Ecco la truffa dello specchietto, due arresti a Porcari

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Chi l’ha vissuta sa come funziona. Un colpo secco alla lamiera della propria auto, un tizio che s’avvicina arrabbiato: «mi hai rotto lo specchietto» poi arriva la richiesta: per evitare di coinvolgere l’assicurazione e fermare i salti di categoria che comportano aumenti del premio, la cosa si può risolvere in modo amichevole. La truffa dello specchietto rotto è un raggiro tornato recentemente di moda di chi cerca di farsi risarcire in contanti e “al volo” per un finto danno, causato – secondo il truffatore di turno – da una condotta scorretta dell’ignara ed ingenua “vittima”. La sceneggiata avviene quasi sempre su strade trafficate ed il via lo si ha con un lieve colpo alla carrozzeria senza visibili conseguenze. Ma ecco che spunta il furbacchione: una macchina dietro di noi spara colpi di abbaglianti con l’intento di farci accostare.

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Nel caso l’invito fosse accolto, scatta la truffa vera e propria. Altra variante dello stesso raggiro, ma più macabra, è stata recentemente segnalata dalle forze dell’ordine e riguarda il ferimento del “truffatore” che cammina su un lato della carreggiata sprovvisto di area per pedoni, nonostante la presenza di un largo marciapiede sulla parte opposta. In tal caso, dopo il colpo alla vettura, il truffatore mostrerebbe addirittura ferite sanguinanti (provocate in precedenza) su mani o braccia e gli eventuali segni di sangue sulla carrozzeria a testimonianza della propria sincerità.

Proprio ieri ad Altopascio, in via Bientina, si è verificato un tentativo di truffa ai danni di una 67enne. Una macchina di piccole dimensioni si è avvicinata all’auto condotta dalla signora, e dopo una finta botta, i due occupanti hanno cercato di farsi consegnare una somma di denaro. Vista la ferma reazione della vittima, che ha fatto intendere di chiamare le forze dell’ordine, uno degli autori ha dichiarato di essere un parente di un fantomatico capitano. I due hanno quindi seguito la donna, fino a che questa non ha chiamato il 112 e dato la descrizione dell’auto. Una pattuglia di motociclisti della Radiomobile ha quindi intercettato l’auto, una seicento nuovo modello, nei pressi di Porcari. I due sono stati accompagnati in caserma dove sono stati riconosciuti come coloro che poco prima avevano tentato la truffa: sono quindi scattate le manette. Per i due,  Marco Abbruzzese, 33 enne di Pagani (Salerno) e Mario Bruzzese, 27 enne di Torre Annunziata (Napoli), entrambi disoccupati e con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, l’accusa è di tentata truffa e oggi saranno processati per direttissima. Per loro ci sarà anche la proposta per il foglio di via obbligatorio dai comuni di Altopascio e Montecarlo per la durata di anni 3.

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