Una nuova e importante donazione arricchisce il patrimonio librario della Fondazione Ricci di Barga : completata l’inventariazione del Fondo Tognarelli

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BARGA – Si è conclusa l’inventariazione del Fondo Tognarelli, un’importante raccolta libraria e documentaria donata alla Fondazione Ricci di Barga da Cristian Tognarelli, collezionista e profondo conoscitore dell’opera del maestro Umberto Vittorini, al quale ha dedicato negli anni una particolare attenzione, diventando uno dei maggiori esperti della sua produzione artistica, tanto da realizzare a Barga nel 2023 una mostra permanente dedicata a Umberto Vittorini, assumendone direttamente la gestione e contribuendo così alla valorizzazione e alla conoscenza dell’opera dell’artista.

Accanto a questo interesse, Tognarelli ha da sempre coltivato una significativa attività di ricerca e collezionismo di libri, documenti e pubblicazioni dedicate alla storia di Barga e della Valle del Serchio. Proprio da questa passione è nata la scelta di affidare alla Fondazione Ricci un cospicuo nucleo della propria raccolta, riconoscendole il ruolo di istituzione impegnata nella conservazione e nella valorizzazione della memoria storica e culturale del territorio.

Il completamento dell’inventariazione, realizzata dal dott. Leonardo Umberto Conti Marchetti per la Fondazione Ricci, consente oggi di restituire un quadro preciso della consistenza e dell’importanza della donazione.

Il Fondo Tognarelli comprende complessivamente 153 unità inventariali, di cui 147 testi a stampa e 6 manoscritti. Le opere datate coprono un arco cronologico straordinariamente ampio, dal 1568 al 2014, attraversando quasi quattro secoli e mezzo di storia libraria e documentaria.

Benché il nucleo quantitativamente più consistente appartenga all’Ottocento e al Novecento, la composizione del fondo contiene 5 opere del XVI secolo, 5 del XVII, 12 del XVIII. Particolare rilievo assumono le cinque edizioni cinquecentesche, tutte legate direttamente o indirettamente alla figura di Pietro Angeli da Barga, il Bargeo. La più antica opera datata dell’intera donazione è l’edizione fiorentina dei Petri Angelii Bargaei Poemata omnia, stampata nel 1568. Seguono l’Oratione funerale pronunciata da Pietro Angeli per Cosimo de’ Medici del 1574; le Poesie toscane di Mario Colonna e Pietro Angeli, comprendenti la traduzione dell’Edipo tiranno di Sofocle del 1589; la Syrias di Pietro Angeli, pubblicata nel 1591 e, infine, l’orazione di Francesco Sanleolini Delle lodi di Piero degli Angioli di Barga, uscita a Firenze nel 1597. Nel complesso sono otto le unità direttamente riconducibili a Pietro Angeli o dedicate alla sua figura e alle sue opere. Accanto alle cinquecentine figurano, fra l’altro, L’uccellagione di Pietro Angelio Bargeo volgarizzata, il De Bello Senensi e La Guerra di Siena e la vita di Pietro Angeli Bargeo: un nucleo particolarmente coerente con la storia culturale di Barga e con gli interessi di studio della Fondazione. Il fondo conserva inoltre cinque edizioni seicentesche. Fra queste merita particolare attenzione la Fabbrica del parlare e chiave delle lingue di Michele Giannetti da Barga, stampata a Firenze nel 1651, opera di interesse per la storia della grammatica e della riflessione linguistica seicentesca. Una componente di particolare interesse è rappresentata dai 6 manoscritti. Quattro sono riconducibili alla famiglia Bertacchi e affrontano materie diverse: la Gnomonica Grafica di Franco Bertacchi, datata 1796; le Osservazioni e Aggiunte all’Istoria naturale del Signor di Buffon di Francesco Luigi Bertacchi; L’Arte Numismatica. Parte III e Il Blasone, o sia L’Arte Araldica, entrambe datate 1772. A questi si aggiungono le Notizie tratte dalla storia della Garfagnana di Pellegrino Paolucci e il Libro delle Memorie della Casa e Famiglia del Sergente Bartolomeo Castellari di Castelnuovo di Garfagnana, manoscritto del 1785. Il carattere più evidente della donazione è il suo forte legame con Barga, la Garfagnana e il territorio lucchese. Si tratta di più di 80 unità riferibili direttamente a Barga, alla Garfagnana, a Lucca o ai principali centri e luoghi del territorio. La raccolta documenta così storia locale, istituzioni civili e religiose, viabilità, ferrovie, amministrazione pubblica, vita economica e sociale, arte, architettura religiosa, tradizioni e memoria delle comunità. All’interno di questo insieme si distinguono alcuni nuclei tematici e biografici. Undici unità riguardano direttamente Antonio Mordini, la sua attività politica, la partecipazione al Risorgimento, il periodo siciliano, le commemorazioni e la memoria pubblica della sua figura. Sono presenti, inoltre, materiali relativi alla famiglia Raffaelli, opere sulla storia della Garfagnana e dei suoi comuni, studi sulle fortificazioni e sulle pievi, pubblicazioni riguardanti Gallicano, Molazzana, Vergemoli, Castelnuovo di Garfagnana e altri centri della valle. Altre unità trattano invece di Giovanni Pascoli o la memoria pascoliana a Barga e Castelvecchio. Un altro nucleo riguarda le vie di comunicazione e, in particolare, la storia ferroviaria del territorio. Vi figurano pubblicazioni ottocentesche e novecentesche sulla ferrovia Lucca-Aulla e sui collegamenti tra Lucca, Modena e la Garfagnana, compresa una pianta del 1851 tratta dal progetto di Giovanni Antonelli. Non mancano testi sull’agricoltura, la coltivazione delle patate e della vite, l’allevamento, le risorse della montagna, la geologia e la sismicità; sono inoltre presenti pubblicazioni religiose e devozionali, statuti e regolamenti, opuscoli celebrativi e d’occasione, testi poetici, materiali scolastici e documenti relativi alla storia amministrativa e civile della Toscana. Merita attenzione anche la presenza di numerose pubblicazioni prodotte direttamente nel territorio, comprese opere stampate a Barga e a Castelnuovo di Garfagnana, testimonianza dell’attività tipografica locale fra Otto e Novecento. Fra i nomi ricorrenti compare la Tipografia Groppi di Barga, alla quale si devono diversi opuscoli e pubblicazioni conservati nel fondo. Complessivamente il Fondo Tognarelli costituisce una raccolta fortemente caratterizzata dal rapporto con la storia di Barga e della Garfagnana.

