L’Ufficio postale di Fornaci, i disagi, le file e la rassegnazione degli utenti…

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Caro Sindaco, cari amici fornacini,
vivo da anni in Svizzera ma, come molti di voi sanno, rientro abbastanza spesso a Fornaci dove ho tanti legami affettivi. Ebbene, da diverso tempo – sia per commenti di familiari, parenti, amici e conoscenti, che per mia esperienza personale – è diventato impossibile riuscire a sbrigare, in tempi sopportabili, qualsiasi servizio si necessiti dal locale Ufficio postale.
Infatti, in qualsiasi giorno ed ora ci si rechi a questo Ufficio (peraltro mi si dice che non sia l’unico di Poste Italiane), bisogna armarsi di una inimmaginabile pazienza prima di essere serviti e non certamente per colpa del personale addetto che, personalmente, ho trovato molto competente, disponibile e cortese. No, i tempi di attesa sono insopportabili (anche più di un’ora!) e comportano una gran perdita di tempo (specialmente per coloro che lavorano) poiché il personale addetto agli sportelli è semplicemente insufficiente rispetto al numero di clienti che deve servire. Anche perché, ormai, le Poste Italiane sbrigano pure servizi di carattere bancario e di altro vario genere.
Oltretutto non si comprende perché i numerosi utenti dell’ufficio postale, nella lunga attesa del loro turno, non debbano disporre di un numero (tipo bancone del Supermercato) per sapere quale sia il loro turno e non debbono avere a disposizione una sala d’attesa con uno spazio adeguato e dotata di sedie in numero sufficiente, specie per le persone più anziane. Invece chi entra all’Ufficio postale di Fornaci si ritrova in un locale ristretto in mezzo ad una folla – avendo l’accortezza di domandare subito chi sia l’ultimo cliente prima di lui per sapere quale sia il suo turno – e con poche sedie a disposizione. Clienti/utenti spesso imbufaliti, ma per lo più rassegnati per non esser riusciti a far migliorare il servizio nonostante le loro lamentele che da tempo muovono al personale dell’Ufficio.
Ecco, quello che più dà fastidio e non è accettabile è proprio la rassegnazione verso un disservizio – che, peraltro, tutti gli utenti pagano – da parte di un’azienda come Poste Italiane che, ancora, appartiene allo Stato e che, per di più, opera in regime di monopolio per molti dei suoi servizi. È possibile che l’Amministrazione comunale ed una rete associativa come “Fornaci 2.0” non riescano a far porre fine a questo disservizio pubblico magari anche attraverso energiche iniziative pubbliche di protesta?
Va bene che nella vita ci si abitua a tutto e che, pure nella quotidianità di Fornaci, ci possono essere questioni irrisolte ancora più gravi, tuttavia…
Grazie per l’attenzione e, con la speranza che questa incredibile situazione possa essere finalmente risolta, invio i miei più cordiali saluti.

Dino Nardi, Zurigo

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