BARGA – È stato presentato ieri alla Fondazione Ricci il nuovo progetto artistico di Marco Poma, “Sirio e la fabbrica dei potenti”, un’opera originale che unisce cinema, fotografia, musica e territorio.
Regista e artista eclettico, da sempre impegnato nella ricerca e nella sperimentazione di nuovi linguaggi, Poma ha iniziato a lavorare al progetto durante il periodo del Covid, scrivendone la sceneggiatura con Franco Serra.
Al centro della storia c’è una domanda: da cosa nasce l’infelicità umana? Secondo la teoria di Poma, sarebbero gli alieni a nutrirsi dell’infelicità degli uomini e, proprio per questo, a creare le condizioni perché sulla Terra continui a esistere. A indagare sul mistero è il tenente Colombo, affiancato dalla speleologa Susan e dal fedele labrador Sirio, e ostacolato nel corso delle sue ricerche da diversi personaggi.
Il progetto prende forma attraverso un filmato, ma anche attraverso un fotoromanzo, realizzati con le fotografie di Caterina Salvi, che rappresenta una prima parte della storia destinata poi a proseguire. Le musiche sono di Luca Giovacchini, mentre numerosi sono gli interpreti barghigiani: Martin Hursthouse, Maresa Andreotti, Paolo Tenconi, Paola Marchi, Federico e Giada Bertolini, Leonardo Conti e tanti altri.
Il tutto è ambientato nella Valle del Serchio e in particolar modo nella Valle della Corsonna, che diventano parte integrante della narrazione.
Il pubblico della Fondazione Ricci ha seguito con divertimento e interesse la presentazione, apprezzando soprattutto l’originalità e la libertà creativa dell’idea di Poma, capace ancora una volta di mescolare linguaggi diversi e di trasformare il territorio in materia artistica.
Il fotoromanzo è stato distribuito ai partecipanti. Alcune copie sono ancora disponibili alla Fondazione Ricci per chi fosse interessato.
La presentazione si è tenuta nell’ultimo giorno della mostra dedicata ai 40 anni del Barga Jazz Festival.


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