Con il completamento dell’inventariazione, tutte le 153 unità del Fondo Tognarelli sono state identificate, descritte, collocate e registrate nell’inventario generale della Fondazione, entrando così a far parte di un patrimonio ordinato e consultabile per future attività di studio e ricerca.

L’elenco completo dei titoli che compongono il fondo è a disposizione degli studiosi e dei ricercatori interessati, che potranno consultarlo presso la sede della Fondazione Ricci, previo appuntamento, il martedì mattina, dalle ore 9.30 alle 13.30.

“Questa donazione – spiega la Presidente arch. Cristiana Ricci – rappresenta un’acquisizione di particolare valore per la Fondazione Ricci, non soltanto per la presenza di edizioni antiche e manoscritti di interesse storico, ma soprattutto per la ricchezza delle testimonianze che restituiscono la storia e l’identità di Barga e della Valle del Serchio. Questa nuova acquisizione si inserisce in un percorso che la Fondazione Ricci sta portando avanti da tempo, consolidando il proprio ruolo di istituzione di riferimento per la conservazione e la valorizzazione della memoria storica e culturale del territorio. Un patrimonio che si arricchisce anche grazie alla fiducia di privati e famiglie che scelgono di affidare alla Fondazione raccolte librarie, documentarie e fotografiche, affinché possano essere conservate, studiate e trasmesse alle generazioni future. In questa prospettiva si colloca anche il Fondo fotografico Pietro Rigali, importante raccolta di circa 40.000 materiali fotografici donata alla Fondazione Ricci e attualmente oggetto di un articolato lavoro di inventariazione e valorizzazione. Due nuclei documentari diversi per natura e contenuti, ma accomunati dal loro profondo legame con la storia e l’identità della Valle del Serchio”.

La Fondazione Ricci si configura così sempre più come depositaria di importanti raccolte private che, attraverso il gesto della donazione, cessano di essere patrimonio individuale per diventare bene culturale condiviso, accessibile alla ricerca e alla conoscenza collettiva.

La Fondazione Ricci esprime a Cristian Tognarelli la propria sincera gratitudine per aver scelto di affidarle questa raccolta, un gesto di generosità e di fiducia che contribuisce concretamente ad accrescere il patrimonio culturale a disposizione della comunità e delle future generazioni.

Conservare queste testimonianze significa custodire la memoria di un territorio, ma anche renderla viva, accessibile e capace di generare nuove conoscenze. È in questa responsabilità che la Fondazione Ricci riconosce una parte fondamentale della propria missione.

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