BARGA – Torna a Barga la tradizionale fiera di S. Maria e S. Rocco. Il 15 e 16 agosto, come da decenni e decenni, si tiene a Barga Giardino. I banchi saranno dislocati in Piazza Pascoli, in Piazzale Matteotti, in via Roma, in via Canipaia e in via del Giardino.
Come negli anni passati, da ricordare anche l’istituzione dell’isola pedonale, che verrà creata in Via Roma e permetterà di visitare la fiera in tutta sicurezza.
Anche quest’anno ci saranno i due sempre molto partecipati appuntamenti con musica e ballo, che si terranno nella nuova piazza Pascoli. Per questo motivo i banchi della fiera saranno presenti solo marginalmente nella piazza stessa che la sera sarà teatro del ballo e dello spettacolo.
Per quanto riguarda le due serate, il 15 agosto, si balla con Maria & Sergio, mentre la sera del 16 agosto uno spazio tutto dedicato ai giovani con il dj set di Mirco Giampaoli. Le due serate sono a cura dell’amministrazione comunale e delle attività commerciali che circondano la piazza. Per quanto riguarda la fiera da ricordare ancora che sarà visitabile da sabato 15 a lunedì mattina 17, che a Barga viene chiamato il “giorno di S. Rocchino”. Per la parte più religiosa delle due giornate, il 15 nella chiesa della Fornacetta per celebrare l’Assunzione di Maria ed il 16 e 17 nella chiesa a lui dedicata per San Rocco, saranno diverse le funzioni religiose che si terranno lungo tutta la giornata, accompagnate dai doppi a festa eseguiti dai Campanari di Barga.
Anche se quest’anno il calendario non ha molto favorito la festività, a Barga se è festa comandata il 15, è festa da rispettare anche il 16, appunto per San Rocco ed il clima che si respira in particolare in questo giorno nella cittadina è particolarmente rilassato e festaiolo.
Le campane. Così come del resto avviene alla chiesa della Fornacetta il 15 per la festa dedicata a Maria, ancor di più per San Rocco ad annunciare a tutti il giorno di festa e le funzioni religiose imminenti il suono delle campane della chiesina di San Rocco. Risalgono agli anni ’50 del secolo scorso e verranno suonate da mattina a sera dai campanari di Barga che sottolineano con la loro opera tutti gli avvenimenti religiosi barghigiani. Toccheggiate e veri e propri doppi per tutta la mattina e che si ripeteranno fino al pomeriggio del 16 agosto per annunciare l’ultima Santa Messa.
La storia di San Rocco
Rocco nasce a Montpellier, in Provenza (sud della Francia) in un anno imprecisato tra il 1348 e il 1350. Al momento della nascita Rocco reca sul petto, lato cuore, una voglia a forma di croce che ne permetterà il riconoscimento del corpo dopo la morte. La famiglia, i Delacroix, è tra le più abbienti della città. A Montepellier, presso la locale ed antica Università Rocco avrebbe studiato medicina interrompendo gli studi alla morte dei genitori, Giovanni e Libera. Dopo il funesto evento, il giovane, distribuisce i propri averi ai poveri e parte in pellegrinaggio verso Roma.Al momento di iniziare il pellegrinaggio ha già assunto l’abito del Terzo Ordine Francescano. Rocco, secondo la tradizione, avrebbe conosciuto il terribile flagello della peste già nella città natale. Giunge in Italia nel momento di massima virulenza di un’epidemia di peste nera ed interrompe il viaggio verso Roma ad Acquapendente (Viterbo) ove nel lazzaretto di S. Gregorio assiste appestati ed ammalati.Qui si manifestano le virtù taumaturgiche del Santo: il segno della croce praticato da Rocco sulla fronte dei malati procura la guarigione e si diffonde così la fama dei miracoli del giovane pellegrino francese.
Giunge a Roma tra il 1367 ed il 1368. Vi si ferma per tre anni assistendo gli ammalati. Con il segno della croce indelebile sulla fronte, guarisce un cardinale che lo conduce alla presenza di Papa Urbano V. Dopo aver lasciato Roma, Rocco è a Rimini, Forlì, Caorso e Cesena ove si prodiga a favore degli appestati. A Piacenza contrae la peste e si ritira in una grotta, ancora esistente e trasformata in santuario, lungo il fiume Trebbia nei pressi di Sarmato. Un cane provvede al sostentamento del Santo con una pagnotta che preleva alla tavola del padrone, il Signore di Sarmato, Gottardo Pollastrelli. Questi segue la piccola bestia, scopre la grotta e cura il giovane che si rifiuta di seguirlo a palazzo.
Gottardo cerca vanamente di seguire Rocco che lo induce a desistere dal proposito. Gottardo ne diffonde la vita e la fama dei miracoli; si ritiene sia stato il primo agiografo del Santo nonché il primo ad averlo raffigurato in una immagine e seguendo gli insegnamenti del maestro avrebbe conseguito anch’egli la santità. Tra gli storici, però, l’esistenza o meno di questa figura accostata al Santo è parecchio controversa. Nella grotta al Santo appare un angelo che gli annuncia la guarigione e la facoltà di chiedere una grazia al Signore. Lungo la strada del ritorno a Montpellier, Rocco è incarcerato come spia a Voghera. Rifiuta di rivelarsi nonostante i Signori del luogo siano avi materni.
Resta in carcere per quasi cinque anni. Riceve ancora una volta l’apparizione dell’Angelo che gli annuncia la morte ormai prossima che giunge nella notte tra il 15 ed il 16 Agosto probabilmente del 1379. Al momento della sepoltura, grazie al segno di croce che Rocco porta sul petto, lo zio materno Bartolomeo, Signore del luogo dove il Santo è stato incarcerato, riconosce il nipote nel misterioso giovane pellegrino che mai aveva voluto rivelare la propria identità. Sempre al momento della sepoltura la grazia che Rocco aveva chiesto al Signore si manifesterà con il ritrovamento della tavoletta che porta incisa la frase “Chi invocherà il mio servo sarà guarito”, e che compare in numerose rappresentazioni del Santo.
La chiesa di San Rocco
Alla fine del 1400 si hanno notizie di un oratorio chiamato Cappella S. Rocco in fondo al ponte di Porta di Borgo, sorto per onorare il santo protettore contro la peste dilagante. Nel 1630 si inizia a costruire la nuova chiesa di S.
Rocco in un luogo vicino al precedente oratorio. Terminata nel 1639, un altare diverso o l’odierno accolse l’attuale tela raffigurante quattro personaggi: la Madonna col Bambino in alto, S. Rocco, S. Sebastiano e S. Antonio; i primi due santi sono protettori contro la peste, S. Antonio è il protettore degli animali domestici presenti in gran numero nell’allora giardino, dietro i santi sono raffigurati appestati derelitti. L’altare della Madonna di Pompei con un quadro si suppone sia del periodo dopo il 1700 periodo in cui si venerava la Madonna del Carmine. L’altare di S. Rocco che è vicino all’entrata della sacrestia in stile barocco è recente, in esso si conserva un’antica statua del santo.


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