Il magico presepe vivente di Barga

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La proliferazione nel corso degli anni di manifestazioni del genere in tutta la Valle del Serchio ha forse limitato un po’ la presenza di visitatori al Presepe Vivente di Barga (la sera dell’antivigilia di Natale il 23 dicembre), che è la rappresentazione del genere più antica di tutta la vallata, ma non certo è cambiato il fascino di questa iniziativa che quest’anno si è peraltro presentata con una “veste nuova”. Nel senso che è stato cambiato e “concentrato” il percorso che ha portato alla scoperta di angoli e carraie del centro storico nuovi e suggestivi. Il tutto per regalare ancora più fascino al nostro presepe vivente.
Dicevamo dei visitatori. Non sono stati sicuramente ai livelli delle prime edizioni del presepe, alla fine degli anni ’80, ma sono stati comunque tanti. Venuti anche da fuori provincia per vivere per un momento all’interno di un grande presepe, animato da tanti mestieri di un tempo.
L’organizzazione, a cura del coordinatore Enrico Cosimini con il rinforzo dell’assessorato al turismo retto da Gabriele Giovannetti, ha funzionato alla perfezione.
Tanti antichi mestieri sono tornati a rivivere nell’antico castello di Barga dove a metà di un a serata non fredda e sicuramente piacevole, è passata la sacra famiglia che poi ha raggiunto il luogo della natività, come al solito sull’aringo del Duomo.
Dal campanile del Duomo di Barga è partito allora il razzo che rappresentava la stella cometa; il segnale per richiamare ad adorare Gesù Bambino i Re Magi ed insieme tutti i figuranti e tantissima gente.
E’ stata una bella serata, piena di magia e suggestioni. Una edizione, quella del 2008, da incorniciare e da ricordare.

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