“Il Duomo di Barga” presentato a Palazzo Ducale

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“Il Duomo di Barga – Storia, Arte e Spiritualità nei primi tre secoli dopo il Mille”, il bel libro realizzato dopo una conferenza sul tema organizzata dalla Polisportiva Valdilago, ha varcato i confini del Comune e sabato 29 gennaio è stato presentato anche in Provincia, della quale ha il patrocinio.Questo perché è sicuramente un prodotto culturale di buon valore; se ne deduce dai contenuti ed è stato ribadito durante la presentazione dall’assessore provinciale Mario Regoli, che ha fatto gli onori di casa ringraziando i soggetti che hanno reso possibile una ricerca così completa:
gli autori dei diversi capitoli, in primis, ma anche la Polisportiva, che, nata con intenti sportivi, a pochi anni dalla sua fondazione già ha dimostrato di sapersi impegnare anche in temi più “alti”.
Presenti all’incontro anche Giorgio Salvateci, nella duplice veste di assessore all’ambiente del nostro comune e presidente della Polisportiva; Pier Giuliano Cecchi, co-autore – che ha anche auspicato che questo possa essere solo il primo di una serie di simposi sui temi storici della nostra zona, intesa come intera Valle, davvero ricca di spunti e vicende storiche – e il professor Stefano Borsi, presente nel libro in questione con un intervento ed autore di una più ampia ricerca raccolta nel volume “Le origini di Barga ed il culto di San Cristofano”.
Ed è stato proprio il professor Borsi a definire l’incontro tenutosi quest’estate a bordo piscina ed il libro che ne è nato in seguito “un atto d’amore collettivo” per la propria terra, dove si affrontano temi noti e meno noti su un luogo fisico e simbolico ma comunque tenuto in gran conto dai barghigiani di tutte le epoche come il Duomo.
I temi trattati vanno dalla testimonianza diretta di Antonio Nardini sui restauri del 1927-1939, all’analisi di Stefano Borsi sulla presenza di un Santo patrono forse “desueto” perché proveniente dal medio oriente; dal “Simbolismo delle Sculture” di cui il duomo è ricco, considerando anche le formelle e i portali decorati, anch’esse in certi casi di sapore simbolico e di ispirazione orientale trattate da Pier Carlo Marroni; fino a “le Tracce dei Templari“ indagate da Pier Giuliano Cecchi, che potrebbero dare spiegazione ai tanti aspetti misteriosi o incongrui confronto all’architettura locale.

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