CASTIGLIONE DI GARFAGNANA – Si è rinnovato domenica scorsa il tradizionale appuntamento con la Sagra Pascoliana, la manifestazione che dal 1932 fa rivivere la memoria di Giovanni Pascoli sul crinale appenninico.
La manifestazione nacque 95 anni fa da un’intuizione di Umberto Monti, che volle creare un momento di incontro capace di unire i popoli al di qua e al di là dell’Appennino attraverso il ricordo del grande poeta. Pur attraversando nel corso dei decenni periodi di interruzione e vicende alterne, la Sagra è riuscita a mantenere vivo il proprio spirito fino ai giorni nostri, rappresentando ancora oggi un’importante occasione di cultura, memoria e amicizia.
La giornata si è aperta al Casone di Profecchia, con il tradizionale momento dedicato agli approfondimenti culturali. Sara Moscardini, curatrice di Casa Pascoli, ha proposto una relazione sul rapporto tra Giovanni Pascoli e San Francesco; successivamente è stato presentato il volume “Il fuggiasco di Case Balocchi” di Luigi Bonaldi, e il professor Pietro Paolo Angelini, autentica anima della Sagra Pascoliana e da anni instancabile promotore di questa tradizione insieme al Comune di Castiglione Garfagnana, ha illustrato il suo opuscolo con 33 domande su Giovanni e Maria Pascoli, pensato come uno strumento divulgativo per avvicinare lettori e appassionati alla figura del poeta e della sorella Maria.
Al termine della mattinata è stata celebrata la Santa Messa nella piccola cappella del Casone di Profecchia. Nel pomeriggio i partecipanti si sono trasferiti a San Pellegrino in Alpe, dove hanno reso omaggio al cippo in località Pradaccio dedicato al mecenate lucchese Alfredo Caselli, grande amico di Giovanni Pascoli, che proprio in quel luogo morì nel 1921.
Alla cerimonia erano presenti la presidente della Fondazione Pascoli, Maria Bruna Caproni, e la consigliera del Comune di Barga Alice Mariani.
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