Nuova gestione del 118, due parole con il Governatore della Misericordia del Barghigiano

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Dal primo gennaio scorso l’ASL 2 di Lucca è confluita, assieme alle Asl di Massa Carrara, Pisa, Livorno e Viareggio nell’Azienda USL “Toscana Nord Ovest”. Alla luce di questa fusione, ampiamente annunciata e realizzata in virtù della sempre più inseguita razionalizzazione dei costi, anche il servizio di emergenza 118 ha visto accorpare le centrali operative che punteggiavano il territorio.

Ultima ad entrare nella rete, il 19 gennaio scorso, l’area della Valle del Serchio e della Garfagnana, la più difficile da gestire poiché costituita da piccoli centri e svariate località disseminate su un territorio collinare e montuoso.

Un primo effetto dell’accorpamento del servizio di 118 in un’unica centrale operativa situata in Versilia è stato il cambiamento di modalità per contattare la guardia medica, per rivolgersi alla quale non si dovrà più comporre il numero di emergenza ma digitare un numero apposito, diverso per tutti i comuni.

Questo ha fatto storcere il naso a molti e sollevato qualche polemica, anche se ancor più stigmatizzato è stato il fatto che, nei giorni immediatamente seguenti all’entrata in vigore del nuovo assetto, si siano verificate delle criticità nel servizio di 118, riguardo al quale sono stati riportati casi in cui l’ambulanza, seguendo le informazioni date dalla centrale della Versilia, ha avuto difficoltà a raggiungere il posto giusto.

Per questo abbiamo voluto parlare con il governatore della Misericordia del Barghigiano Maria Carla Andreozzi, al fine di capire cosa sia cambiato – nel servizio di emergenza-urgenza – con l’accorpamento delle ASL.

Per quanto riguarda gli utenti, non è cambiato niente – ha dichiarato Andreozzi – semplicemente è stato ri-diviso, come già era un tempo, il numero per le emergenze e quello per contattare la guardia medica, reperibile nelle fasce orarie in cui non lavorano i medici di famiglia”.

Questo si è reso necessario perché, essendosi ingrandita l’area di competenza della centrale operativa del 118, gli operatori si sarebbero trovati a dover smistare un enorme numero di richieste tra “urgenze” e richieste meno urgenti. Prima era la centrale del 118 a fare da tramite, in questo modo si chiede invece all’utente di fare da solo una prima selezione, componendo il numero 118 solo se si tratta di una vera emergenza. Resta la scocciatura di dover comporre un numero ben più complesso delle tre cifre che ormai tutti abbiamo a mente ma se così deve essere… transeat.

Siamo invece in piena fase di rodaggio per quanto riguarda la nuova gestione del 118 – ammette Andreozzi – e come in tutte le fasi di transizione possono verificarsi problemi, sinora risoltisi senza strascichi. Adesso gestisce tutto la centrale della Versilia che raccoglie la richiesta e la trasmette localmente, comunicando agli operatori dell’ambulanza il luogo esatto dove recarsi. Prima, c’era un contato diretto tra ambulanza e pazienti, ma questo non è più possibile perché le conversazioni, per legge, devono essere registrate, cosa che è possibile solo passando attraverso la centrale operativa.”

E se la centrale operativa è stata unificata, significa anche che si può perdere qualche colpo, considerando pure il fatto che per il momento non vi è in servizio nessun operatore proveniente dalla Valle del Serchio e della Garfagnana, magari più pratico nel capire dove si trovi questa località o quel gruppo di case.

“Sì, così sembra più problematico – ammette il Governatore – ma ovviamente è una cosa su cui non abbiamo potuto decidere e quindi conviene impegnarsi affinché il sistema venga messo a punto. C’è grande impegno non solo tra i volontari ma anche ai vertici della nuova centrale 118, dove avvengono confronti frequenti al fine di superare con successo questa fase di transizione”.

Insomma da Fornaci, sede della Misericordia del Barghigiano che assieme alle misericordie di Borgo, Castelnuovo e Piazza al Serchio gestiscono il servizio di emergenza in Valle del Serchio, c’è un cauto ottimismo dato dalla consapevolezza che si è in mezzo ad una fase di transizione: “Si potrà parlare della reale efficacia del nuovo sistema solo quando sarà a regime, inizialmente è inevitabile che ci siano disguidi”.

“Ma – ci dice ancora Andreozzi – da parte nostra c’è grande disponibilità per risolvere i problemi che si presenteranno.”

E, data l’aria che tira, tra continui tagli e accorpamenti, Andreozzi lancia un invito che è quasi un monito: “Cerchiamo di tenerci stretto questo servizio senza demolirlo, poiché difficilmente quando si perde qualcosa, in questi ambiti, poi, è possibile riottenerlo.”

Dunque, in estrema sintesi: sì, il nuovo modo di gestire il 118 ha bisogno di ancora un po’ di tempo per assestarsi ma, cittadini, non temete: c’è la ferma volontà, tra tutti i coinvolti, di mettere a punto il modo di lavorare ed evitare possibili futuri errori nella localizzazione delle richieste di soccorso. Certo, il nuovo centralino accorpato avrà ridotto costi e personale, ma ha anche tolto autonomia e competenza agli operatori già esperti. Non piangiamoci sopra, però: indietro non si torna. E se mai, le cose possono solo peggiorare.

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