Castagne, Onesti: “Non so che aspettarmi da questa stagione, ma va valorizzato il lavoro di chi sta dietro alla raccolta delle castagne”

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BARGA – A riflettere in questi giorni sulla ormai imminente stagione delle castagne è anche l’assessore alla montagna del comune di Barga, Pietro Onesti.  Non è del tutto convinto, Onesti, che la prossima stagione possa essere ricca di castagne come ci si aspetta.

 “Non so che aspettarmi da questa stagione. Secondo me è mancato il giusto apporto di piogge e questo potrebbe aver compromesso non tanto la produzione, quanto la resa delle castagne. Non mi stupirei se ci fosse un calo nella produzione, ma ovviamente la speranza è che non sia così è che il raccolto sia buono e la qualità pure.

Un altro problema qui da noi, comunque è che ormai non mancano tanto le castagne, ma chi le raccoglie, un numero sempre più esiguo purtroppo”.

Onesti si sofferma anche sui castanicoltura del territorio barghigiano e sulla produzione di farina di castagne (per il barghigiano  la produzione si concentra in particolare in val di Vaiana, ma anche nella zona di Pegnana, di Carpinecchio e di Renaio e di Tiglio):

“Dietro ogni chilo di farina che si produce di certo c’è quindi una filiera tutta la valorizzare. C’è il grande lavoro, la passione di persone che meritano  tutta la nostra stima ed anche il nostro appoggio. Una volta i metati erano decine e decine; ora sono pochi e la loro attività è quindi ancora più importante e va salvaguardata”

In effetti nella montagna barghigiana ormai i metati attivi, quelli dove si mettono ad essiccare le castagne per 40 giorni sono pochi. Nella sola montagna barghigiana, da Valdivaiana, fino a Carpinecchio, per poi arrivare a Pegnana ed a loc. Il Bosco, i metati attivi sono forse non più di cinque e sono divenuti quasi il centro di piccole comunità montane locali, localissime, su cui confluiscono per l’essicazione le raccolte della gente di quel territorio. Le castagne frutto dle lavoro di raccolta di diverse persone, poi conteggiate con le tradizionali misure che servono alla fine anche per spartire la farina che verrà prodotta. Così avviene a Pegnana, così avviene in valdivaiana e così avviene in altre zone della montagna

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