Tempo di “Flos Vineae” a Casa Pascoli

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CASTELVECCHIO PASCOLI – Tempo di vendemmia a Casa Pascoli, una vendemmia speciale, oseremmo dire… poetica perché qui si vendemmia per arrivare alla produzione del “Flos Vineae” (fior di vigna) come chiamò il suo vino Giovanni Pascoli. Viene prodotto solo per uso interno, ma in poco più di dieci anni, da quando si è deciso di recuperare le vigne di Casa Pascoli, si è passati da poche damigiane a più di dieci tra rosso e bianco, con una produzione che negli anni buoni arriva  a circa 700 bottiglie ed un totale di oltre 6 quintali di uva raccolta, anche di più.

Quest’anno sembra proprio uno degli anni buoni. Che segue invece un annus horribilis, ovvero il 2025 quando la vendemmia non venne effettuate sia per il perdurare del brutto tempo che danneggiò le viti insieme ad altri fattori come la peronospora che avevano rovinato l’uva anzitempo. L’uva di quest’anno era invece particolarmente bella come ci racconta la presidente della Fodnazione Pascoli Maria Bruna Caproni ed anche in quantità le cose sono andate bene; ci sono insomma tutti i buoni auspici per una buona annata.

Stamani è stata la vendemmia del rosso (Merlot e  Ciliegiolo), le componenti del Flos Vineae, mentre l’altra settimana era stata vendemmiata l’Albana, la qualità di uva bianca donata a Castelvecchio dal comune di San Mauro Pascoli.

Il progetto vede il fattivo e prezioso lavoro di un piccolo gruppo di contadini volontari del Pascoli (tra questi Alberto Ferrari, Maurizio Lucchesi, Lino Biagioni, Gianfranco Petruzzi, Claudia Bilia, Maria Bruna Caproni, Adelina Puppa, Fosco Bertoli), che curano la vigna tutto l’anno, assicurando l’esistenza della vigna di Giovanni Pascoli che fa bella mostra di sé proprio nel giardino della casa che fu di Giovanni e Mariù Pascoli sul colle di Caprona a Castelvecchio Pascoli.

L’obiettivo da anni è quello di continuare la tradizione e la produzione del  Flos Vineae ed quest’anno, dopo un’annata difficile, si è tornati a cogliere l’obiettivo che già nel 2024 era stato in parte rimaneggiato proprio dalla peronospora che aveva ridotto la produzione del 50%. C’è quindi grande soddisfazione tra i vignaioli di Casa Pascoli.

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