Prima della fine di giugno si è definitivamente conclusa con una transazione di 300 mila euro, una vicenda le cui origini risalgono alla fine degli anni ’30 ma che si è complicata dagli anni ’90 in poi , divenendo una questione spigolosa e infinita: il valore del Rifugio Marchetti, storica struttura ricettiva al Lago Santo Modenese ed a chi riconoscerlo.
Ci sono due sentenze del Tribunale che hanno stabilito chi e quanto. Ma partiamo dall’inizio del contenzioso partito con l’ex gestore del rifugio, Giorgio Geo Ballestri, 63enne di Vignola (Modena) che aveva citato Asbuc vincendo in due gradi di giudizio; che aveva richiesto ad alla fine ha ottenuto dal tribunale, anche in appello, che gli fosse concesso di ottenere un riscatto del valore del rifugio stesso, da pagare da ASBUC Barga che oggi ha la proprietà e la responsabilità dell’immobile.
Dopo un primo pronunciamento del Tribunale di Modena, confermato dalla Corte d’Appello di Bologna a favore del vecchio gestore (sentenze che anzi parlavano di valori di oltre 330 mila euro),,le parti sono arrivate a un accordo sottoscritto con una scrittura privata: una transazione di 300 mila euro (comprensiva di interessi e spese legali), a copertura e riconoscimento degli accordi che erano stati presi dagli anni ’90 prima dal Comune di Barga e poi anche da ASBUC per il riscatto del valore dell’immobile a chi lo aveva costruito anche se su terreni degli usi civici di Barga.
Un contenzioso infinito si è chiuso quindi a fine giugno con questi 300 mila euro riconosciuti a Ballestri, di cui 150 mila saldati subito ed il rimanente in due rate successive di 75 mila euro al 31 dicembre 2027 e 2028.
Alla transazione della fine di giugno si è arrivati dopo che l’11 giugno l’operazione era stata approvata nel corso dell’assemblea di ASBUC svoltasi a Barga con tutti voti a favore ed una astensione.
“La transazione -spiega il presidente di ASBUC Omero Togneri – ci permette di mettere per sempre la parola fine ad un contenzioso che è stato difficile e lungo per tutti e che soprattutto alla fine non ha fatto il bene della vita di questo rifugio che è rimasto per troppo tempo chiuso ed abbandonato a se stesso”.
ASBUC sottolinea che l’importo non è dovuto a negligenze gestionali degli usi civici, ma è relativo al pagamento del valore del rifugio, un’opera edificata negli anni Trenta da Tullio Marchetti su terreno concesso in locazione dal Comune di Barga, con conseguente obbligo di riscatto. Il Rifugio venne realizzato su una superficie data in affitto dal Comune di Barga con il conseguente obbligo da parte dell’ente pubblico di pagare il valore della costruzione al termine della locazione.”
E’ per questi motivi che il tribunale ha deciso che Ballestri, ex affittuario, dopo lo sfratto per inadempienza contrattuale confermato in Cassazione, aveva diritto a incassare la somma pari al valore del fabbricato. Una causa civile avviata nel 2015. Ora la transazione chiude carte bollate e contenziosi.
“Una buona parte delle risorse per il riscatto c’erano ed il resto, con una gestione attenta, delle risorse mancanti le copriremo come da accordi entro il 2028. Ora si volta pagina. – dice Togneri, che peraltro sottolinea che adesso si apre una fase nuova – La conclusione della questione, ma anche in precedenza i lavori già realizzati da ASBUC al tetto e quelli in corso per la ripavimentazione e impermeabilizzazione della terrazza, hanno acceso nuovo interesse attorno al Rifugio. Ci sono stati alcuni interessanti contatti di persone disposte a completare i lavori a sconto affitto”
Insomma, non tutto viene per nuocere, anzi, ci sono prospettive per vedere un nuovo futuro per questa storica struttura cara alle genti di Pievepelago, ma cara anche a tante generazioni di barghigiani. E che adesso è a pieno titolo, terreno e muri, degli usi civici di Barga.


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