pietro in Campo.

Prima di andare a leggere i contenuti viene spontaneo rilevare che, se non tutte, alcune memorie hanno subito nel tempo un certo deterioramento e queste avrebbero bisogno di una rivisitazione, magari nelle incise scritte, le quali hanno perso il loro colore per evidenziarle.

 

Renaio: Lapide di marmo.

Qui i nomi ricordati e onorati sono 8. La lapide, con fregi, è alla Chiesa di San Paolino, entrando nel loggiato che sta in fronte a essa, sul muro di facciata a sinistra. La lapide è priva della data dell’apposizione. Il ricordo è introdotto dalle seguenti parole:

“1915 -1918 – Il popolo di Renaio ai suoi Figli Caduti per la Patria”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sommocolonia: Tempietto di pietra serena.

Qui i nomi ricordati e onorati sono 20. La lapide è all’interno di una sorta di tempietto in pietra serena con fregi ornamentali, che si mostra di fianco al romanico campanile della chiesa dedicata a San Frediano. In alto, nel semitondo che chiude il tempietto, sotto il suo tetto, possiamo vedere un affresco, ormai deteriorato, che raffigura un soldato a torso nudo colpito al petto che alza le braccia al cielo. Dicono le parole della lapide:

“Guerra MCMXV – MCMXVIII – Sommocolonia ai suoi Morti – Anno MCMXXIV”.

(A questa lapide, nella parte del tempietto che raffigura una sotto mensa d’altare, altra lapide ricorda i Caduti del Paese nel secondo conflitto mondiale.)

 

Tiglio: Due lapidi di Marmo.

Le due lapidi sono poste sotto il grande loggiato antistante all’ingresso alla chiesa di San Giusto, in antico dell’Annunziata di Tiglio, e all’altro accesso che porta al campanile.

 

  1. a) Una lapide di marmo bianco, con fregi artistici:

Ricorda i 16 Caduti della Parrocchia di Tiglio, introdotta con le seguenti parole:

Il Popolo di Tiglio ricorda ai posteri gli

eroici Soldati di questa Parrocchia Caduti

nella Grande Guerra per la gloria d’Italia”.

In basso, sotto i nomi, segue con: “Tiglio 25 aprile 1920”.

Alla base della lapide “1915 – 1918”.

 

 

 

 

  1. b) La seconda lapide di marmo recita:

Nell’anno 1920

furono celebrate

solennissime feste

nei giorni 15 – 16 – 17 – 18 aprile

per l’incolumità

dei Reduci della Grande Guerra

e i miracolosi simulacri

della Vergine Annunziata

dopo 74 anni e dell’Arcangelo dopo 174

furono rimossi dal loro altare

e posti in venerazione

in mezzo di chiesa essendo parroco

Don Filemone Bianchini

il Paese

questo ricordo pose.

 

Castelvecchio Pascoli: il Monumento Nomellini, eseguito per tomba di Giovanni Pascoli, poi Monumento ai Caduti.

Il monumento è posto sulla piazzetta della chiesa di San Niccolò, che sta sul colle dei Caproni, vicino al giardino di Casa Pascoli e ricorda 4 Caduti di Castelvecchio.

Fu ideato da Plinio Nomellini e realizzato dal Marmista di Pietrasanta Alfredo Bottari. Nell’arca sorretta da quattro colonne, avrebbe dovuto trovare l’eterno riposo, la salma di Giovanni Pascoli, morto a Bologna il 6 aprile 1912. Idea non condivisa dalla sorella del Poeta Maria Pascoli che invece volle il fratello nella chiesina della sua casa, dove ancora oggi riposa nel sarcofago scolpito da Leonardo Bistolfi (1920).

Il monumento di notevoli dimensioni è di marmo, composto di un piedistallo per cui posano quattro colonne con capitelli scolpiti in stile bizantino, sopra di ciò un’arca che ha fregi di fogliami che la disegnano.

Sul piedistallo si legge:

Quest’ara

che Plinio Nomellini ideò

Castelvecchio Pascoli inalza oggi

28 marzo 1921

a glorificare i suoi morti per la patria

Silvio Fontana, Pietro Biagi, Luigi Conti, Luigi Rocchiccioli

e tutti gli eroi di Barga

e tutti i martiri d’Italia

monito ai vivi

di

fede sacrificio libertà onore.

 A seguire un brano di Virgilio:  

….. Egregias animas quae sanguine nobis

hanc patriam peperere suo, decorate supremis

muneribus …..

Virg. Aen. XI, 24 – 26. Antonio Garfagnini donatore.

  

 

 

 

 

 

San Pietro in Campo: Lapide di marmo.

Nella parte finale della chiesa parrocchiale di San Pietro, sulla sinistra, in una sorta di Parco della Rimembranza, stanno due lapidi di marmo affiancate e di simili dimensioni; una con i nomi dei Caduti Militari e Civili nella Seconda Guerra Mondiale, mentre, nell’altra sono scritti e onorati i 13 Caduti nella Prima Guerra Mondiale, sovrastati da due uguali fregi religiosi con la gloria di lauro e alloro.

La lapide con i Caduti della Prima Guerra Mondiale così è introdotta:

Ai Caduti

di San Pietro in Campo

nella Gran Guerrra

1915 – 1918.

Dopo i nomi dei Caduti, sul fondo è scritto:

Donava questo parco

di rimembranza

Giuseppe Pieroni fu Enrico.

Al tutto segue la data del ricordo:

Anno – VII – 1929.

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