La provincia apuana come il paese di Acchiappacitrulli, presentato giallo di Paolo Giannotti

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È stato presentato durante la tappa barghigiana del “Garfagnana in Giallo” il libro di Paolo Giannotti “il paese di Acchiappacitrulli”, uscito pochi mesi fa per l’editore Italic.
Paolo Giannotti, massese adottato da Barga, insegnante di scuola media e giornalista pubblicista, si è cimentato in un lavoro che solo apparentemente ha la connotazione di un romanzo “locale” dove nomi e luoghi possono risultare familiari: le vicende del giornalista Pompilio Nardini, cronista del giornale locale della cittadina apuana di Vezza, infatti, sono una storia a se ma anche uno spaccato dell’attualità italiana e dei fatti e dei misfatti che potremmo trovare su e giù per l’Italia.

Emblematico il titolo, dedicato all’opera e più in particolare al paese fantastico ideato da Carlo Collodi nel suo Pinocchio, il quale ad Acchiappacitrulli concentra furfanti e malfattori che agiscono senza scrupoli e dove tutto viene sacrificato in nome del denaro e del profitto. Un paese dove, insomma, si riconosce benissimo l’Italia di oggi con tutte le sue nefandezze.

Dopo aver camminato una mezza giornata arrivarono a una città che aveva nome «Acchiappacitrulli.» Appena entrato in città, Pinocchio vide tutte le strade popolate di cani spelacchiati, che sbadigliavano dall’appetito, di pecore tosate, che tremavano dal freddo, di galline rimaste senza cresta e senza bargigli, che chiedevano l’elemosina d’un chicco di granturco, di grosse farfalle che non potevano più volare, perchè avevano venduto le loro bellissime ali colorite, di pavoni tutti scodati, che si vergognavano a farsi vedere, e di fagiani che zampettavano cheti cheti, rimpiangendo le loro scintillanti penne d’oro e d’argento, oramai perdute per sempre.
In mezzo a questa folla di accattoni e di poveri vergognosi, passavano di tanto in tanto alcune carrozze signorili con dentro o qualche volpe, o qualche gazza ladra, o qualche uccellaccio di rapina.

Ebbene, nella provincia in cui lo scalcagnato giornalista si trova ad indagare su un fatto di cronaca nera apparentemente ordinario, le caratteristiche del paese di Acchiappacitrulli (o di una certa Italia) vengono fuori tramite intrecci tra potere ed economia, in un giallo scorrevole e piacevole che però lascia aperte anche delle domande dalla difficile soluzione.

La presentazione barghigiana, avvenuta sabato 14 dicembre all’osteria di piazza Angelio sotto la cura del giornalista editore Andrea Giannasi, ha approfondito alcuni aspetti del volume e fatto conoscere meglio l’autore che è stato in grado, con tatto e con ironia, di svelare certe faccende amare che lasciano impotenti, non ultima il compromesso che il protagonista nel romanzo ed i cittadini nella quotidianità si trovano a dover accettare quando certi fatti sono troppo grandi e troppo complessi per essere denunciati del tutto.
Lo schivo e disincantato Pompilio Nardini sarà presto protagonista di un nuovo romanzo e di una nuova vita, dato che Paolo Giannotti è già al lavoro per una sorta di sequel che vedrà il nostro antieroe lasciare il lavoro e trasferirsi sulla costa versiliese a Forte dei Marmi, dove i russi spopolano e la genuinità, ormai, è rara.

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