FORNACI – Una serata in onore di Emilio Lammari quella che si è svolta ieri sera 3 novembre presso la biblioteca Gli Incartati a Fornaci di Barga.
Non una celebrazione, ma un affettuoso ricordo di quanti l’hanno conosciuto ed amato a cominciare dal figlio Raffaello, la sorella Maria ed i numerosi amici.
Quattro chiacchiere, come si usava un tempo, perché Emilio amava lo stare insieme, il convivio. Gli amici li sceglieva d’istinto e li manteneva con cura, con onestà. Era sincero, autentico e parlava in modo diretto.
È stato uno dei maggiori esperti e divulgatori della civiltà contadina, quella ormai svanita con l’industrializzazione del dopoguerra ed amava condividere con gli altri questo suo sapere fatto di esperienza, ricerche sul territorio e nei vari archivi.
Aveva capito che questo patrimonio sarebbe andato perduto se non l’avesse messo nero su bianco cominciando a scrivere sui social network utilizzandoli come strumento per condividere informazioni e fare divulgazione. Era un modo autonomo di fissare il risultato delle sue ricerche così da arrivare a far conoscere a più persone possibili ciò che riteneva importante non andasse perduto del passato della nostra comunità.
Alcuni suoi cari amici hanno così deciso, proprio perché questo patrimonio non andasse disperso, di riunire nel libro “EMILIO LAMMARI – STORIE CONDIVISE” (già il titolo è tutto un programma) le storie e le ricerche pubblicate su Facebook da uno studioso innamorato della sua terra, la nostra terra.
Ne nasce così uno spaccato di vita vissuta fino agli anni ’50/’60 del secolo scorso quando l’avvento dell’industrializzazione ha desertificato anche la montagna barghigiana e numerosi mestieri artigiani e contadini sono andati via via scomparendo, come quello del mugnaio. Ai mulini ad acqua, che hanno sempre affascinato Emilio fin da bambino, è stato da lui dedicato un libro “I mulini ad acqua nel territorio di Barga” scritto con il figlio Raffaello. Proprio dalla macinatura delle granaglie sono scaturiti nel tempo numerosi proverbi. I proverbi sono portatori di un’antica cultura che si è tramandata oralmente nel tempo. Sono patrimonio e memoria dei costumi, delle usanze e delle tradizioni secolari. Il libro “L’antica civiltà contadina e artigiana attraverso la saggezza dei nostri proverbi” è una raccolta di proverbi molti dei quali, come scritto nella dedica da Emilio, l’autore ha appreso dalla madre.
Molti sono gli argomenti trattati e studiati da Emilio, dal diaspro (pietra dura ornamentale che è stata utilizzata per abbellire la Cappelle Gentilizie Medicee in San Lorenzo a Firenze) alle ferriere lungo il corso della Corsonna con i resti di un forno fusorio del XVI secolo, dallo stemma di Barga da cui il libro ” Lo stemma civico di Barga e il suo percorso storico” ai metati o seccatoi per le castagne fino al Porto di Barga situato a circa 3 km. dall’abitato dell’Arsenale verso valle (praticamente dove c’è il ponte che collega Fornaci di Barga con Gallicano) dove venivano caricati i legnami provenienti dalla montagna su zattere condotte all’Arsenale Pisano lungo il Serchio.
La serata, condotta dalla Dott.ssa Sara Moscardini che con Emilio ha collaborato a numerose ricerche ed è autrice delle prefazioni dei suoi libri, è stata emozionalmente movimentata dagli interventi del figlio Raffaello, la sorella Maria, gli amici Lucia Morelli, Alessandra Salvi, Marco Tortelli, Simone Togneri, che ci hanno portato testimonianza con ricordi, pensieri ed aneddoti sul loro rapporto con Emilio Lammari.
Grazie alla Dott.ssa Gaetanina Napolitano che ha portato i saluti dell’amministrazione Comunale ed a tutti i presenti.


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