La nuova edizione del Muletto riparte da dove aveva iniziato lo scorso anno: dal Cinema Roma, teatro dell’assemblea pubblica di giovedì 7 maggio: occasione buona per stilare il bilancio del 2025, preannunciare le novità già in cantiere per il 2026 e, soprattutto, tenere vivo lo spirito della manifestazione.
Sul palcoscenico ornato dai colori dei rioni, dal palio e dal mulo vincitore dello scorso anno, si sono alternati al microfono (e in groppa al mulo) i fratelli Cella.

Ha iniziato Giorgio, sottolineando che l’intento del Muletto è stato fin dall’inizio quello di ricreare una festa di paese dove ognuno mette quello che può e quello che vuole, nella prospettiva di tornare a parlarsi faccia a faccia, lavorare insieme e riconoscersi come parte di una comunità. Obiettivo senza dubbio centrato: con il Muletto, “siamo riusciti a ricreare uno spirito che era andato perso“, per usare le parole di Giorgio.
Il focus si è quindi spostato sul programma della prossima manifestazione: fermo restando che tutto è andato meglio di quanto si potesse sperare, è stato convenuto che concentrare la sfilata e tutte le competizioni in un’unica giornata ha creato qualche complicazione logistica. Ragion per cui è stato deciso di spostare gimcana dei muli in piazza Pascoli e corsa dei carretti al sabato. A proposito della gara di carretti, è stata introdotta una novità importante: il percorso non sarà più nei pressi del campo sportivo, ma lungo viale Marconi, dal Fosso fino al ponte Lombardini.
Come lo scorso anno, la sfilata di carri e rioni partirà la mattina della domenica dal piazzale del Fosso e arriverà al campo sportivo, dove sarà allestito il pranzo collettivo (sempre a prezzi popolari) e dove si terrano le altre gare, compresa la corse dei muli allegorici, nonché la premiazione finale. Da segnale una novità importante anche nella giornata di domenica: il ritorno in grande stile dei muli in carne e ossa, ai quali verrà dato molto più spazio rispetto alla scorsa edizione, in modo da fare un altro passo deciso sulla strada della tradizione.
Giorgio ha concluso il suo intervento richiamando lo spirito della festa e invitando tutti i presenti a rimettersi in gioco con la stessa voglia della scorsa edizione, affinché quanto già fatto sia soltanto un seme per far crescere il Muletto e renderlo sempre di più “un progetto di aggregazione comunitaria in controtendenza rispetto al mondo attuale“, come lo ha definito lo stesso Giorgio.
Ha preso quindi la parola il fratello Giacomo che è sceso più nel dettaglio riguardo a programma e regolamento. Tanto per cominciare, anche quest’anno è stato deciso di non assegnare ai rioni un tema da seguire per carro e sfilata, giusto per ribadire l’allergia del Muletto a vincoli regolamentali troppo stretti. Così come è stato ripetuto che più della competizione conta l’obiettivo di fare una bella festa tutti insieme. E a questo proposito, è stato scelto di mantenere la stessa giuria dello scorso anno non tanto per le loro competenze o per la loro imparzialità, quanto come riconoscimento a un gruppo di persone che ha voluto bene al Muletto e che in passato si è impegnato per mantenerlo vivo e in buona salute.
Un’ultima comunicazione di servizio Giacomo l’ha spesa per fare un appello a chiunque abbia voglia di dare una mano, anche al di fuori dei singoli rioni e anche soltanto di supporto allo svolgimento delle gare o del pranzo allo stadio: c’è bisogno di tutti e più siamo meglio è.
Nel frattempo, sullo schermo del cinema scorrevano le immagini della passata edizione: rivedere la sfilata, le coreografie, le gare e i volti felici dei tanti partecipanti ha fatto sicuramente piacere a tutti i presenti. Ed è sembrato un ottimo auspicio in vista della prossima edizione del Muletto, in programma sabato 11 e domenica 12 luglio prossimi.
Tag: Festa del Muletto


Lascia un commento