Tag: russia

- di Antonio Caproni

Festa grande a Pedona in omaggio a San Maurizio ed in ricordo degli alpini caduti in Russia

Domenica 23 Settembre 2018, per la festa di San Maurizio, giornata di importanti celebrazioni a Pedona. I paesani hanno preparato con cura un paese accogliente e pulito, imbandierato per ricevere con gioia il nuovo pievano, i parrocchiani e un folto numero di alpini. Dopo la santa messa solenne, celebrata da don Giovanni Cartoni e dal diacono Marco Tomei, con la presenza del coro interparrocchiale e dei campanari di Barga capeggiati da Enrico Cosimini, all’esterno della chiesa sono proseguite le celebrazioni di S. Maurizio, patrono di Pedona ed anche degli alpini. È stata scoperta la lapide, ristrutturata per l’occasione, corredata di foto e benedetta, dei sette alpini caduti nella guerra in Russia sul fiume Don nel Gennaio 1943. Il drammatico episodio è stato ricordato dall’assessore alla cultura, Giovanna Stefani, che ha tratteggiato con delicatezza  il periodo storico. Lorenzo Tonini ha letto una commovente lettera trovata addosso ad un alpino morto assiderato durante la ritirata, che in certi casi è stata lunga…

- di Redazione

Un “presepio in trincea”: la Misericordia di Borgo a Mozzano dedica il presepe agli Alpini caduti in Russia

BORGO A MOZZANO – “Quel Natale di 75 anni fa: un presepio in trincea” è il titolo del presepio allestito dalla Misericordia di Borgo a Mozzano all’interno della sala di Santa Elisabetta presso il convento di San Francesco. Un’opera originale e molto significativa che vuole ricordare i tanti soldati che trascorsero il Natale del 1942 sul Don e, proprio nei giorni delle feste natalizie, furono investiti dalle azioni di guerra e dalla controffensiva delle truppe russe, che portarono alla tremenda ritirata e alla disfatta della nostra Armata. Un presepio che è anche un’interessante mostra, coadiuvata da interessante materiale fotografico, video e testimonianze, in ricordo degli 80 soldati, in maggioranza alpini, del territorio comunale di Borgo a Mozzano che caddero in battaglia o furono dispersi nella gelida tormenta di neve. Tutti quei caduti e dispersi, di cui scorrono le immagini sopra la trincea del presepio, sono ricordati nel libro “Dal Serchio al Don solo andata”, scritto da Gabriele Brunini e Marcello…

- di Redazione

Kedrion sbarca in Russia

E’ stato firmato il 17 giugno in Russia, a San Pietroburgo, un accordo di joint venture tra l’azienda farmaceutica Kedrion di Barga e Nacimbio (National Immunobiological Company) del gruppo russo Rostech. Kedrion sarà impegnata nel progetto di rilancio dell’impianto di Kirov per la produzione di farmaci derivati da plasma. L’accordo è stato firmato da Nikolay Semenov, ad di Nacimbio, e Marialina Marcucci, membro del cda di Kedrion Biopharma e chairman di Sestant Internazionale, la spa che di Kedrion detiene la maggioranza. L’intesa tra le due aziende prevede che l’impianto divenga operativo nel 2019 col completamento della ristrutturazione dello stabilimento e dell’installazione dei nuovi apparati per la produzione e di tutte le attività comprese nel trasferimento di esperienza, competenze e tecnologie da Kedrion a Nacimbio. “Attualmente – ha spiegato l’ad di Nacimbio, Nikolay Semenov – nel campo degli emoderivati la Russia dipende per oltre il 90% dall’estero. Nel 2019, invece, l’impianto di Kirov sarà in grado di processare 600 tonnellate di…

- di Redazione

Memorie della campagna di Russia, un vecchio alpino racconta…

Nell’esercito italiano gli alpini, truppe da montagna, hanno sempre rappresentato una grande forza nelle guerre in cui sono stati impiegati. Ebbene, buona parte degli uomini della nostra terra, la Garfagnana, chiamati alle armi, venivano inquadrati in questo corpo militare; e così è avvenuto anche nella seconda guerra mondiale durante la quale gli alpini, assieme ai loro commilitoni delle altre armi, nella campagna di Russia, pur combattendo con onore e disciplina, subirono però perdite tremende: purtroppo infatti la grande maggioranza dei nostri soldati non ritornò in Italia. Ed è per questo che in ogni paese delle nostre zone c’è un monumento o una lapide, che ricorda il loro sacrificio. Non solo, ma in Alta Garfagnana, all’Argegna, è sorto un grande sacrario in memoria ed in ricordo imperituro dei nostri militari caduti in Russia. Tante nostre famiglie hanno quindi pianto per i loro cari che non sono più ritornati, mentre fra coloro che fortunatamente hanno fatto ritorno ce ne sono alcuni ancora…

- di Nazareno Giusti

Dopo 68 anni arriva dalla Russia la testimonianza della morte dell’alpino Germano Porta

