Castelnuovo: Folco Quilici presenta il volume “Garfagnana, una terra dalle origini lontane dove il tempo scorre piano”

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Importante presentazione, venerdì 29 novembre, al Teatro Alfieri di Castelnuovo del libro “Garfagnana, una terra dalle origini lontane dove il tempo scorre piano” realizzato da Feliciano Ravera e Gabriele Caproni. Il volume, edito da Maria Pacini Fazzi e realizzato con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del suo presidente Arturo Lattanzi (che ha fortemente voluto l’iniziativa) sarà presentato dal famoso documentarista Folco Quilici. A fare gli onori di casa il sindaco di Castelnuovo, Gaddo Gaddi, il presidente dell’Unione dei Comuni della Garfagnana, Mario Puppa.

Il libro è un viaggio in una terra magica e affascinante. “Un cammino- spiega Francesca Fazzi-che segue il corso del Serchio e tocca tutti i comuni della Garfagnana, segnalando luoghi, edifici e percezioni, dove la figura umana scompare per dare spazio al paesaggio e dove l’intervento dell’uomo si rivela solo nella presenza di manufatti, che appaiono come un naturale prolungamento della natura, armonici a essa nei colori e nelle forme. Il libro, infatti, presenta spaccati fortemente evocativi, mai casuali, ora ampi e panoramici, ora più raccolti e intimi, mentre l’idea del tempo che scorre lentamente è perfettamente percettibile sfogliando le pagine del volume, che quasi ti chiedono di essere lette e guardate con la calma e la quiete che solo certe visuali possono ispirare”.

Per l’occasione abbiamo intervistato Gabriele Caproni le cui foto vi proponiamo in esclusiva (grazie alla gentile concessione dell’editore).
Caproni, nato a Lucca nel 1966, dal 1988 fa parte del Circolo Fotocine Garfagnana, di cui ha ricoperto la carica di vice-presidente fino al 2012. Insieme a Gianni Berengo Gardin, Piergiorgio Branzi ha fatto parte del Gruppo Fotografico Leica. Dal 2009 è socio fondatore e Presidente dell’Associazione Italiana Fotografia Sociale. Docente di corsi di fotografia, ha vinto diversi concorsi nazionali nella sezione reportage, alcune sue mostre fanno parte del Circuito Mostre Fiaf. Ha vari volumi fotografici tra cui: “Il Violino” (2003), “I giorni di Barga” (2007), “Accanto a te” (2011).

Caproni, come è nato questo libro?
“L’idea del libro è nata con una delle prime fotografie panoramiche da me realizzata: quella all’Oratorio sul lago di Pontecosi. Da qui il pensiero di rappresentare la Garfagnana con vedute ampie, dando nel contempo l’impressione al lettore di trovarsi immerso nel paesaggio e nei borghi”.

Come si è evoluta l’idea del libro?
“Dopo le prime immagini nate dal puro gusto di realizzarle è nato il desiderio di raccoglierle in un volume che avesse proprio uno sviluppo panoramico su tre pagine: un sogno che si è realizzato. Ho presentato il progetto alla casa editrice Maria Pacini Fazzi nella persona di Francesca Fazzi che lo ha subito appoggiato, incoraggiandomi ad andare avanti. Si è voluto dare la stessa importanza a tutti i sedici comuni della Garfagnana, da qui è iniziata un’esplorazione del terriorio, peraltro già ben conosciuto, alla ricerca di luoghi/ambienti che ne permettessero un’equa rappresentazione. Per ogni comune dovevo trovare circa 3 fotografie panoramiche e 5/6 fotografie in formato 24×36”.

Come ha deciso di lavorare?
“Girovagando per la Garfagnana guardavo, cercavo, visitavo i paesini a piedi, per poi tornare a casa e scegliere quale “figurina” potevo “attaccare” sul mio album ideale, e figurina dopo figurina si è formato il libro. Mai definitivo, ogni volta un’immagine poteva sostituire un’altra. L’ultima l’ho scattata addirittura due mesi fa. Dopo la struttura di base il libro è stato raffinato, cesellando ogni foto. Successivamente Feliciano Ravera ha connotato immagine per immagine, dando al libro quello spessore culturale che le sole immagini per loro natura non avrebbero potuto esprimere”.

Come ha scelto i soggetti da raffigurare?
“Partendo dal presupposto che ogni angolo della Garfagnana meriterebbe di essere fotografato, tuttavia, ho dovuto fare una scelta: mi sono concentrato sui paesaggi naturali e sui segni che l’uomo ha lasciato sul territorio: ogni arco, chiesa, fontana racconta la storia delle persone che hanno vissuto prima di noi nella nostra valle, in armonia e rispetto dell’ambiente. Ho cercato di inserire fotografie che invogliassero il lettore a visitare la Garfagnana. La nostra è una valle piena di suggestioni e di percorsi che uno dopo l’altro guidano alla scoperta di un bellissimo mondo che tuttora cerca di resistere alla cementificazione selvaggia, basta cercarlo e volerlo vedere”.

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