Festeggiato a Tiglio e Pegnana don Giuseppe Cola nel 60° anno sacerdozio

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Domenica 20 luglio, nel pomeriggio, nonostante il tempo non promettesse niente di buono, molta gente ha sentito il desiderio di salire il colle che porta all’antica chiesa della SS. Annunziata di Tiglio Alto, dove alle 17,00 si sarebbe concelebrata la Messa nel 60° di sacerdozio di don Giuseppe Cola, storico e amatissimo parroco del borgo montanino del barghigiano.
Alla parrocchia di Tiglio-Renaio retta da don Giuseppe Cola, fanno capo quattro chiese principali disseminate sulla montagna di Barga: San Giusto e SS. Annunziata di Tiglio, San Paolino a Renaio, San Pietro a Pegnana e quella dedicata a Dio Ottimo Massimo e Sant’Antonio da Padova a Montebono.

Diversi i sacerdoti che hanno concelebrato con don Giuseppe Cola la Messa del suo 60°: mons. Egidio Crisman dell’Ospedale di Pisa, che nel lontano 1954 fu ordinato con lui sacerdote, don Stefano Serafini proposto di Barga e vicario foraneo del barghigiano e con lui don Giovanni Cartoni, poi don Antonio Pieraccini parroco di Fornaci di Barga, don Silvio Baldisseri, il parroco di Coreglia don Nando Ottaviani, don Giuseppe Napolitano parroco di Querceta, i due diaconi Luigi Moscardini, Marco Tomei e il seminarista di Mologno Cristian Bonugli. Presente alla celebrazione anche il sindaco di Barga Marco Bonini che ha voluto rendere omaggio al parroco, oltre che con le parole, anche consegnandogli in dono una riproduzione del San Cristoforo di John Bellany.

Altri gli interventi di giovani persone impegnate nell’organizzazione della festa, compiuti prima e durante la Messa – tutti sentitamente di lode e gratitudine – come altri sono stati i doni offerti a don Giuseppe in segno di ringraziamento: quattro casule offerte dagli abitanti delle già ricordate quattro chiese della parrocchia, oltre a quattro immagini di don Giuseppe da porre nelle stesse chiese. Testimonianza questa del grande affetto con cui la comunità circonda il suo don Giuseppe. Una profonda stima che ha varcato da sempre i confini della frazione di Barga, tanto da meritare il personale augurio di Papa Francesco letto tra la viva commozione di tutti i presenti.

Di seguito grande parte dei presenti, circa 170 persone, hanno raggiunto Il Piano di Pegnana, dove all’aperto si è tenuta la cena, dove non sono mancati i ripetuti richiami d’attenzione e gli applausi alla persona del festeggiato. Qui il presidente del Comitato di Pegnana ha voluto sua volta ringraziare don Giuseppe per l’opera in favore dell’edificazione della chiesa di San Pietro, anno 1978, e il buon ministero effettuato, specialmente nei confronti dei ragazzi.
Perché di tutto questo grande affetto restasse una tangibile memoria, ecco che il Comitato Parrocchiale di Tiglio-Renaio, a cura di Beatrice Balducci, Monia Bernardi, Raffaele Dinelli, Sara Pieri e Davide Togneri, ha voluto preparare per il 60° di sacerdozio del loro parroco, e presentare per l’occasione, anche un libro: Don Giuseppe Cola –Semplicità e Preghiera.
Il libro si apre con il racconto della vita di don Giuseppe Cola, fatto da lui stesso tempo addietro, dal quale stralciamo alcune righe:

Tiglio, una domenica di qualche anno fa …
Sono nato al Frascone, una piccola località affacciata sul fiume Serchio, situata tra Fornaci e Mologno, nel Comune di Barga. Mio padre si chiamava Giovanni e mia mamma Armida Giuntini. Venni alla luce il 2 febbraio 1931, ero il primo di otto figli. Dopo di me nacquero Mauro, Maria, Norma, Franco, Pierdomenico, Franca e Rosalina. La mia infanzia fu serena; eravamo una famiglia semplice, di contadini che, come altre in quei tempi, coltivavamo i campi e badavamo al bestiame …
Già prima dei sedici anni decisi di farmi prete e parlai con la famiglia della mia vocazione. I miei genitori consultarono l’allora parroco di San Pietro in Campo, don Mario Consani, che valutò la situazione e insieme pensarono di farmi incontrare il Rettore del Seminario Arcivescovile di Pisa … Il Rettore si chiamava Ezio Barbieri e naturalmente volle parlare anche con i miei genitori. Perché frequentavo la terza classe dell’Istituto Magistrale di Barga mi consigliò per prima cosa di terminare la scuola superiore. Lo trovai un saggio consiglio e decisi di seguirlo.
Finii la scuola nel 1949. L’anno successivo entrai in seminario …
Dopo quattro anni, il 27 giugno del 1954, fui ordinato presbitero e dissi il mio “Eccomi” al Signore nella cattedrale di Pisa davanti all’Arcivescovo Ugo Camozzo …
Il 29 giugno, due giorni dopo l’Ordinazione, officiai la Prima Messa nella chiesa di San Pietro in Campo, ignaro che dopo pochi anni sarei stato il parroco di quella comunità …
Durante l’Estate fui incaricato di prendere servizio nella Parrocchia di Fornaci di Barga per aiutare don Lido Ferretti …
Nel settembre del 1955 Sua Eccellenza Monsignor Ugo Camozzo mi convocò in Arcivescovado chiedendomi di assumere l’incarico come Parroco di Tiglio …”

Per il resto del racconto, tra cui l’augurio dell’Arcivescovo di Pisa mons. Paolo Giovanni Benotto, il saluto del proposto di Barga mons. Stefano Serafini, unitamente alle numerose testimonianze di diversi cittadini e colleghi di ministero, si rimanda il lettore al libro che può essere acquistato, con fini sociali, presso il Comitato organizzatore la festa a don Giuseppe Cola.

Pier Giuliano Cecchi

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