Un signore di Milano, un alpino, Antonio Respighi, nel 2009, con altri compagni, ha effettuato un viaggio in Russia per ricordare i tanti soldati italiani (tra cui molti giovani della nostra Valle) morti durante la Seconda Guerra Mondiale, nella terribile ritirata di Russia. Durante la visita della città di Miciurinsk, nella regione di Tambov, a sud-est di Mosca, un vecchio abitante gli ha affidato alcune piastrine di riconoscimento appartenute a nostri Soldati, allo scopo di riportarle in Italia.In quella località, negli anni di guerra 1941-45, esisteva un campo per prigionieri internazionali con relative fosse comuni. Secondo i dati in possesso del Ministero della Difesa, nel 1943 in quel campo morirono 4.178 Soldati italiani. La televisione si occuperà del caso, mercoledì 26 gennaio, nel corso del programma, in prima serata, su Rai 3:“Chi l’ha visto?”. Una di queste piastrine apparteneva a un ragazzo di Coreglia: Germano Porta (classe 1920) e così, giovedì 27 gennaio, alle ore 10,30, nella Sala Consiliare il…

- di Pier Giuliano Cecchi

Come visse Barga l’immane tragedia della campagna di Russia

A MIO ZIO GIULIANO(Disperso in terra di Russia durante la Seconda Guerra Mondiale e che mai conobbi.)La mia animaSciogliesiTra le affettuose righeCòlte nell’immoto Dei ricordi.Caldo e calmo è quel soleTornato a parlarmiCon voci amateO che vidi fremereD’infinità Pietà.Insieme carezziamoQuegli immaginati sogniColmi d’azzurroE di occhi lontani.Nel mentre piovono su di noiBalenii d’agostoChe s’infrangonoIridescenti d’amore.Dedico questo più che modestissimo opuscolo, alla memoria di tutti quei Giovani che dal Comune di Barga presero parte alla tragica campagna di Russia del 1941-43. Particolarmente ai tantissimi, troppi, che non poterono far ritorno alle loro case; nella maggior parte dati per dispersi.Ovviamente un pensiero particolare lo rivolgo allo zio Giuliano Cecchi (solo a scriverne il nome mi vengono i brividi) che seppur non ho mai conosciuto sento in me tra coloro a cui dono e donerò infiniti attimi di memoria.Nel momento mi corre il dovere di ringraziare Luca Galeotti per aver accolto nel “Giornale di Barga” l’idea di ricordare quei Giovani, la cui memoria ci auguriamo…

- di Pier Giuliano Cecchi

La Madonna del Don. Custode dell’ultimo sogno dei tanti giovani tragicamente morti e dispersi in Russia

Dedico questo mio articolo alla memoria di tutti quei giovani del Comune di Barga che nella II Guerra Mondiale risultarono caduti e dispersi sul Fronte Russo 1942-43. Naturalmente ho un pensiero particolare per uno di loro, che risulta tra i dispersi: lo zio Giuliano Cecchi, che seppur non ho mai conosciuto, per il fatto che porto il suo nome, da sempre sento di averlo vicino giorno per giorno. Tra l’altro siamo anche vicini come data di nascita: lui il 9 luglio, io il 4.Qualcuno potrebbe obiettare che io ho per nome Pier Giuliano, mentre egli solamente Giuliano. Allora chiaririsco perché poc’anzi ho detto che portoil suo nome. La cosa è molto semplice: Giuliano era il suo nome di battesimo, ma in casa lo chiamavano Pietrino, da questi due nomi il mio.Il fatto che lo chiamassero Pietrino forse è dovuto a mio nonno, che senz’altro voleva chiamarlo così alla nascita, o meglio Pietro, in ricordo di suo padre Pietro Michele. Poi…

- di Pier Giuliano Cecchi

Gli alpini barghigiani caduti in Russia: necessario far rivivere la loro memoria

Nel numero passato del Giornale è stata accolta nella pagina dedicata ai lettori una bella e sentita lettera di Anna Maria Marchetti, la quale ci invita a riflettere seriamentesul grado della memoria nei confronti di quelle decine di giovani barghigiani che, drammaticamente, non poterono far ritorno dal Fronte Russo 1942-43.Fu, e rimane, una delle più terribili pagine dell’Italia del ‘900, ma non per questo da tralasciarsi nella memoria, come dice Anna Maria: “monito a non dimenticare l’orrore della guerra che li ha spazzati via quando avevano solo vent’anni”. Un brivido mi sale quando risento tra me le parole di speranza della nonna Andreina per quel figlio disperso nell’immensità di un mondo tanto lontano, il cui ricordo cullava nel cuore senza pace. Il sottoscritto ne porta il suo nome e sente forte in se il dovere e il desiderio, quasi fosse un testamento da esaudire, che tutti quei nomi rimangano vivi nella nostra memoria collettiva, perché il loro sacrificio entri ufficialmente…

- di Anna Maria Marchetti

Ricordare gli alpini barghigiani scomparsi in Russia: un invito

Ho recententemente letto il libro di Lorenzo Angelini sulla sorte degli Alpini di Garfagnana che hanno partecipato alla campagna di Russia nella seconda guerra mondiale.Come spesso capita, l’autore ha inteso la Garfagnana in senso stretto, limitando le sue ricerche ai soldati dei soli Comuni garfagnini ed a fornire solo il numero degli scomparsi per quanto riguarda i restanti Comuni della Valle del Serchio. Credo che sarebbe ottima cosa fare un ulteriore piccolo sforzo e integrare questa ricerca con testimonianze e memoria di chi, sopravvissuto o scomparso , partendo dalle nostre famiglie, ha partecipato a questa pagina terribile ed eroica della guerra in Russia. Ricordo, da piccina, la Signora Gelsuma Piacenza, mia vicina di casa, che ancora negli anni sessanta attendeva il ritorno del suo figliolo disperso in Russia, del quale mi mostrava addolorata la fotografia. Ci sono tanti signori che portano il nome di qualche caduto o disperso.. In breve, non credo che sia una memoria ormai perduta, perché, specie…